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Olbia, Avis e Red Valley raccolgono 120 sacche di sangue

Il progetto “AVISOLBIA / REDVALLEY” si chiude con bilancio positivo

Olbia, Avis e Red Valley raccolgono 120 sacche di sangue
Olbia, Avis e Red Valley raccolgono 120 sacche di sangue
Olbia.it

Pubblicato il 12 August 2026 alle 11:11

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Olbia. Centoventi sacche di sangue raccolte in tre tappe e una risposta importante da parte dei cittadini. Si chiude con un bilancio positivo, sul fronte delle donazioni, il progetto “AVISOLBIA / REDVALLEY”, la campagna straordinaria promossa da Avis Comunale Olbia in collaborazione con Red Valley. Ma accanto alla soddisfazione per il risultato raggiunto, l’associazione non nasconde un'amara consapevolezza delle difficoltà incontrate nell'organizzazione della quarta giornata prevista dall'importante progetto, soprattutto alla luce della cronica carenza di sangue nell’Isola. Le prime tre raccolte esterne sono state organizzate con l’autoemoteca e il personale sanitario dell’Avis Provinciale di Sassari e hanno fatto tappa nella parrocchia di San Simplicio, nella parrocchia della Sacra Famiglia e al Delta Center. Complessivamente sono state raccolte 120 sacche di sangue, grazie alla partecipazione dei donatori e al lavoro dei volontari che hanno portato la possibilità di donare direttamente nei luoghi di aggregazione della città.

Un risultato che, secondo Avis Olbia, assume un valore ancora maggiore in un periodo nel quale la disponibilità di sangue rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario regionale. Non è stato invece possibile organizzare regolarmente la quarta giornata prevista dal calendario. Secondo quanto riferisce Avis Olbia, a impedirlo sarebbero state la mancata disponibilità dell’autoemoteca dell’Avis Provinciale di Sassari e del personale sanitario, insieme alle difficoltà del Centro Trasfusionale nell'organizzare una raccolta con un numero elevato di donatori. L’associazione riferisce inoltre di avere inviato richieste formali tramite Pec senza ricevere riscontro, poiché il referente competente risultava “fuori sede”. Per evitare di perdere la disponibilità delle persone che avevano comunque aderito all’iniziativa, alcuni donatori sono stati indirizzati direttamente al Centro Trasfusionale, facendo rientrare le loro donazioni nel progetto “AVISOLBIA / REDVALLEY”. Ed è proprio su questo punto che il comunicato di Avis Olbia esprime tutto il proprio sgomento per quanto accaduto e per l’atteggiamento della sanità gallurese: "È inverosimile l’atteggiamento ignavo della Asl Gallura di fronte al dramma della carenza di sangue – denuncia Avis Olbia –. È altrettanto grave l’atteggiamento poco collaborativo, se non ostativo, nei confronti di un’associazione che da sempre si occupa e si preoccupa di reperire sangue per garantire il funzionamento dell’ospedale".

L’associazione richiama quindi il problema, più ampio, della mancata autosufficienza della Sardegna. Secondo i dati riportati da Avis Olbia, nell’Isola mancherebbero circa 40mila sacche per raggiungere l’autosufficienza. "Di questo primato del quale si dovrebbe provare vergogna e sdegno, pare che non importi a nessuno, se non ai volontari Avis Olbia che vivono quotidianamente il dramma della carenza di sangue", sostiene la nota associazione olbiese sempre in prima linea per rispondere alla continua carenza di sangue. Avis Olbia punta il dito anche sui costi sostenuti per compensare il fabbisogno regionale e afferma che la Regione spenderebbe ogni anno circa 7 milioni di euro per l’acquisto di emocomponenti dalle regioni del Nord, una somma che, secondo i calcoli riportati dall’associazione, potrebbe sostenere il costo di circa 150 medici. Da qui il forte appello a rafforzare la rete territoriale e a mettere le associazioni nelle condizioni di organizzare un maggior numero di raccolte: "Mentre i volontari bussano alle porte, le istituzioni dovrebbero spalancarle. Investire sulla rete territoriale e sulle raccolte promosse dalle associazioni non è un’opzione. È un’urgenza". L

Avis Olbia ha voluto ringraziare il management di RED VALLEY e in particolare il Dott. Luca Usai per la generosità e il sostegno concreto e i parroci di San Simplicio, e Sacra Famiglia e alla direzione del Delta Center, e a tutti i cittadini che hanno risposto con senso di responsabilità.  Il comunicato si è chiuso con ulteriori ringraziamente e un ulteriore appello alle istituzioni sanitarie:  "Ringraziamo altresì le aziende che ci hanno aiutato a coccolare i donatori: Dario Deriu, Davide Mazzone  ed Emanuele Dessena, nonché tutti il comitato della Sacra Famiglia. Avis Olbia continuerà nel proprio impegno per avvicinare la donazione alle persone. Chiediamo che le istituzioni sanitarie facciano la propria parte con la stessa urgenza e serietà dimostrata dai donatori".