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Lettere

Olbia e l’alluvione, la lettera: “Il sepolcro imbiancato”

Nomasvello Olbia 1085

Olbia, 09 novembre 2019 Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata dedicata all’alluvione e al rischio idrogeologico.

Il Sepolcro Imbiancato

È sera nella bucolica Olbia.
Le luci colorate della “maestosa” tengono con gli occhi all’insù un po’ tutti… turisti e cittadini curiosi ipnotizzati dai led psichedelici.

Morostesa 2019

I bambini tirano le giacchette dei genitori per fare un giro sulla nuova attrazione al centro della città.
Un successo di pubblico, tanti sorrisi e felicità.

Questo è quello che vedo per tutta l’estate 2019 quando arrivo al molo Brin per fare un paio di “vasche al centro”. Sono inorridito da quell’“Arma di distrazione di massa” che è la ruota panoramica.

Il centro storico di Olbia sembra un castello medievale cinto da mura fatte di menefreghismo e ignoranza. Il uno spazio limitato tanto sfarzo, benessere e bagordi… Nani e giullari. Il castello è cosi.. Ma appena fuori dalle mura..lo scenario si trasforma: abbandono, fatiscenza, degrado, decadenza…

La periferia di Olbia vive di vita propria, una vita sospesa, scollegata dai destini di opulenza e perfezione a cui è destinato il centro.

Una vita spesso fatta di preoccupazione soprattutto in zone tristemente note dopo il 18 novembre 2013: zona Bandinu, zona campo sportivo, via Barcellona, Maltana/Putzolu e sopratutto Via Lazio, finita sotto quasi 2 metri d’acqua… In alcuni di questi luoghi i segni dell’acqua e della paura ci sono ancora, non visibile ma dentro i cuori delle persone che vi abitano.
È bella, Olbia… Ma fragile… Con i piedi di fango.

Lo sapevano gli anziani, lo sappiamo noi. E nessuno ha ancora fatto niente per risolvere il problema dei Problemi della nostra città.

Se fosse il risultato della bieca stupidità della giunta Nizzi potrei anche capire.

Non brillano certo per capacità ed empatia. Purtroppo non è così. L’inganno più grande che il diavolo ha fatto all’umanità è far credere che non esista.

Così questa giunta appare come un simulacro di ignoranza e stupidità. Vivacchia politicamente ,nascondendo una premeditazione davvero preoccupante.

Non tutti per fortuna… ma i soliti noti e i soliti sospetti. Abito in una delle zone periferiche più popolate, Putzolu-Maltana.

Il 18 novembre 2013 l’acqua si portò via un padre e il suo bambino, che proprio nel mio quartiere vivevano… e in città altre vite tra cui quelle di una madre e sua figlia.

Altri perirono… ma basterebbero questi 4 lutti a smuovere le coscienze dei nostri amministratori.

I colpevoli sono molteplici: il ciclone Cleopatra, la speculazione edilizia incontrollata, l’incuria dei canali che circondano Olbia… la totale inettitudine di una classe politica più dedita al proprio benessere che a quello dei propri concittadini.

In 6 anni e una altra mezza tragedia (2015) è cambiato davvero poco.

Se dovesse riaccadere oggi quel nubifragio forse non ci sarebbero morti
ma molta gente perderebbe tutto di nuovo. Il terrore scorre ad ogni nuvolone in cielo. Chi ha perso tutto, in alcuni casi la vita dei propri cari quando ha un brivido profondo ad ogni goccia d’acqua.

L’eco della tragedia riecheggia nella mente degli Olbiesi come un monito subliminale. Tutto sa di presa in giro.

I vari progetti per la “mitigazione del rischio idrogeologico” hanno mitigato solo la voglia di fiducia nelle istituzioni.

Per questo con pochi amici e vicini ci siamo trovati spesso ad urlare la nostra indignazione in faccia ai diretti interessati.

Siamo stati sbeffeggiati, a volte trattati quasi da visionari, minacciati di denunce per procurato allarme… Sempre in funzione di circumnavigare il problema.Accolti da un silenzio assordante.

Ma le urla del popolo ,se inascoltate,portano prima o poi ad una rivolta, pacifica o meno. Protestiamo in tanti, in vari quartieri chiamiamo assessori, mandiamo email spesso ragionevoli, più spesso intrise di rabbia.

Le nostre richieste (messa in sicurezza e pulizia dei canali, ripristino dei ponticelli dell’agro, finalizzazione di questo fantomatico piano per la mitigazione del rischio idrogeologico).. tutte richieste scritte sull’acqua.

Vari i motivi per cui non veniamo ascoltati.

Ci dicono che le strade sono private o di penetrazione agraria… i ponticelli abusivi che servono ad attraversare??? (costruiti negli anni 60), case abusive… bla bla bla… Ca**ate.

Anche supponendo che tutto ciò fosse vero, che ci siano colpe volontarie anche pregresse… Che tutti gli abitanti di Maltana e Putzolu fossero una banda di malviventi dediti all’abusivismo e alla speculazione edilizia questo basterebbe ad ignorare il bisogno reale di sicurezza, la richiesta disperata di una vita tranquilla per noi e i nostri cari?

È giustificabile nascondersi dietro barricate burocratiche e accuse di abusi perpetrate da cittadini ormai morti da decenni senza avere un piano reale per scongiurare altre tragedie?

Come si può continuamente dire che mancano i fondi per provvedere ad un minimo di manutenzione e pulizia di fiumi e strade nelle periferie rurali se poi si spendono un mucchio di soldi pubblici per eventi e spettacoli?

Perché non sono state mai prese le misure minime di prevenzione affinché si tenga in sicurezza il fiumiciattolo killer tristemente noto come rio Siligheddu, principale causa delle numerose esondazioni che affliggono la città?

Basterebbero 2 Caterpillar e una squadra “ad hoc”. Oltre a dare un servizio davvero importante si potrebbero creare anche nuovi posti di lavoro.

Ancora più assurda è la situazione di chi ha provato a fare la manutenzione dei fiumi per proprio conto, usando mezzi propri per pulire i letti e togliere arbusti e foglie.

Molti sono stati denunciati e pesantemente multati dall’autorità forestale. Oltre il danno la beffa. Sono state chieste al comune istruzioni su come poter donare ufficialmente le strade ritenute private. Come sempre silenzio e nessuna soluzione.

È un vicolo cieco, un muro di gomma su cui sbattiamo inesorabilmente da anni. Ora che arriva Novembre… ho sempre l’impressione che tutte quelle persone siano morte invano, che ognuno di loro muoia ancora, e ancora.

Olbia risplende, in attesa di un altro concertone o di una mega attrazione tecnologica.

In attesa di brutte imitazioni di Halloween,dei mega eventi di capodanno o di altre armi di distrazione di massa, auguriamoci che piova poco.

La maggior parte di noi Olbiesi, preferirebbe certamente vivere senza il terrore,sapendo che i propri cari possono dormire tranquilli, con la consapevolezza che le istituzioni li proteggano o si impegnino al
massimo delle proprie possibili nel tentativo di farlo, piuttosto che avere i Maneskin in concerto o di fare un giro sulla Maestosa.

Amo la mia città. È bella in modi difficilmente spiegabili. È una sensazione che tutti noi Olbiesi abbiamo dentro.

Per questo chiediamo di più per la sua tutela e per la sicurezza dei sui abitanti. Olbia ora è cosi: bella e splendente, ma a guardala bene, scrutando tra le sinuose vie del centro e delle luci sfavillanti, è il classico sepolcro
imbiancato.

Cristian Fenu

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