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Olbia, la scherma al PalaDeiana: Giuseppe Ortu racconta il 4° Trofeo Gallura

Sport e nuove visioni creative allo Spazio Holo raccontate dallo storico fotografo

Olbia, la scherma al PalaDeiana: Giuseppe Ortu racconta il 4° Trofeo Gallura
Olbia, la scherma al PalaDeiana: Giuseppe Ortu racconta il 4° Trofeo Gallura
Laura Scarpellini

Pubblicato il 21 May 2026 alle 07:00

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Olbia. C'è un'immagine, nel dietro le quinte del grande sport, che racconta il valore di una comunità molto più del tabellone dei punteggi: un camion in arrivo da Cagliari carico di oltre duecento chili di attrezzature tecniche, pedane e sistemi di misurazione millimetrica delle stoccate. Domenica 24 maggio, il PalaDeiana di Olbia si trasformerà nel cuore pulsante della scherma isolana ospitando il “SCHERMA CITTÀ DI OLBIA – 4° TROFEO GALLURA”. La manifestazione, organizzata dal Club Scherma Civitas Olbia con il fondamentale sostegno della FEDERSCHERMA Sardegna e il patrocinio del Comune di Olbia, porterà in città i migliori talenti regionali per il Campionato Regionale Under 23 alle sei armi, il Festival GPG a squadre e il Trofeo CONI (categoria Ragazzi).

Foto: @GiuseppeOrtu e @CarlaSanna

Al di là del prestigio agonistico, l'evento accende i riflettori su un miracolo organizzativo e sociale. Fondato ufficialmente nel settembre del 2025, ma forte di un gruppo di lavoro sinergico attivo già da quattro anni, il Club Scherma Civitas Olbia rappresenta un avamposto educativo cruciale per il territorio. In discipline come la scherma, lo sport si spoglia della mera competizione per farsi motore di inclusione e crescita personale, concorrendo in modo determinante alla formazione della personalità e del rispetto reciproco nei futuri cittadini olbiesi. Un progetto che vive grazie a una straordinaria rete di solidarietà: dai club storici dell'isola – come il Cus Cagliari e il Circolo Schermistico Sassarese – fino alla stessa Federazione nazionale, che ha individuato in Olbia uno snodo strategico per l'espansione di questa disciplina, fino al coinvolgimento diretto e instancabile delle famiglie degli atleti, vero motore logistico della macchina organizzativa.

A guidare questa transizione verso una nuova visione di sport e cultura in città è Giuseppe Ortu. Tecnico di secondo livello con trentacinque anni di background nell'atletica leggera, Ortu ha scelto di "voltare pagina" per restituire a Olbia una passione mai assopita, affiancato in pedana dall'istruttrice Carla Sanna e dalla guida tecnica del Maestro Gianfranco Masia. Ma la visione di Ortu non si ferma alla linea della pedana: parallelamente, la sua storica professionalità trentennale nel campo della fotografia si è fusa di recente nel progetto Spazio Holo di via Seychelles 18, ad Olbia. Un hub di 500 metri quadri nato dall'iniziativa imprenditoriale dei professionisti di Contrast, Rochelle Studio di Mirko De Candia e Droneleader, che hanno accolto Ortu all'interno di un collettivo creativo dove fotografia, video, grafica, design e droni dialogano per generare nuove progettualità. Due mondi apparentemente distanti, la scherma e la comunicazione visiva, che in Ortu trovano un punto di sintesi perfetto, fondato sul benessere psicofisico e sulla costruzione di relazioni umane autentiche. Ecco cosa ci ha raccontato durante la nostra intervista.

Domenica 24 maggio il PalaDeiana ospiterà un appuntamento di prima grandezza per la scherma sarda. Dietro la bellezza di questo sport c'è però un'organizzazione complessa e un tecnicismo notevole, basti pensare al carico di attrezzature speciali in arrivo per l'occasione. Quanto è vitale il supporto della Federazione e dei club isolani per rendere possibile un evento di questa portata a Olbia?

"Il supporto della Federazione e delle società isolane, in particolare del Cus Cagliari e del Circolo Schermistico Sassarese, è semplicemente fondamentale. Per darvi l'idea della complessità, giovedì arriverà un mezzo con oltre 200 chili di attrezzature tecniche avanzatissime per le lame e la misurazione: materiali specifici e molto costosi che per noi, da soli, sarebbero impossibili da sostenere. La Federscherma Sardegna ci supporta interamente non solo dal punto di vista logistico, ma anche economico, garantendo la presenza di figure professionali certificate come i giudici di gara, il presidente di giuria e l'armiere. Senza questa straordinaria sinergia di sistema, fare cerchio e regalare a Olbia una manifestazione del genere sarebbe un sogno irrealizzabile".

