Monday, 19 January 2026
Informazione dal 1999
Pubblicato il 19 January 2026 alle 08:00
Olbia. Un nuovo, prestigioso traguardo internazionale per la saggistica italiana e per l’editore sardo Condaghes. Il saggio critico "Sergio Leone: mito e poesia", scritto dal docente e romanziere Filippo Pace, è stato ufficialmente acquisito dalla Library dell’Università di Harvard.
Il volume, che esplora con sensibilità filosofica l'opera del maestro del cinema attraverso i temi dell'oralità, della nostalgia e del mito, entra così a far parte di uno dei cataloghi bibliotecari più selettivi e importanti al mondo. Questo riconoscimento sancisce definitivamente la caratura scientifica e il respiro internazionale della ricerca di Pace: un profilo accademico internazionale. L’acquisizione da parte di Harvard non è un caso isolato, ma corona un percorso di affermazione all'estero iniziato anni fa. Filippo Pace è infatti presente ininterrottamente dal 2016 nei programmi di studio dell’Università di Bucarest, dove il suo saggio "Il romanzo esistenzialista del Secondo Novecento italiano" (2014) viene adottato come testo di riferimento bibliografico per gli studenti di Italianistica.
Dall'Europa agli Stati Uniti oltre al recente ingresso a Harvard del saggio su Leone, le opere critiche di Pace sono già conservate e consultate in numerose e prestigiose istituzioni culturali tra
cui spiccano realtà d'eccellenza in:
• Stati Uniti e Canada
• Germania, Francia e Svizzera
Questo posizionamento globale conferma la capacità dell’autore di coniugare il rigore dell’analisi letteraria con una narrazione capace di intercettare il dibattito culturale d’oltralpe e d’oltreoceano.
Aldo Maria Morace (nella foto con Filippo Pace) nella prefazione del testo commenta:
Ha scritto veramente un bel saggio, Filippo,e ne sono orgoglioso. Come tutti coloro che lo leggeranno, ho avuto modo di penetrare nell’universo creativo di Sergio Leone, io che pensavo di conoscerlo tutto; e di rafforzarmi nella ormai indistruttibile (grazie a questo saggio) convinzione che Sergio Leone è tra i
tre maggiori registi del secondo Novecento, a livello mondiale. Filippo Pace ha scelto di applicare la sua diottria critica a una linea tematica che privilegia la bocca, il cibo, il linguaggio del corpo, nei quali coglie "una fissazione regressiva alla fase orale" che diviene aggressività, violenza, irrefrenabile pulsione
tanatologica. Il corpo è il "correlativo oggettivo della violenza della Storia", che si scarica tanto sui vincenti quanto sui perdenti; e assume valenze cristologiche lì dove esso viene torturato, vilipeso, ucciso. È il dato innovativo della lettura di Pace: la
presenza pervasiva della Storia nella cinematografia di Leone, che sino ad oggi non era mai stata colta con tanta perspicacia.
Filippo Pace orgoglioso di questo riconoscimento aggiunge: "Sono sinceramente emozionato per l’attenzione che il mio saggio sul grande Sergio Leone, dedicato a mio padre Nunzio, stia avendo un tale riscontro. Spero che il viaggio di questo libro
nel mondo continui a lungo perché per me è l'opera del senso, del ricordo, della vita".
19 January 2026
19 January 2026
18 January 2026
18 January 2026
18 January 2026
18 January 2026
18 January 2026
18 January 2026
18 January 2026
18 January 2026
18 January 2026