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San Teodoro: Marta Canu svela la passione della Volpe di Gallura tra libri e cultura sarda

Chi è la divulgatrice che trasforma la storia dell'isola in un viaggio unico

San Teodoro: Marta Canu svela la passione della Volpe di Gallura tra libri e cultura sarda
San Teodoro: Marta Canu svela la passione della Volpe di Gallura tra libri e cultura sarda
Laura Scarpellini

Pubblicato il 30 October 2026 alle 07:00

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San Teodoro. Il patrimonio immateriale della nostra isola vive nel respiro di chi sceglie di narrarlo con cura autentica e curiosità quotidiana. Marta Canu ha trasformato la sua profonda inclinazione per la conoscenza in una finestra aperta sul cuore più antico della Sardegna attraverso il progetto digitale noto come La Volpe di Gallura. Nei suoi spazi di approfondimento le pagine dei libri si intrecciano al profilo granitico dei boschi, restituendo voce a un’eredità collettiva che merita di essere riscoperta lontano dai luoghi comuni. La sua attività di divulgatrice culturale esplora con sensibilità le trame della memoria locale, muovendosi tra archeologia, saggistica storica e le radici della magia popolare. Le testimonianze sullo sciamanesimo tradizionale, i culti antichi e i riti che hanno segnato il cammino delle comunità dell'interno diventano tasselli di un racconto vivo, capace di connettere passato e presente.

A fare da sfondo costante c'è la Gallura con le sue rocce scolpite dal vento, i siti nuragici celati dalla macchia mediterranea e quel fascino ancestrale che attira lettori e appassionati da ogni angolo della penisola. La risposta dei follower sui social conferma quanto la sete di identità e la fame di narrazioni sincere siano forti. Tra consigli di lettura ed esplorazioni sul campo, il percorso della giovane studiosa rappresenta un esempio virtuoso di come le nuove piattaforme tecnologiche possano farsi veicolo di custodia e valorizzazione del territorio. Un lavoro di sintesi garbato e colto, guidato dal desiderio di proteggere la ricchezza culturale sarda per consegnarla alle nuove generazioni con uno sguardo moderno, attento e orgoglioso. Abbiamo incontrato Marta Canu in queste giornate in cui l'estate sembra non voler lasciare il passo all'aria autunnale, invitando a compiere ancora qualche bella passeggiata tra la natura incontaminata della Gallura.

Quando le luci dello schermo si spengono e riponi i libri di storia, chi è Marta nella sua quotidianità, tra un hobby nascosto e i suoi momenti di relax in Gallura?

"Sono una donna vicina ai quarant'anni, li faccio a novembre, con tutto ciò che comporta essere nata a novembre ed avere un carattere molto pesante, oltre all'essere sarda, che rende tutto ancora più intenso! Per adesso non sto lavorando e mi sto dedicando allo studio per diletto. Sto finendo un corso da videomaker e sto studiando magia popolare, sciamanesimo, tarologia e tutto ciò che concerne la ciclicità dell'uomo. Mi piace seguire le stagioni, celebrando le feste pagane che ritroviamo anche nel cristianesimo e in altre religioni. Adoro raccogliere erbe, seccarle e studiare la terra e le sue tradizioni. Quando non siamo impegnati in escursioni archeologiche, guardiamo serie TV con il mio compagno o ci dedichiamo a una vita immersa nella natura, coltivando quella passione per la storia e le radici che attraversa tutta la mia quotidianità"

La natura incontaminata è lo sfondo ideale dei suoi racconti: qual è quel luogo del nostro territorio dovesi rifugia quando hai bisogno di ritrovare equilibrio e ispirazione pura?

"Il posto dove io trovo pace è il Nuraghe Costa, a Burgos, immerso dentro la foresta Burgos. È un luogo magico dove io ogni volta ritrovo me stessa e tutta la mia famiglia. Ci andiamo almeno una o due, o anche tre volte all'anno perché è casa nostra; lo conosciamo benissimo, è spettacolare, e ci dispiace trovarlo sempre più non controllato o gestito, con sempre più crolli, ma è un luogo immerso nella natura dove, quando sento parlare di scoperte archeologiche o di ritrovamenti, mi emoziono fino alle lacrime. Con la Volpe di Gallura vado in giro per i siti archeologici e ne parlo soprattutto su Instagram, unendo questo amore viscerale alla scrittura".

Oltre alla saggistica e alle leggende sarde, quali sono le letture o le passioni personali che occupano le sue giornate e che il pubblico di "La Volpe di Gallura" ancora non conosce?Come fa a conciliare gli impegni giornalieri con la sua passione letteraria. Chi è Marta, oltre i testi che le prendono cuore e passione?

"La passione più grande, prima della lettura, prima di leggere e studiare saggi, leggende, divinità o sciamanesimo, è la scrittura. È sempre stata legata a me: ho iniziato a scrivere fin da bambina, ho scritto diecimila volte e riscritto il mio romanzo, prendendo la mia protagonista e rielaborando le sue vicende. Ho scritto una leggenda, Il profumo di Mirto e la leggenda di Elia Sevillante, che fa un po' da prequel a quelli che sarebbero i miei due romanzi con protagoniste femminili ed epoche diverse. La scrittura per me è vita: mi rifugio nello scrivere quando ho un problema o quando le cose vanno male. Spesso mi sveglio la notte con una frase da dover insegnare. Oggi la mia scrittura è più matura, composta e profonda, legata al narrare con epicidad le vicende, attingendo ai classici e alla storia antica".

Guardando al futuro e all'evoluzione del tuo percorso, quali sono le aspettative professionali e i nuovi traguardi che sogni di realizzare nel mondo dell'editoria e della cultura?

"Il sogno più grande, oltre a portare avanti la pubblicazione dei miei romanzi con una casa editrice – perché so quanto sia difficile oggi far scommettere un editore su un nuovo scrittore, ma non perdo la speranza –, è quello di realizzare un fotoromanzo. Lo immagino con i ragazzi e i giovani in abito tradizionale, dove si parla in limba, la lingua sarda, valorizzando la nostra identità e i nostri splendidi costumi. Vorrei fare un fotoromanzo storico ambientato in antichità, magari con una ragazza alla fontana che va ad attingere l'acqua con la brocca e incontra il ragazzo che le piace, unendo la fotografia, i video e la rievocazione storica per far conoscere ai più giovani le meraviglie del nostro passato".