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Autonomia Gallura negata: Corda denuncia “giochi della vecchia politica” e fa i nomi

Nomasvello Olbia 1085

Olbia, 10 gennaio 2019 – Riceviamo e pubblichiamo la lunga lettera firmata da Gianluca Corda relativa a quanto successo ieri in Consiglio Regiona, a Cagliari, quando alcuni consiglieri di maggioranza hanno deciso di “affossare” l’autonomia della Gallura. Corda, nella sua lunga riflessione, non manca di fare nomi e cognomi.

La giornata di ieri, nella quale il Consiglio Regionale era chiamato a votare la Proposta di istituzione della Provincia del Nord Est, ha raccontato una delle pagine più tristi della storia del Partito Democratico della Sardegna.

Morostesa 2019

Una azione vergognosa iniziata sin dalla mattina con illustri registi, in primis il vice segretario del Partito Franco Sabatini con la complicità, inizialmente manifesta e con il passare delle ore diventata silenziosa, del capogruppo del Partito. I due, insieme all’on. Rossella Pinna, hanno firmato un vergognoso emendamento, non discusso nel Partito, per bloccare la Proposta di Legge.

I compagni di viaggio delle ore precedenti si sono trasformati in agguerriti nemici, gli agnelli in lupi, con una metamorfosi studiata a tavolino. Quella che doveva essere una giornata di festa non solo per il territorio della Gallura, presente a a Cagliari con i suoi sindaci (diversi del PD), le forze sindacali, i rappresentanti delle associazioni di categoria e delle scuole, in una unità commovente, si è trasformata in una vera e propria “imboscata” nella quale l’atteggiamento “tiepido” del Presidente del Consiglio, illustre rappresentante sassarese del nostro Partito, ci è sembrato trasformarsi nelle ore in complicità.

Non è bastato l’eroico atteggiamento di Giuseppe Meloni, tradito dai compagni di partito, l’azione di convincimento dei consiglieri galluresi Pierfranco Zanchetta,Giuseppe Fasolino e Giovanni Satta, il lavoro di Carlo Careddu e Pier Luigi Caria che dai banchi della Giunta, con una presenza forte e una costante attività di convincimento hanno provato a contrastare quanto stava accadendo.

Non sono bastate nemmeno le parole ragionevoli ed equilibrate dell’assessore Paci e del Presidente Pigliaru, rimasto in aula sino alla fine per tenere il numero legale e la fiammella della speranza accesa, davanti all’azione ormai divenuta manifesta degli onorevoli Sabatini, Lotto e Pinna di arrivare a far mancare il numero legale prima con la fuga dall’aula insieme a gran parte del gruppo Pd e altri esponenti di maggioranza, poi con interventi continui sui numerosi emendamenti, nel paradosso di uno ostruzionismo portato avanti alla maggioranza dalla maggioranza stessa.

Si è persino riusciti a togliere dall’imbarazzo chi, nella minoranza, ha potuto lasciare la responsabilità ai nostri. Ci si chiede: dove erano questi consiglieri regionali del Partito democratico quando, in questi mesi, Giuseppe Meloni portava avanti insieme ai colleghi e la maggioranza l’iter della Proposta di Legge, dalle Commissioni al parere del CAL? Perché non intervenire allora senza aspettare l’ultimo momento per far saltare tutto? Ma soprattutto dove era il Partito Regionale? Cui prodest?

Una difesa pre elettorale del proprio territorio di appartenenza può giustificare un tradimento e una umiliazione dei colleghi del proprio partito?

Davanti a quanto accaduto la reazione più immediata sarebbe quella di un disimpegno totale dal nostro Partito, nonché dalle prossime elezioni regionali con la rinuncia a lavorare per la lista del Partito Democratico, ma non sarebbe forse il regalo più grande per i nemici “democratici” della Gallura che avrebbero così campo libero per una elezione nel prossima consiglio regionale?

Per questo già nella giornata di domani ho deciso di convocare in modo permanente il direttivo dell’Unione cittadina del Partito per decidere, tutti insieme, le azioni da portare avanti (per ora all’interno del Partito) in vista del voto di mercoledì prossimo. Con l’augurio che il segretario regionale possa, magari dopo una visita urgente in Gallura, tentare di dettare una linea politica chiara e unitaria.

Non ci arrenderemo davanti a questi giochi della vecchia politica, di chi si nasconde dietro “a muretti” pronto a tendere una imboscata all’ultimo istante.

Continueremo a combattere insieme a Giuseppe Meloni, i suoi colleghi galluresi, e i nostri assessori perché la Gallura e il Monte Acuto possano riavere la loro più che legittima autonomia.

Il segretario dell’Unione cittadina di Olbia, Gianluca Corda

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