Sunday, 04 October 2026
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Pubblicato il 04 October 2026 alle 08:00
Monti. Ventiquattro giovani, due progetti, tredici associazioni coinvolte e un’intera comunità pronta a investire sulle nuove generazioni. È il risultato del percorso costruito a Monti attorno al Servizio Civile Universale, presentato nella serata di venerdì 2 ottobre all’Enoforum davanti a un pubblico numeroso di ragazzi, famiglie, rappresentanti delle associazioni e cittadini. Un traguardo significativo per un centro delle dimensioni di Monti, dove la progettazione portata avanti dalla Pro Loco di Monti e dall’Associazione Culturale Sos Misureris, in stretta collaborazione con il Comune, ha consentito di ottenere il riconoscimento di 24 posizioni di Servizio Civile Universale.
Da novembre 2026 e per dodici mesi, fino a novembre 2027, altrettanti ragazzi e ragazze avranno così la possibilità di vivere un’esperienza diretta all’interno del mondo associativo, partecipando alle attività del territorio, acquisendo nuove competenze e contribuendo concretamente alla vita della comunità. Ad aprire e accompagnare la presentazione sono stati il sindaco Salvatore Loi, il presidente della Pro Loco Domenico Pes, il presidente dell’Associazione Culturale Sos Misureris Mario Fiori e Gavino Sanna, delegato comunale alle Associazioni, Turismo e Spettacolo e referente della progettazione del Servizio Civile Universale.
Durante la serata è stato ricostruito il percorso che ha portato al riconoscimento dei nuovi posti disponibili, mettendo in evidenza un modello basato sulla collaborazione tra amministrazione, associazioni e giovani. Particolarmente significativo il collegamento con Andrea Bigioni, responsabile nazionale di OPES, che ha sottolineato il valore dell’esperienza maturata a Monti e la capacità del territorio di credere concretamente nelle opportunità offerte dal Servizio Civile.
"Monti ha dimostrato di credere nel Servizio Civile", è stato uno dei concetti centrali del suo intervento. Bigioni ha evidenziato come, pur trattandosi di un piccolo Comune, il paese sia riuscito a raggiungere un risultato importante grazie alla presentazione di progetti credibili, fortemente legati alle caratteristiche e ai bisogni della comunità.
Una progettazione, ha sottolineato, costruita “a misura del territorio”, con l’obiettivo di valorizzare le risorse locali, rafforzare l’identità, favorire la partecipazione dei giovani e sostenere il ruolo dell’associazionismo. A rendere particolarmente significativo il risultato è anche la rete che si è creata attorno al progetto: sono infatti 13 le associazioni coinvolte, un numero rilevante in rapporto alle dimensioni demografiche del paese. Nel suo intervento Bigioni ha richiamato anche il confronto con realtà territoriali più grandi della Sardegna, sottolineando come il risultato di Monti acquisti valore proprio per la capacità di mobilitare e coordinare il proprio tessuto associativo. Il Servizio Civile diventa così parte di un percorso più ampio, nel quale i giovani non sono considerati semplicemente destinatari delle attività, ma protagonisti della vita della comunità. A raccontare concretamente cosa significhi vivere un anno di Servizio Civile sono state anche alcune giovani che hanno già concluso il loro percorso.
Anna Elena Isoni, che ha terminato il servizio lo scorso 22 settembre, ha raccontato il forte senso di appartenenza maturato durante l’esperienza e il desiderio di continuare a partecipare alla vita delle associazioni anche dopo la conclusione dei dodici mesi. Significativa anche la testimonianza di Roberta Pisuttu, che ha descritto il Servizio Civile come un’occasione per mettere in pratica le proprie capacità, acquisire nuove competenze e confrontarsi quotidianamente con valori quali responsabilità, solidarietà, partecipazione e appartenenza alla comunità. Un altro elemento qualificante dei nuovi progetti sarà la presenza di due nuove figure con funzioni di responsabilità didattica, chiamate ad affiancare i volontari durante il loro percorso.
Per l’Associazione Culturale Sos Misureris il ruolo sarà ricoperto da Paola Fiori, mentre per la Pro Loco l’incarico sarà affidato a una ex volontaria che ha recentemente concluso il proprio anno di Servizio Civile. Una scelta che rappresenta simbolicamente anche la continuità dell’intero progetto: chi ha vissuto questa esperienza potrà ora mettere quanto appreso a disposizione dei nuovi ragazzi, accompagnandoli e diventando a sua volta un punto di riferimento. I due progetti che partiranno a novembre saranno incentrati sulla valorizzazione del territorio, sulla promozione delle iniziative locali, sulla partecipazione alla vita associativa e sulla tutela e trasmissione dell’identità culturale e sociale di Monti.
Per i 24 volontari sarà quindi un anno fatto non solo di formazione, ma anche di presenza sul campo, collaborazione, organizzazione di attività e contatto diretto con cittadini e associazioni. Il percorso, però, guarda già oltre le posizioni ottenute quest’anno. Il Comune e le realtà associative stanno infatti lavorando per ampliare ulteriormente la rete, attraverso l’accreditamento di nuove associazioni che in futuro potranno diventare sedi di accoglienza per altri volontari.
L’obiettivo è costruire nel tempo un sistema sempre più strutturato, capace di mettere insieme Comune, associazioni, famiglie e giovani e trasformare il Servizio Civile in uno strumento stabile di formazione e partecipazione. Ai 24 ragazzi e ragazze che inizieranno il loro percorso è stato infine rivolto l’augurio di buon lavoro da parte di tutti i soggetti coinvolti. Li attende un anno intenso, durante il quale avranno la possibilità di conoscere più da vicino il proprio paese, costruire relazioni, acquisire competenze e contribuire con il proprio impegno alla crescita di Monti.
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