Saturday, 03 October 2026

Informazione dal 1999

Bianca, Cronaca

Tavolara accoglie le vele latine: successo per la XXII edizione dello storico Trofeo

Sport, tradizione e memoria nel segno di Angelo Dettori

Tavolara accoglie le vele latine: successo per la XXII edizione dello storico Trofeo
Tavolara accoglie le vele latine: successo per la XXII edizione dello storico Trofeo
Olbia.it

Pubblicato il 03 October 2026 alle 08:00

condividi articolo:

Loiri Porto San Paolo. La vela latina torna protagonista a Tavolara: sport, tradizione e memoria nel segno di Angelo Dettori. Quattordici imbarcazioni in mare per la XXII edizione, con Andrea Mura al timone di Leonidas e il Trofeo Scurpena assegnato alla storica Maria, nella prima veleggiata dedicata alla memoria del fondatore dell’Associazione Vela Latina Olbia                                                                            

Vele spiegate, prue rivolte verso Tavolara e quattordici equipaggi pronti a contendersi il traguardo nello scenario di una delle isole più spettacolari del Mediterraneo. Lo scorso 26 settembre la ventiduesima edizione del Trofeo Re di Tavolara e Trofeo della Saurra ha riportato in mare la flotta delle imbarcazioni armate a vela latina, trasformando ancora una volta le acque dell'Area Marina Protetta in un campo di confronto tra gozzi, lance e barche storiche. Una competizione vera, perché una volta mollati gli ormeggi ogni equipaggio ha cercato vento, rotta e velocità per guadagnare metri sugli avversari. Ma quest'anno, dietro alla voglia di tagliare il traguardo per primi, c'era anche un'emozione diversa. Era infatti la prima edizione senza Angelo Dettori, storico presidente dell'Associazione Vela Latina di Olbia, ideatore della manifestazione, scomparso lo scorso 30 agosto all'età di 66 anni.

È stato lui, oltre vent'anni fa, a immaginare una regata capace di portare le antiche vele davanti alla grande montagna calcarea che emerge dal mare come un diadema. Tavolara, con i suoi 565 metri d'altezza, è considerata l'isola di piccole dimensioni più elevata d'Italia. Un luogo legato alla leggenda del "regno più piccolo del mondo", oggi cuore dell'Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo. Dettori aveva trasformato questo scenario in un appuntamento dedicato alla cultura marinara, facendo del Trofeo Re di Tavolara, insieme al Trofeo della Saurra, qualcosa che andava oltre il risultato sportivo. Per lui la vela latina significava mare, tradizione, amicizia, divertimento e condivisione. Concetti ricordati durante la premiazione dalla segretaria dell'Associazione Vela Latina di Olbia, Daniela Azzena. Ma quando le vele si sono gonfiate, la sfida è stata sfida.

A imporsi sul traguardo è stata Ishtar di Giorgio Macciocu, della flotta algherese e portacolori della Calic Mare di Fertilia. Timonata da Giuseppe Paddeu, Ishtar è riuscita a mettere la prua davanti a tutti conquistando l'ambito Trofeo Re di Tavolara. Alle sue spalle ha chiuso Nambuk, altro gozzo protagonista di una bella prova, con un equipaggio misto olbiese e bavarese guidato dall'armatore Wilhelm Wülleitner. A Nambuk è andato il Trofeo della Saurra. Sul terzo gradino la lancia Guzzetta, disegnata e costruita da Luigi Scotti, per anni presenza abituale nelle acque di Tavolara e scomparso lo scorso anno. Oggi l'imbarcazione appartiene a Cristiano Marongiu, socio del Club Nautico Bosa, ed è stata affidata alla barra a Danilo Rizza.

Tra le protagoniste della giornata anche Leonidas, il maestoso leudo di 15 metri costruito a La Maddalena dal cantiere di Vincenzo Carrano e recentemente acquistato da Michele Acone della Sailing San Paolo. Era l'imbarcazione più grande della flotta e al timone aveva un nome d'eccezione della vela sarda: Andrea Mura, in mare insieme alla moglie Daniela e ai figli Lucas e Marvel. Dalla più grande alla più piccola: tra le quattordici partecipanti c'era anche Raffaelina dell'algherese Carmelo Chessa, presenza ormai familiare al Trofeo Re di Tavolara. Un riconoscimento particolare è andato alla storica Maria, oggi parte della flottiglia della Sailing San Paolo. Alla barca, che in passato trasportava sulla costa sarda la calce prodotta a Tavolara, è stato assegnato il Trofeo Scurpena. La sua veleggiata si è conclusa anzitempo a causa di un piccolo incidente che l'ha costretta al ritiro.

E in mezzo alla competizione non poteva mancare il messaggio di pace. Su ogni barca ha sventolato una Bandiera della Pace, distribuita dalla sezione algherese della Lega Navale, presente alla manifestazione con lo storico gozzo Annina 1920, e messa a disposizione dall'Istituto Musicale Giuseppe Verdi di Alghero. Poi, una volta ammainate le vele, la competizione ha lasciato spazio alla memoria. Ogni equipaggio ha ricevuto una maglietta realizzata per questa edizione. Sopra, un'immagine che racconta più di molte parole: il gozzo Salvatore Padre, la barca di Angelo Dettori, in navigazione davanti a Tavolara, con Angelo alla barra del timone. Un modo per riportarlo simbolicamente proprio lì dove aveva immaginato questa manifestazione e dove per tanti anni aveva accolto velisti e amici.

A tutti i partecipanti è stata inoltre consegnata una bottiglia di vino, nel segno di quella convivialità che Dettori considerava parte integrante della cultura del mare. La manifestazione è stata organizzata dall'Associazione Vela Latina di Olbia, con il supporto tecnico e logistico delle sezioni di Olbia e Porto San Paolo della Lega Navale Italiana. E a vegliare sulla flotta, ancora una volta, c'era il padrone di casa per eccellenza: Tonino Bertoleoni, 93 anni, il "Re di Tavolara", che continua a custodire l'isola, le sue piante, la sua barca e una storia diventata leggenda. La sua disponibilità e quella della famiglia Bertoleoni hanno accompagnato fin dall'inizio la nascita e la crescita della manifestazione. La ventiduesima edizione si è così chiusa tra premiazioni, ricordi e convivialità. Ma soprattutto con le vele ancora una volta davanti a Tavolara. Perché la prima edizione senza Angelo Dettori è diventata, inevitabilmente, anche quella più legata alla sua memoria: la flotta è tornata in mare e la rotta tracciata dal suo fondatore continua.