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Turismo Gallura: senza pianificazione e trasporti operatori turistici al palo

Parlano i due maggiori sindacati, sottolineando la necessità di fare leva su tre punti cardine

Turismo Gallura: senza pianificazione e trasporti operatori turistici al palo
Turismo Gallura: senza pianificazione e trasporti operatori turistici al palo
Camilla Pisani

Pubblicato il 21 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Ci troviamo alle porte della stagione turistica, la seconda da quando la pandemia ha fatto irruzione nelle nostre vite, rendendo la paura un sentimento familiare e l’incertezza il tratto dominante. Purtroppo i gravi ritardi della campagna vaccinale -recuperati a tratti, ma sempre con strascichi importanti-, hanno contribuito, insieme alla mutevolezza del panorama sanitario, ad un clima di sostanziale mortificazione delle prospettive turistiche di Olbia e della Gallura in genere.

La posizione di CGIL Gallura è, a questo proposito, molto netta: “lo scenario della stagione turistica alle porte è disastrosa e i tempi della politica non tranquillizzano i migliaia di lavoratori e imprenditori del turismo che hanno già subito pesantissime conseguenze dalle scelte scellerate del governo regionale. Non abbiamo la memoria corta, infatti, rispetto al caos discoteche dell’agosto scorso quando passammo da isola covid free ad isola untrice, né ci sono passati inosservati i devastanti effetti della decisione di collocare la Sardegna in zona bianca. Dal paradiso all’inferno in poco più di un mese.

Diciamo basta ad una politica fatta di spot e becera propaganda elettorale, chiediamo che vengano fatte invece delle scelte lungimiranti che promuovano iniziative a sostegno del comparto e della filiera nel lungo periodo. Non possiamo davvero rischiare che vengano commessi gli sbagli dello scorso anno se puntiamo ad avere una stagione turistica che garantisca lavoro fino ad ottobre. Certo bisogna riaprire, ma in sicurezza, è necessario ripartire, ma rimettendo al centro le persone. È chiaro che c’è la necessità di far ripartire l’economia in generale nel nostro Paese e in particolare, per quel che ci riguarda, nella nostra Gallura, territorio in prevalenza a vocazione turistica, da sempre considerato la locomotiva della Sardegna. La ripresa delle attività produttive deve essere graduale e prima delle riaperture è necessario sfruttare questo momento di transizione per mettere al centro la salute e la sicurezza di tutti - lavoratori, datori di lavoro, clienti - attraverso la predisposizione di piani di sicurezza rispondenti alle esigenze di contenimento dei contagi covid-19, e in particolare entrando nello specifico delle singole diversificate realtà. Ma soprattutto velocizzando il piano vaccinale nazionale per dare copertura ai lavoratori” afferma Luisa Di Lorenzo, segretaria generale CGIL Gallura.

Altra interessante riflessione è quella aperta da Mirko Idili, segretario generale di CISL Gallura: “il tema del turismo è legato a doppio filo a quello dei trasporti, ma anche ovviamente alla pandemia in atto; entrambi gli aspetti riverberano in maniera importante sulla pianificazione da parte degli operatori turistici. Noi siamo un’isola, sembra banale sottolinearlo, quindi si arriva unicamente o via aereo o via nave; ci ritroviamo con la compagnia di bandiera Airitaly in liquidazione e la Tirrenia, l’altro vettore che per anni ha trasportato sardi e turisti nel Mediterraneo, che al momento ha grossi problemi di affidabilità. Se non si risolve la questione dei trasporti, l’impatto sulla stagione turistica alle porte sarà devastante”.

Sembrano essere tre i punti cardine per salvare il settore del turismo, in questo secondo anno di pandemia: pianificazione -a partire dalle autorità regionali- rigorosissima, vaccini e trasporti; queste le basi, secondo i due maggiori sindacati, per mettere in salvo i lavoratori del comparto (indotto compreso), il tutto realizzato nel più breve tempo possibile, per cercare di non perdere nemmeno una goccia di questa estate di presunta “rinascita”.