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Olbia, inaugurato il Centro Servizi Umanitari: la Cittadella della Solidarietà prende forma

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Olbia – Un pezzo alla volta, pian pianino, in via Canova si sta costruendo la “Cittadella della Soliderietà”: una struttura polifunzionale che punta ad aiutare le persone in difficoltà. Prima è stato aperto il centro notturno, il cosiddetto “dormitorio” per i senzatetto olbiesi. Poi, questa mattina, è stato il turno del “Centro Servizi Umanitari”. Il centro è ubicato al primo piano della struttura che ha ospitato, per anni, diversi servizi forniti dalla Asl di Olbia. La struttura è una sorta di “casa-temporanea” per i nuclei familiari olbiesi che, per una ragione o per l’altra, si trovano con uno sfratto esecutivo e dunque senza un tetto sopra la testa. Il progetto è dell’Associazione “Agorà” guidata da Maria Antonietta Chessa in collaborazione con la Caritas Diocesana.

“Questa è una grande opera che merita tutto il nostro apprezzamento – ha detto Gianni Giovannelli, sindaco di Olbia, durante l’inaugurazione – è un’opera necessaria più di tante altre. A Olbia ci sono situazioni drammatiche, ma la città è attenta. Abbiamo iniziato con il centro notturno, oggi con il centro accoglienza, ma domani arriveremo al centro diurno. Sono servizi indispensabili per non far sentire sole le persone più in difficoltà”. Anche l’assessore alle Politiche Sociali, Rino Piccinnu, è sulla stessa lunghezza d’onda del sindaco. “Questa è una sinergia tra Comune, Caritas e associazione Agorà. Dobbiamo ringraziare la Asl per averci dato questa struttura – ha detto l’assessore Piccinnu – Nei prossimi mesi avremo un’ondata eccezionale di sfratti, siamo stati avvertiti dal Tribunale. Purtroppo la crisi ha colpito tanti stagionali che questa estate non hanno lavorato e tra poco si ritroveranno in mezzo a una strada”.

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Il progetto. Il progetto è stato realizzato dall’Associazione Agorà. L’idea è quella di una casa-temporanea per tutte quelle famiglie che, improvvisamente, si trovano senza un tetto sopra la testa a causa di uno sfratto esecutivo. Il progetto ha ricevuto un finanziamento di circa 300mila euro dalla Fondazione del Sud.

Il servizio. La struttura può ospitare 15 persone, ma a seconda delle necessità ne può ospitare sino a 22. Le famiglie arrivano al Centro Servizi Umanitari attraverso gli assistenti sociali del Comune. Una volta entrati in via Canova, le famiglie possono vivere in completa autonomia col supporto degli operatori Agorà e dei volontari. Non mancherà il sostegno della psicologa, la quale seguirà personalmente tutte le persone che passeranno dal CSU. La struttura ha camere da letto fornite di scrivania, giochi per bambini, letti e armadi. Vi sono anche un soggiorno, una sorta di sala mensa, una grande cucina, bagni, docce e una enorme dispensa con cella frigo. La sistemazione in via Canova è, ovviamente, temporanea. Le famiglie che entreranno saranno aiutate a trovare immediatamente un’altra sistemazione. Il servizio è totalmente gratuito.

L’apertura. La casa accoglienza, in realtà, è attiva già da qualche settimana. Intorno al 12 Ottobre, la struttura di via Canova ha ospitato una famiglia di 6 persone che, nei giorni scorsi, si è trasferita nella sua nuova casa. Attualmente, il CSU ospita una sola famiglia.

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