Thursday, 29 October 2026

Informazione dal 1999

Pecorino Romano da McDonald’s: svolta per la filiera sarda e la Gallura

L'accordo con il colosso del fast food apre nuove strade per gli allevamenti dell'Isola

Pecorino Romano da McDonald’s: svolta per la filiera sarda e la Gallura
Pecorino Romano da McDonald’s: svolta per la filiera sarda e la Gallura
Laura Scarpellini

Pubblicato il 29 October 2026 alle 07:00

condividi articolo:

Olbia. L'incontro tra l'antica arte casearia della Sardegna e il colosso globale di McDonald's segna una svolta storica per il comparto zootecnico regionale, portando il Pecorino Romano Dop all'interno del nuovo panino "Romano" distribuito in tutta la rete nazionale del fast food. Un'alleanza strategica tra due realtà apparentemente agli antipodi che promette di dare un forte impulso all'economia agroalimentare dell'Isola, a partire proprio dal territorio nord-orientale. In Gallura la tradizione della pastorizia affonda le sue radici nella storia dei stazzi, una memoria antica che si è trasformata negli anni in un'industria di eccellenza. La provincia di Sassari e la Gallura contribuiscono in maniera determinante alla produzione complessiva della Dop sarda, con milioni di litri di latte ovino lavorati ogni anno nei caseifici locali e nelle cooperative del territorio, garantendo la sussistenza a centinaia di aziende agricole familiari che presidiano le campagne da Olbia a Berchidda, passando per Oschiri fino a Calangianus e Tempio Pausania. L'intesa con la multinazionale americana rappresenta una boccata d'ossigeno cruciale per gli allevatori locali, da tempo stretti tra il rincaro dei costi di produzione e le oscillazioni del prezzo del latte alla stalla.

Aprire i canali della grande ristorazione veloce significa infatti stabilizzare la domanda, assorbire quote importanti di prodotto e garantire remunerazioni più eque a chi lavora quotidianamente sul campo. Come sottolineato di recente dai vertici del Consorzio di tutela, non si tratta soltanto di inserire un ingrediente in un hamburger, ma di difendere la sovranità alimentare e il valore economico di un'intera filiera che crea occupazione e tutela il paesaggio sardo dall'abbandono. Il presidente Gianni Maoddi e il direttore Riccardo Pastore hanno ribadito la volontà di intercettare i linguaggi delle nuove generazioni, trasformando un semplice assaggio nel punto di partenza per far scoprire ai più giovani la storia, l'identità e la cultura dei nostri pascoli. L'iniziativa sicuramente offre al settore lattiero-caseario sardo un'opportunità di riscatto senza precedenti, dimostrando che l'eccellenza e la qualità artigianale dei nostri formaggi possono dialogare con i grandi mercati internazionali senza perdere l'anima e il legame profondo con la propria terra d'origine.

Immagine di copertina generata con AI