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Porto Taverna e Isola Piana, recuperati 568 chili di rifiuti tra mare e spiaggia

Dai fondali alle dune, rimossi pneumatici, ferro, plastica, vetroresina e persino un passeggino

Porto Taverna e Isola Piana, recuperati 568 chili di rifiuti tra mare e spiaggia
Porto Taverna e Isola Piana, recuperati 568 chili di rifiuti tra mare e spiaggia
Olbia.it

Pubblicato il 02 October 2026 alle 19:20

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Olbia. Pneumatici, tubi in ferro, pezzi di vetroresina, plastica, lattine e vetro. E sulla terraferma persino giochi per bambini lasciati sulle dune e un passeggino. È quanto è stato recuperato tra i fondali e la costa di Porto Taverna e Isola Piana durante una giornata di pulizia coordinata dall'Area Marina Protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo. Il bilancio finale è di 568 chili di rifiuti rimossi dall'ambiente marino e costiero.

L'intervento ha coinvolto subacquei, associazioni, operatori turistici e nautici, volontari, cittadini, amministrazioni locali, ricercatori e Forze dell'ordine. Le operazioni si sono concentrate nelle acque davanti alla spiaggia, sul litorale e nelle aree dunali, con attività sia sott'acqua sia a terra.

Le località interessate ricadono in due territori comunali: Porto Taverna nel Comune di Loiri Porto San Paolo e Isola Piana nel Comune di Olbia. I dati forniti dall'Area Marina Protetta non specificano come i 568 chili siano distribuiti tra le due zone né quale quantità sia stata recuperata dal fondale e quale sulla terraferma.

La parte subacquea dell'intervento ha riportato a terra materiali molto diversi tra loro. Nei fondali sono stati trovati tubi in ferro, pneumatici, elementi in vetroresina, vetro, lattine e diverse tipologie di plastica.

Spiaggia e dune hanno restituito altri rifiuti. Oltre a plastica, bottiglie e altri elementi in vetro e lattine, gli operatori hanno recuperato alcuni oggetti di uso quotidiano. Tra questi figurano giochi per bambini abbandonati sulle dune e un passeggino.

Il materiale raccolto è stato quindi preso in carico per la gestione e lo smaltimento con il contributo delle amministrazioni coinvolte. Il Comune di Olbia ha partecipato attraverso Devizia, mentre il Comune di Loiri Porto San Paolo si è occupato della gestione attraverso la società municipalizzata Multiservices. Dal Comune di San Teodoro è arrivata invece una squadra destinata alle operazioni di raccolta a terra.

La giornata non si è limitata alla rimozione dei materiali. Una parte dell'attività è stata dedicata alla catalogazione e al monitoraggio dei rifiuti marini e spiaggiati, con il coinvolgimento di Marevivo e dell'IRBIM, l'Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del CNR.

L'istituto è impegnato nel progetto europeo REMEDIES, sviluppato nell'ambito di Horizon Europe. Il progetto si occupa dello studio dell'inquinamento provocato dai rifiuti negli ambienti marini e punta anche allo sviluppo di iniziative e tecnologie per ridurre la presenza della plastica negli ecosistemi marini e fluviali.

La catalogazione consente di affiancare alla pulizia un'attività di raccolta di informazioni sulla natura dei materiali presenti lungo le coste e sui fondali. I dati possono essere utilizzati nelle attività di monitoraggio e nello studio delle misure di prevenzione.

L'organizzazione ha richiesto la collaborazione di più amministrazioni. Il presidente dell'Area Marina Protetta ha ringraziato il sindaco di Olbia Settimo Nizzi per il contributo alla gestione dei materiali raccolti attraverso Devizia e il sindaco di Loiri Porto San Paolo Francesco Lai per l'intervento della municipalizzata Multiservices.

Il Comune di San Teodoro, guidato dalla sindaca Rita Deretta, ha invece organizzato una squadra impegnata nelle attività a terra.

Alla giornata hanno contribuito anche diverse realtà che operano quotidianamente sul mare e nel settore delle immersioni. Tra quelle indicate dagli organizzatori figurano Mare Azzurro, Tavolara Diving, Aquarius Diving, Karibu Diving, Bluway e Slowdive.

Hanno partecipato inoltre la Lega Navale di Porto San Paolo, Coop Axinella, Pegaso Gommoni, Marco del Mare e la famiglia Bertoleoni, insieme alle associazioni, ai cittadini e agli altri volontari presenti.