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Olbia, nasce Io Posso: "liberiamo le ragazze dagli stereotipi di genere"

L'associazione promuove la parità tra i sessi e propone una nuova formazione contro il gender gap

Olbia, nasce Io Posso:
Olbia, nasce Io Posso:
Camilla Pisani

Pubblicato il 11 March 2021 alle 06:00

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Olbia. Superare le differenze di genere, aumentando la consapevolezza del proprio valore nelle giovanissime: questa la mission della neonata Io Posso, associazione senza scopo di lucro nata e fondata dall’imprenditrice olbiese Roberta Porcheddu. Si è costituita ad Olbia nella giornata internazionale dei diritti della donna, 8 marzo, ed è un’associazione no profit, aconfessionale e apartitica che persegue le finalità di superare le disparità di genere, incentivare l’ingresso delle giovani nel mondo accademico nei campi “STEM” e Economico statistico. La disparità di genere rappresenta ancora oggi un ostacolo per la piena realizzazione della donna nel mondo imprenditoriale, professionale e scientifico, con evidenti disparità sia nelle modalità di ingresso sia nel trattamento economico e di progressione della carriera. In particolare l’associazione “Io Posso”, intende incentivare la partecipazione delle ragazze alle lauree delle materie STEM, matematico, scientifico, tecnologico e ingegneristico, dove il gender gap è ancora elevato: solo 16,5 % delle ragazze si laureano in queste materie contro il 37% dei ragazzi. Questo divario si acuisce poi nel mondo del lavoro, per esempio solo uno su cinque professori ordinari nell’area Stem, sono donne. L’associazione intende porre in essere iniziative culturali e sociali per superare i pregiudizi e stereotipi che già dai primi anni scolastici limitano l’accesso alle ragazze nel mondo delle discipline scientifiche e nel mondo del lavoro in generale. Attraverso l’incontro con figure rappresentative della scienza e dell’imprenditoria “Io Posso” intende stimolare le giovani a intraprendere una carriera universitaria nelle discipline STEM o nel mondo dell’imprenditoria. La fondatrice Roberta Porcheddu, imprenditrice di Olbia, come prima iniziativa della neonata associazione intende instaurare una fattiva collaborazione con gli istituti superiori cittadini al fine di realizzare incontri tra le studentesse e donne rappresentative dei propri settori; inoltre l’associazione intende istituire delle borse di studio per ragazze che vogliano intraprendere una carriera universitaria nelle discipline STEM. “L’idea di fondare Io Posso nasce da lontano, perché sono da sempre fermamente convinta che per modificare la realtà che viviamo quotidianamente, in cui il divario di genere sia in campo lavorativo che politico è profondissimo, bisogna lavorare a monte, formando i giovanissimi e le giovanissime, facendo capire che le opportunità di studio non sono riservate ad un unico genere. Da madre posso dire che se oggi mia figlia ha il coraggio di procedere nel suo percorso di studi andando all’estero e in generale cogliendo le opportunità di crescita è perché è stata educata, fin da piccola, all’idea che non esistesse una corsia preferenziale dettata dall’essere maschi o femmine. Quello che bisogna insegnare è che ognuno, indipendentemente dal suo sesso, deve poter coltivare le proprie ambizioni, e non solo quelle che tradizionalmente vengono considerate adatte alle donne o agli uomini; è del tutto inutile polemizzare nel giorno della festa della donna sulla scarsa rappresentanza al potere o sul gap salariale, ma è essenziale fornire un’educazione improntata alla parità sin da piccolissimi. Questo tipo di mentalità va esercitata in famiglia e nella scuola, infatti il mio proposito in quanto presidente di Io Posso è collaborare con gli istituti scolastici, sperando di trovare terreno fertile, cosa sulla quale ho molta fiducia. Purtroppo le disparità di genere vengono impartite dall’infanzia, sin dalla distinzione di giochi da maschio e giochi da femmine; è quello il primo gradino che va scardinato, per consentire alle ragazze di arrivare ad una pienissima realizzazione, ed ai ragazzi di imparare a percepire il sesso opposto non come subordinato, ma come pienamente pari” spiega la fondatrice di Io Posso. In una realtà in cui il gender gap prende sempre più piede, ma anche sempre più coscienza di sé, diventa fondamentale costituire progetti che aggreghino, formino e ispirino le giovani donne: non più (o non solo) angeli del focolare destinate a percorsi pre impostati dalla società e dalla cultura patriarcale, ma menti libere di esplorare qualsiasi tipo di materia accademica, dando il loro contributo e la loro visione senza pregiudizi e senza paura.