Wednesday, 14 January 2026
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Pubblicato il 14 January 2026 alle 18:00
Monti. Per la prima volta Monti accoglie una delle figure più rare e simboliche del patrimonio culturale mediterraneo: Chiara Vigo, Maestro di tessitura antica e custode del bisso marino, la leggendaria “seta del mare”.
L’appuntamento è sabato 17 gennaio alle ore 18, alla Casa del Miele, per un incontro che si annuncia unico, capace di intrecciare memoria, sapere e ascolto.
Chiara Vigo è anima e cuore del Museo del Bisso di Sant’Antioco (SU), il celebre “museo vivente” che da anni attira in Sardegna studiosi, ricercatori e visitatori da tutto il mondo. Qui custodisce e tramanda un sapere antichissimo, ricevuto per trasmissione diretta e familiare, che affonda le sue radici in una tradizione millenaria oggi a rischio di scomparsa.
Il bisso marino si ricava dai filamenti della Pinna nobilis, grande mollusco bivalve del Mediterraneo che fino agli anni Ottanta popolava abbondantemente anche le acque della Gallura. Conosciuta semplicemente come nacchera di mare, un tempo veniva pescata sia per la sua rarissima perla nera sia per la carne; oggi la Pinna nobilis è una specie protetta, tutelata dalle normative europee. Il bisso è una fibra preziosissima, conosciuta fin dall’antichità come “la seta del mare”.La sua lavorazione segue un percorso lungo e complesso, scandito da gesti lenti e concatenati, in cui ogni fase è indispensabile alla successiva. Un sapere che non ammette scorciatoie e che richiede tempo, attenzione assoluta e un rispetto profondo per la materia e per il mare da cui proviene.
Il Maestro del bisso non si definisce artista né artigiana: ciò che tesse non le appartiene, perché appartiene a tutti. Per questo le sue opere non si vendono né si comprano. Nell’acquisire la maestria, Chiara Vigo ha pronunciato un giuramento che la impegna a servire e proteggere mare e terra, a custodire il sapere ricevuto e a vivere di offerte. Una scelta etica e di vita, prima ancora che artistica.
Nelle sue circa settanta tele conosciute – molte conservate a Sant’Antioco, altre esposte in musei italiani e internazionali – ricorrono simboli arcaici tramandati di generazione in generazione: leoni a difesa delle donne, pavoncelle come segno di pace, alberi della vita, lune, navicelle nuragiche. Tra queste anche Il leone delle donne, opera del 1996 ispirata a un disegno di Eugenio Tavolara, con cui Chiara Vigo ha ricevuto il premio Asfodelo d’Oro. I tessuti sono realizzati su un antichissimo telaio manuale, con ordito di lino e trama di bisso lavorata direttamente con le unghie.
Durante l’incontro di Monti, Chiara Vigo dialogherà con il professor Gianni Mutzu, in un confronto che attraverserà memoria, simbolismo, sapere scientifico e responsabilità culturale, offrendo al pubblico l’occasione di ascoltare una testimonianza viva e profondamente radicata nella storia del Mediterraneo.
Accanto alla materia e al gesto, nella lavorazione del bisso esiste anche una dimensione sonora, profondamente simbolica. Non si tratta di un suono prodotto da strumenti, ma di una vibrazione emessa direttamente dalla voce di Chiara Vigo, un canto arcaico seducente ed ermetico che accompagna una fase delicatissima della lavorazione.
Un suono primordiale che sembra richiamare le profondità marine e che, per risonanza e intensità, potrebbe evocare uno dei grandi enigmi dell’oceano: il cosiddetto “Bloop”, il suono registrato per la prima volta nel 1997 dalla NOAA, nell’area del Pacifico meridionale, come se il mare custodisse un proprio linguaggio segreto. La lavorazione del suono è uno delle fasi più misteriose della lavorazione del bisso che conferisce allo stesso quelle caratteristiche definite dalla stessa Chiara Vigo "magiche".
Colomba Isoni, presidente dell’associazione culturale Erèntzia ha dichiarato: "Siamo profondamente onorate che Chiara Vigo, Maestro del bisso, nonostante i suoi numerosi impegni, abbia accolto il nostro invito. Per la nostra comunità è un’occasione rara e preziosa. Siamo certe che la sua dolcezza, unita alla straordinaria disponibilità con cui condivide il suo sapere, saprà incantare e coinvolgere il pubblico presente".
Nel corso della serata è previsto anche l’intervento musicale del noto chitarrista Mauro Mibelli, le cui sonorità accompagneranno l’incontro creando un dialogo intimo tra parola, musica e memoria. L’iniziativa è promossa dall’associazione Erèntzia, con il sostegno del Comune di Monti, della Fondazione di Sardegna, della Cantina sociale del Vermentino e del comitato Fedales 1977.
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