Thursday, 29 October 2026

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Luogosanto presenta "Memorie di Elena di Gallura" di Flavio Fara

Un viaggio storico e figurativo nel Duecento sardo alla Biblioteca di Locusantu

Luogosanto presenta
Luogosanto presenta
Laura Scarpellini

Pubblicato il 29 October 2026 alle 12:00

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Luogosanto. La memoria storica della Gallura torna a battere nel cuore del suo territorio. Giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 17:30, la Biblioteca di Locusantu in Piazza della Basilica a Luogosanto ospiterà la presentazione ufficiale del romanzo "Memorie di Elena di Gallura",opera firmata dallo scrittore Flavio Fara. Il volume, pubblicato dalla casa editrice Taphros e impreziosito dalle illustrazioni di Elena Chernaia, si inserisce nel solco della valorizzazione delle radici medievali dell'Isola, riportando alla luce una figura politica e umana di primissimo piano.L'opera ricostruisce con sensibilità e rigore narrativo le vicende attorno all'anno milleduecento, ripercorrendo la storia dimenticata della giudicessa Elena di Gallura. Attraverso il pretesto narrativo di antichi documenti riemersi dal passato, il racconto conduce il lettore dentro un'epoca complessa e affascinante, segnata da intrighi, amori, sofferenze e dinamiche di potere che hanno tracciato il destino della Sardegna medievale. Il dialogo con l'autore durante la serata sarà curato dall'archeologa Letizia Fraschini e Pietro Pisciottu (autore, scrittore e profondo custode delle memorie e delle tradizioni locali), offrendo un momento di approfondimento corale e identitario per la comunità.

Dopo il successo delle precedenti tappe e l'attenzione suscitata dal racconto della figura di Elena di Gallura, cosa si prova a portare queste pagine proprio in un borgo ricco di storia e spiritualità come Luogosanto, cuore pulsante della Gallura medievale?

"È un grande piacere presentare il libro nella nuova Biblioteca di Locusantu. A pochi metri da questo luogo, secondo la tradizione, si trovava la tomba di Elena, morta in giovane età.Nel territorio di Luogosanto si svolge parte del racconto, ed è per questo che non ho esitato ad accogliere l’invito della biblioteca. Dialogheranno con me l’archeologa Letizia Fraschini, con la quale ho avuto l’onore di presentare il libro nelle precedenti occasioni, e Pietro Pisciottu, grande appassionato, conoscitore e divulgatore della storia di questa parte di Gallura. Insieme, cercheremo dunque di dare a questo incontro un taglio diverso dagli altri".

Nel libro si intrecciano documenti d'archivio e memorie intime. Quanto è stato complesso restituire voce e umanità a una giudicessa vissuta ottocento anni fa, trasformando la polvere dei registri storici in un racconto che parla direttamente al cuore dei lettori di oggi?

"Tra le sovrane sarde del periodo giudicale, Elena è quella per la quale, al momento, la documentazione storica risulta più carente. Questa iniziale ed evidente difficoltà si è però rivelata una grande opportunità, e mi ha permesso di avere maggiore libertà nella ricostruzione del personaggio. Libertà che non si è però concretizzata nel trasportare una donna moderna o un’eroina romantica nella Gallura di ottocento anni fa. Fin dall’inizio, il mio obiettivo è stato quello di far rivivere al lettore l’atmosfera che si poteva respirare all’epoca, rimanendo ben saldo ai fatti documentati e alla mentalità del tempo. Allo stesso tempo,  mi sono tenuto a debita distanza dall’idealizzare, come spesso accade in tanti romanzi o racconti storici, un periodo fondamentale della storia della nostra isola. Restituire voce alla giudicessa Elena è stato un lavoro lungo ma non particolarmente complesso. Poiché sono un uomo, una delle domande che mi sono state fatte più di frequente è se, nella costruzione del personaggio,  abbia fatto ricorso a una consulenza femminile. Ebbene, i pensieri e le emozioni di Elena sono venuti fuori quasi naturalmente dalla mia mente, e alla fine credo di essere riuscito nell’impresa di immedesimarmi in lei".

Elena di Gallura ha affrontato vicende complesse, dolori e scelte inevitabili legate al suo ruolo. Qual è l'insegnamento più profondo o l'emozione di questa donna che il pubblico di oggi riesce a cogliere con maggiore intensità durante le vostre presentazioni?

"La giudicessa Elena è una donna che si trova a dover fare delle scelte non semplici, esattamente come accade a noi esseri umani del terzo millennio. I compromessi ci accompagnano per buona parte della nostra vita, e spesso ci ritroviamo a doverli accettare perché non possiamo fare altrimenti. 
Talvolta dobbiamo pazientare e attendere il momento migliore per poter mettere in pratica delle decisioni forti, un po' come accade ad Elena in occasione della scelta di Lamberto Visconti quale consorte al posto di colui che era stato indicato da papa Innocenzo IV. Ma nelle presentazioni non parliamo solo di Elena, che aveva comunque uno status elevato. Facciamo cenno della condizione servile femminile, della quale generalmente si parla ben poco, e di quanto fosse complicata e dura la vita di queste donne".