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Cronaca Gallura

Avviato in questi giorni il “Coordinamento Donne Agci”

Bacchus 1085

In questi giorni è stato avviato  in casa Agci (Associazione Generale Cooperative Italiane) il  “Coordinamento Donne AGCI”.

Le Associazioni territoriali hanno comunicato le rappresentanti da ciascuna indicate, per garantire la partecipazione di tutte  alla prima riunione del Coordinamento stesso, durante i quale sono stati costituiti gli Organismi definitivi.

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La coordinatrice, Sandra Miotto, ha illustrato le attività finora svolte e le iniziative promosse anche in collaborazione con
Confcooperative e Legacoop, nonché i progetti in corso volti alla valorizzazione del contributo femminile all’interno delle imprese e
proposto un programma di lavoro incentrato su alcune azioni prioritarie.

In questa occasione è stato fatto anche un monitoraggio della presenza di AGCI negli organismi delle pari opportunità.
Per la Sardegna, e per AGCI Gallura, il Presidente Michele Fiori, con approvazione unanime del Comitato di Presidenza del 26 gennaio scorso, la Sig,  ha indicato Rosina Niola, presidente della “Voglia di Vivere”, Cooperativa Sociale che da 27 anni opera nel settore sociale in alta Gallura e, da 25, gestisce l’asilo nido del Comune di Calangianus.

Una  realtà di impresa no profit volta a creare occupazione femminile nel delicato settore dei servizi all’infanzia. Un buon viatico per la nuova carica in seno AGCI. Il presidente Fiori, nell’assicurare il supporto dell’associazione al nuovo organismo e alla propria delegata, ha annunciato nuove iniziative per dare voce ad una realtà associativa che vede al proprio interno (Pov OT) il 45% di dirigenti donne, dato che, confrontato a quello nazionale che vede attualmente occupazione femminile del 52%, con punte del 80% nel settore dei servizi alla persona, acquisendo rilievo nel quadro nazionale.

Come riportato dalla Alleanza delle Cooperative italiane, l’8 marzo: «Avere il 52% di donne occupate su 1.200.000 persone occupate delle nostre 43.000 imprese cooperative è un segno di grande modernità sociale ed economica della cooperazione. Migliorare l’accesso e la condizione della donna sul lavoro è misura di civiltà. Incentivarne l’occupazione è condizione di crescita del PIL del Paese. Secondo i dati di Bankitalia con occupazione femminile al 60% avremmo + 7% di PIL».

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