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Gallura sempre più ricca di turismo, ma vivere diventa un lusso: l’allarme della CGIL

“Lavorare in Gallura non basta più per viverci”

Gallura sempre più ricca di turismo, ma vivere diventa un lusso: l’allarme della CGIL
Gallura sempre più ricca di turismo, ma vivere diventa un lusso: l’allarme della CGIL
Olbia.it

Pubblicato il 21 May 2026 alle 13:00

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Olbia. La Gallura continua a macinare record nel turismo, negli investimenti immobiliari e nella ricchezza prodotta, ma cresce parallelamente anche una forte pressione sociale che rischia di rendere sempre più difficile vivere stabilmente nel territorio per lavoratori, giovani e famiglie residenti. È questo il quadro tracciato dalla CGIL Gallura in un articolato documento dal titolo emblematico: “Lavorare in Gallura non basta più per viverci”. Secondo i dati riportati dal sindacato, nel 2025 la Sardegna ha superato i 5 milioni di arrivi turistici e i 21,8 milioni di presenze, con una crescita superiore al 15% rispetto all’anno precedente. Per la prima volta i turisti stranieri hanno rappresentato la componente maggioritaria delle presenze complessive nell’isola. La Gallura si conferma il principale motore turistico della Sardegna. Oltre 2 milioni di passeggeri internazionali sono transitati nel 2025 attraverso l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, mentre il nord Sardegna ha registrato quasi 9,7 milioni di presenze turistiche, con un incremento del 19% rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, Olbia ha superato il milione di presenze annuali, Arzachena si conferma tra i principali poli turistici italiani con circa 1,2 milioni di presenze, mentre San Teodoro sfiora quota 900 mila. Parallelamente però, evidenzia la CGIL, cresce la difficoltà di accesso alla casa. A Olbia risultano attivi circa 1.900 annunci di affitti brevi turistici, con un incremento del 37,5% in un solo anno. Gli affitti per piccoli appartamenti oscillano ormai tra i 650 e i 1.200 euro mensili anche fuori stagione, cifre considerate incompatibili con gli stipendi medi di molti lavoratori.

Nel documento si parla apertamente di una realtà sempre più diffusa: lavoratrici e lavoratori costretti a condividere stanze, affrontare lunghi spostamenti dai comuni interni oppure lasciare gli appartamenti in primavera per fare spazio agli affitti turistici estivi. Secondo il sindacato, inoltre, la forte pressione turistica produce effetti evidenti anche sui servizi urbani e ambientali. Nella settimana di Ferragosto 2025, ad esempio, la quantità di rifiuti trattati nell’area di Olbia è aumentata del 7% rispetto all’anno precedente, mentre nei primi quindici giorni di giugno l’incremento avrebbe raggiunto il 25%. 

“La Gallura non può diventare un territorio dove si lavora senza riuscire più a vivere dignitosamente”, afferma la CGIL Gallura, che parla di un problema strutturale legato alla crescita economica e turistica del territorio. Per questo il sindacato propone l’apertura immediata di un confronto permanente tra Comuni, Regione, imprese e parti sociali, avanzando una serie di richieste: un piano straordinario per la casa, incentivi agli affitti annuali calmierati, regolamentazione più equilibrata degli affitti brevi, investimenti nell’edilizia residenziale pubblica e maggiori tutele per il lavoro stagionale.

Nel finale del documento la CGIL sottolinea come “la crescita del turismo non possa essere misurata solo dal numero delle presenze o dagli investimenti immobiliari”, ma debba tenere conto anche della qualità del lavoro, della sostenibilità sociale e della possibilità per chi lavora di continuare a vivere nel territorio. “Perché senza diritto alla casa – conclude il sindacato – non può esistere un vero diritto al lavoro”.

In copertina turisti in spiaggia il 4 aprile 2026. Foto P.A.