Il Club Scherma Civitas Olbia, pur essendosi costituito ufficialmente a settembre 2025, lavora con lo stesso nucleo di ragazzi e famiglie già da anni. La Federazione vede in Olbia un punto cruciale di crescita, tanto che si parla di un importante progetto scolastico per il prossimo autunno. Qual è l'obiettivo numerico e sociale che vi siete posti per i prossimi anni?

"Il nostro obiettivo per i prossimi 4 o 5 anni è consolidare il gruppo e far crescere stabilmente i numeri dei praticanti a Olbia, puntando a raggiungere i 25-30 atleti stabili in pedana. La scherma è una disciplina bellissima ma complessa, non è uno sport immediato per tutti. Proprio per questo l'interesse della Federazione nazionale, che ha partecipato di recente a un importante incontro a Cagliari con il presidente della Federscherma FIS è Luigi Mazzone e il suo vice l’olimpionico Daniele Garozzo, è quello di promuovere attivamente lo sport di base. A settembre 2026 partirà un progetto mirato che porterà i corsi di scherma direttamente all'interno delle scuole elementari di Olbia, offrendo ai giovanissimi un'opportunità eccezionale di approccio a questo sport".

Spesso si vede solo l'atleta in pedana, ma dietro la perfetta riuscita di un evento come il Trofeo Gallura c'è un lavoro immenso. Quanto conta l'apporto della comunità locale e, nello specifico, dei genitori e dei collaboratori del club?

"Conta tantissimo, è la nostra vera forza. Io e la mia collega Carla Sanna, che mi affianca quotidianamente nella gestione e nel percorso formativo dei ragazzi sotto la supervisione tecnica del Maestro Gianfranco Masia, da soli non potremmo fare nulla. Per allestire le pedane, montare i complessi apparecchi elettrici e curare ogni fase preparatoria della manifestazione stiamo coinvolgendo ogni anno di più le famiglie dei nostri atleti. Genitori, fratelli e sostenitori si trasformano in veri e propri volontari operativi: è solo grazie al loro aiuto generoso e instancabile che Olbia può oggi celebrare orgogliosamente la quarta edizione di questo trofeo".

Accanto allo sport, la tua vita professionale sta attraversando una fase straordinaria in via Seychelles 18 con la nascita di "Holo", un ambiente di 500 metri quadri dedicato alla creatività integrata. Chi sono i professionisti che hanno dato forma a questa realtà e come si inserisce la tua storica esperienza trentennale in questo contesto?

"Spazio Holo è un progetto nato dall'iniziativa finanziaria ed economica di un gruppo di professionisti eccellenti del nostro territorio: le realtà di Contrast, Rochelle Studio di Mirko De Candia e i droni di Droneleader. Loro cercavano da tempo una dimensione del genere e mi hanno coinvolto in questo collettivo per via dei miei 36 anni di esperienza sul campo della fotografia. All'interno di questo immenso hub ho la mia postazione, la mia totale libertà di movimento e di sviluppo per i miei progetti personali, ma la bellezza sta proprio nella condivisione: siamo un team operativo di giovani professionisti con grandi curriculum che uniscono fotografia, video, grafica e design per dare vita a produzioni integrate di alto livello che singolarmente sarebbero difficilissime da realizzare".

Trentasei anni dietro l'obiettivo fotografico e una vita spesa nello sport, prima nell'atletica leggera e oggi nella scherma. C'è un punto di contatto tra la creatività della comunicazione visiva e il rigore della pedana? Cosa ti dona, a livello personale, il rapporto con i tuoi giovani allievi?

"Pur essendo ambiti differenti, si alimentano vicendevolmente in modo perfetto. Le competenze acquisite nella fotografia e nella comunicazione mi aiutano molto nella gestione della scherma, una disciplina che oltre al tecnicismo richiede una fortissima dose di creatività e intuito tattico. Viceversa, la pratica sportiva in palestra è ciò che garantisce il mio benessere psicofisico. Essere un punto di riferimento per questi ragazzi in pedana, ricevere la fiducia delle loro famiglie ed essere apprezzato da loro è per me motivo di immensa gratificazione e gratitudine. La scherma, vissuta insieme a loro, mi genera un profondo benessere interiore".