Wednesday, 12 August 2026
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Pubblicato il 12 August 2026 alle 12:26
Tempio Pausania. Sei pazienti già presi in carico e un obiettivo preciso: accompagnare le persone nel delicato percorso successivo al ricovero ospedaliero, aiutandole a recuperare l'autonomia necessaria per poter tornare a casa in sicurezza. È il primo bilancio dell'Ospedale di Comunità di Tempio Pausania, attivato poco più di un mese fa all'interno della struttura sanitaria della Asl Gallura di via Limbara. Un servizio nato per svolgere una funzione intermedia tra l'assistenza domiciliare e il ricovero ospedaliero e destinato a diventare uno dei punti di riferimento della medicina territoriale gallurese.
Gestione della cronicità, prevenzione delle complicanze, riduzione dei ricoveri impropri ed educazione terapeutica sono alcuni degli obiettivi principali del nuovo presidio, previsto dal DM 77/2022 per la presa in carico dei pazienti cronici con patologie che ne compromettono l'autonomia nelle attività della vita quotidiana.La struttura dispone di 20 posti letto, una medicheria, una sala ricreativa e un'ampia stanza destinata a palestra, che sarà presto dotata delle necessarie attrezzature. La gestione è prevalentemente infermieristica, con la collaborazione di due medici referenti clinici, Francesco Cannas e Antonio Solinas, che seguono il monitoraggio dei pazienti, le terapie e la condivisione dei percorsi riabilitativi.
Una parte importante dell'attività riguarda anche le famiglie. Durante la degenza, infatti, il personale sanitario si occupa dell'addestramento dei caregiver affinché, una volta rientrato a domicilio, il paziente possa continuare a ricevere un'assistenza adeguata alle proprie necessità. "Abbiamo cominciato a costruire questa nuova realtà con i colleghi infermieri che hanno alle spalle una lunga esperienza ospedaliera – spiega la coordinatrice dell'Ospedale di Comunità, Giovanna Mariotti – e a un mese dall'attivazione stiamo dando già le prime importanti risposte all'utenza. La maggior parte dei pazienti ricoverati appartiene al territorio di Tempio Pausania. Abbiamo trattato sei pazienti provenienti tutti dai presidi ospedalieri di Tempio e Olbia, ad eccezione di una signora originaria del territorio nuorese che ha scelto di proseguire con noi il proprio percorso assistenziale e che abbiamo accolto con piacere".
Dietro i numeri c'è soprattutto il recupero della quotidianità e dell'autonomia delle persone dopo una fase spesso difficile della loro vita. "La soddisfazione più grande è quella di assistere persone che passano dalla paura di non poter più tornare a casa alla serenità di poter riprendere la propria vita, con la propria autonomia preservata, sostenute dalla famiglia e da una rete di professionisti pronta a prendersene cura". Proprio la rapidità della presa in carico dopo la fase acuta rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: intervenire tempestivamente può contribuire a prevenire complicanze, ridurre il rischio di nuovi ricoveri e limitare gli accessi impropri al Pronto Soccorso. Il lavoro dell'Ospedale di Comunità si inserisce infatti in una rete più ampia di servizi sanitari. Gli infermieri si confrontano periodicamente con i referenti clinici e collaborano con la Centrale Operativa Territoriale, i Punti di Accesso unitari dei Servizi Sanitari Ospedalieri, gli specialisti della Asl Gallura, il Pua e gli altri servizi territoriali.
"Il confronto e il lavoro di squadra con i medici del territorio è molto stimolante. La rete si avvale di altri importanti professionisti e servizi, come ad esempio la Centrale Operativa Territoriale, i Punti di Accesso unitari dei Servizi Sanitari Ospedalieri, gli specialisti della Asl Gallura, il Pua e i servizi territoriali. È prezioso il supporto degli operatori della Struttura di Recupero e riabilitazione funzionale HT del presidio ospedaliero di Tempio Pausania". Una rete che, sottolinea Mariotti, sta progressivamente ampliandosi oltre il territorio tempiese: "Una rete che sta crescendo anche attraverso la collaborazione con gli altri Distretti sanitari e, quando necessario, anche con altre Asl della Sardegna. È in questo modo che la sanità riesce a stare sempre più vicina alle persone, intercettando precocemente la fragilità subito dopo la fase acuta".
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