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Olbia al centro del rap: Mirko Decandia firma il video di Kill Mauri e Salmo

Il racconto del set nella nostra intervista

Olbia al centro del rap: Mirko Decandia firma il video di Kill Mauri e Salmo
Olbia al centro del rap: Mirko Decandia firma il video di Kill Mauri e Salmo
Laura Scarpellini

Pubblicato il 14 January 2026 alle 20:00

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Olbia. C’è una Sardegna che non si limita a fare da sfondo, ma che diventa protagonista, musa e motore pulsante di una scena musicale inarrestabile. L’ultimo tassello di questo mosaico narrativo porta la firma di Mirko Decandia, filmmaker di spessore che ha saputo tradurre in immagini la potenza di un sodalizio artistico destinato a far parlare di sé: il nuovo video di Kill Mauri, che per l’occasione vede al suo fianco un vero "mostro sacro" della musica italiana, Salmo.

Il cameo di Salmo è molto più di una semplice apparizione: è l’ennesima conferma di un legame viscerale con la propria isola e della lungimiranza di un artista che, pur avendo scalato le classifiche nazionali ed internazionali, non dimentica di promuovere e sostenere i talenti emergenti della sua terra.

Dietro la macchina da presa, Mirko Decandia si conferma un regista capace di sperimentare e anticipare i tempi. Il suo stile non è mai casuale: Decandia ama circondarsi di un team preparato, giovane e perfettamente allineato alle ultime innovazioni del linguaggio cinematografico attuale. La sua forza risiede nella capacità di fondere un’estetica ricercata con la crudezza del messaggio rap, creando prodotti visivi che sono specchio fedele della modernità.

Chi ha avuto modo di vederlo all’opera descrive la sua verve sul set come una forza della natura: Mirko coinvolge, sprona e trascina l’intera troupe e gli artisti in un vortice di entusiasmo. È proprio questa energia a generare opere uniche, figlie di intuizione, studio meticoloso e una costante dedizione al lavoro.

In questo nuovo video, Decandia riesce a catturare l’essenza dei tempi moderni, dove la velocità dell'intuizione si sposa con la solidità di un progetto professionale d’alto livello. Il risultato è un prodotto che non si limita a "accompagnare" la musica, ma la eleva, raccontando la Sardegna e i suoi artisti con una luce nuova, fresca e internazionale.

Decandia ci apre le porte del suo mondo, raccontandoci cosa significa oggi fare cinema e musica in una terra ricca di contrasti come la Sardegna.

Questo progetto segna l’incontro tra un gigante come Salmo e una realtà solida e carismatica come Kill Mauri. Come è nata la collaborazione per questo video e qual è stata la sfida principale nel tradurre visivamente l'unione tra il 're' del rap sardo e uno dei talenti più autentici dell'Isola?

"La sfida principale è stata proprio questa: evitare l’effetto monumento. Salmo è un gigante, è vero, ma Kill Mauri rappresenta una Sardegna altrettanto potente, più grezza e istintiva. Visivamente ho cercato di lavorare sull’equilibrio, sul contrasto tra controllo e istinto. L’obiettivo era far emergere l’energia che nasce quando due mondi autentici si riconoscono, senza forzature e senza maschere. Dal punto di vista della regia è stato un lavoro molto corale. La direzione è stata affidata a Matteo, un regista di Torino, mentre io sono entrato nel progetto, chiamato da Fabio Avventuroso, in arte Scascio, inizialmente come direttore della fotografia, a far da assistente c'era Nicola Carboni. Durante la lavorazione il mio ruolo è diventato anche quello di operatore di macchina e, successivamente, mi è stato affidato il montaggio. È stato proprio in fase di montaggio che il video ha trovato la sua forma definitiva. Io e Dimitri Tedde, con la Green Grass Film, ci siamo chiusi in studio per un paio di giorni, lavorando in modo intenso e istintivo, finché non abbiamo “sfornato” quella che per noi era una vera bombetta. Abbiamo poi mostrato il risultato sia a Kill Mauri che a Salmo: dopo il loro ok siamo passati agli ultimi passaggi, la creazione dei titoli affidata a Federico Zavatta".

Dal punto di vista della regia, che tipo di estetica ha scelto di adottare? C'è un filo conduttore, una trama o un messaggio sociale che ha voluto trasmettere attraverso le immagini per valorizzare il testo e l'alchimia tra i due artisti?

"Più che un’estetica imposta dall’alto, il filo conduttore del progetto è stato il lavoro di squadra e la fiducia reciproca. Ogni fase ha contribuito a valorizzare il testo e l’alchimia tra i due artisti, lasciando che fossero le immagini, il ritmo e l’energia del montaggio a parlare. Abbiamo dedicato un giorno intero alla ricerca delle location. Il giorno successivo siamo andati in produzione e abbiamo girato dalle 7:00 alle 19:00: gran parte delle riprese è stata realizzata all’interno del terreno dell’agriturismo La Taerra, a Vaccileddi. La post-produzione ha richiesto poi circa quattro giorni di lavoro, suddivisi tra montaggio, color correction e realizzazione dei titoli".

Come sei riuscito a bilanciare le personalità artistiche così forti di Salmo e Kill Mauri sul set?

"Salmo e Kill Mauri hanno personalità artistiche fortissime, ma non c’è mai stato bisogno di forzare nulla. Il bilanciamento è avvenuto in modo naturale, lasciando spazio a entrambi, creando situazioni in cui potessero esprimersi liberamente senza che uno sovrastasse l’altro. Il contesto sardo ha fatto da collante, mettendoli sullo stesso piano e rendendo il video credibile, attuale e, allo stesso tempo, profondamente radicato".

 Il video appare come un prodotto estremamente attuale e internazionale. Puoi raccontarci qualcosa sulla fase di produzione? 

 "Beh, diciamo che tutta la giornata è stata davvero speciale. Con Salmo ci conosciamo da quando eravamo ragazzi, abbiamo condiviso tutto il periodo Scasiko, quindi ritrovarmi a girare un video con lui dopo il percorso e la scalata incredibile che ha fatto è stato emotivamente molto forte. Il momento che sicuramente ci ricorderemo tutti è la sfiammata finale. Avevamo sparso della benzina vicino al furgone di scena e la fiamma è partita in modo molto più potente del previsto, arrivando fino al mezzo. Per qualche secondo c’è stato un vero momento di panico generale — soprattutto per il proprietario del furgone — che però, una volta capito che era tutto sotto controllo, si è trasformato in una grande risata collettiva. È stato uno di quei momenti adrenalinici che restano impressi e che, in qualche modo, raccontano bene l’energia di tutta la produzione".

 

 

 

Foto: Mirko Decandia e Salmo