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Cronaca Olbia

Olbia: “Il Mater? Una presa in giro”

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Olbia, 24 maggio 2019 – In seguito alle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu (“Il Mater Olbia è ancora un cantiere, non ci sono i requisiti per l’accreditamento”), torna all’attacco Caminera Noa che da sempre critica l’operazione della QFE in Sardegna.

“Affermazioni molto pesanti, che lasciano prevedere scenari molto cupi per il futuro di un’operazione che fin da subito Caminera Noa ha denunciato come dannosa per il futuro della sanità sarda”, si legge nella nota stampa di Caminera Noa.

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“Dopo annunci di prossime inaugurazioni, puntualmente rinviate, e passerelle politico-istituzionali inizia a venire a galla la colossale presa in giro ai danni di tutti i sardi, costituita dalla realizzazione del Mater Olbia”, sostiene il movimento.

“Già nelle settimane scorse sulla stampa erano comparsi allarmi sul fatto che gli ospedali dell’isola stessero perdendo medici e operatori, attirati dalle più accattivanti prospettive lavorative provenienti dall’ospedale privato del Qatar”, continua la nota.

“Caminera Noa già da tempo aveva denunciato questo pericolo: l’unico modo per far funzionare il Mater sarebbe stato quello di svuotare di professionisti e medici gli ospedali della sanità pubblica isolana”, dice Caminera Noa.

Secondo il movimento, lo scenario sarebbe decisamente peggiorato.

“Le affermazioni dell’assessore lasciano infatti pensare che il Mater, che è costato tantissimo alla Regione in termini di modifiche urbanistiche e per il cui funzionamento è previsto un finanziamento pubblico da 580 milioni di euro spalmati su 10 anni, non abbia i requisiti per accreditarsi con il Servizio Sanitario Nazionale”, sostiene il movimento.

E quindi, ecco il giudizio pesantissimo di Caminera Noa: “Una colossale presa in giro insomma: dopo anni di propaganda a favore del Mater, in cui si vantava la struttura come una soluzione ai viaggi della speranza dei sardi malati negli ospedali della penisola, ora si scopre che probabilmente il Mater Olbia non potrà svolgere cure convenzionate”.

Il movimento esprime preoccupazione per la sanità pubblica, che sarebbe in via di smantellamento.

“Intanto però, la rete sanitaria pubblica sarda continua a essere smantellata – operazione necessaria anche all’apertura del Mater – come dimostra il caso della chiusura del reparto di ortopedia nell’ospedale di Lanusei, solo l’ultimo di una lunga serie”, si legge nella nota stampa.

“Inoltre, come si è appreso sempre dalla stampa nelle settimane passate, la Regione si è vincolata a delle clausole capestro contenute nel contratto con la Qatar Foundation che la condannerebbero a pagare ai proprietari dell’ospedale – in caso di recesso dal contratto – delle penali ammontanti a quasi 100 milioni di euro”, continua la nota.

“La situazione, insomma, è estremamente complessa e quello che si intravede è davvero molto preoccupante: l’assessore alla sanità deve assolutamente spiegare ai sardi cosa sta succedendo a Olbia”, specifica Caminera Noa.

Il movimento è da sempre contro ai finanziamenti pubblici alla sanità privata e chiede alla Regione: “Annullamento immediato dalle clausole capestro contenute nel contratto tra Regione e Qatar Foundation”  e “ripristino della piena funzionalità ed efficienza della rete ospedaliera pubblica nell’isola”.

“Il diritto alla salute dei sardi non può essere merce di scambio in trattative che riguardano operazioni immobiliari, il futuro della Costa Smeralda e di Air Italy e la metanizzazione della Sardegna, tutti campi nei quali il Qatar è impegnatissimo”, conclude il movimento.

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