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Cronaca

Sardegna: ora dalla nostra uva arrivano anche creme e cosmetici

Sardegna: ora dalla nostra uva arrivano anche  creme e cosmetici
Sardegna: ora dalla nostra uva arrivano anche  creme e cosmetici
Laura Scarpellini

Pubblicato il 16 dicembre 2019 alle 15:04

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Olbia, 16 dicembre 2019 -La qualità dell'alimentazione sarda è sinonimo nel mondo di longevità e di sapori legati alla storia, e alla tradizione di questa bellissima terra. Ma ecco che un interessante progetto internazionale coordinato dall’Università diCagliari ha messo in luce le straordinarie potenzialità anche degli scarti dell’uva destinati alla discarica. Un'innovazione che potrebbe offrire nuovi posti di lavoro trasformando così gli scarti dei vitigni in creme di bellezza e in integratori alimentari.Quindicresce la possibilità di creare imprese o start up proprio in Sardegna, nel pieno rispetto delle risorse ambientali. Il progetto che vanta un budget complessivo di 3,3 milioni di euro denominato Eni Cbcmed Bestmedgrape, ha messo insieme partner provenienti da Libano, Francia Tunisia e Giordania. Il fulcro degli studi è proprio la vite, pianta che viene coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo. In essa viene riposto un grande potenziale commerciale ancora tutto da fruttare. Tale scoperta potrebbe accantonare lo smaltimento dei i sottoprodotti di lavorazione del vino che tuttora rimangono difficili da eliminare. L’obiettivo del progetto è promuovere il trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca sulla vite e sui possibili utilizzi dei sottoprodotti di vinificazione che possono essere trasformati in “nanoformulati” commerciali e innovativi destinati alla cura del corpo, e al mantenimento di un buono stato di salute. Sono due i dipartimenti e i centri servizi dell’ateneo cagliaritano direttamente coinvolti nel progetto che operano in collaborazione con gli altri partner mediterranei. Gianluigi Bacchetta è a capo del comparto chetratterà della conservazione dei materiali genetici. Il team di Scienze biomediche coordinato daMicaela Morelli si occuperà invece diaccertare l’efficacia biologica delle “nanoformulazioni” prodotte. Ultimo step ma non di meno importanza, è il compito del centro servizi per l’innovazione diretto daMaria Chiara Di Guardoche si occuperà della nascita delle nuove di imprese. Finalmente si intraprende sempre più la strada verso un nuovo sviluppo imprenditoriale, grazie alla creatività, alla preparazione e al grande rispetto per l'ambiente.