Wednesday, 28 October 2026
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Pubblicato il 28 October 2026 alle 12:00
Olbia. Appena quattro giorni separano il convegno sulla sicurezza urbana, ospitato venerdì 23 ottobre al Grand Hotel President, dall'omicidio di Pietro Paolo Filippo Sciusco, il 42enne pugliese accoltellato martedì pomeriggio nella parte alta di corso Umberto I e morto poche ore dopo all'ospedale Giovanni Paolo II. Una coincidenza temporale che ripropone una questione delicata: quanto è sicura Olbia e quanto si sentono realmente al sicuro i suoi abitanti?
L'incontro, promosso da Forza Italia e intitolato "Città più sicure", aveva riunito rappresentanti delle istituzioni, della politica nazionale e delle organizzazioni sindacali delle forze di polizia per discutere di immigrazione, degrado urbano, prevenzione e coesione sociale. Tra i partecipanti anche il sindaco Settimo Nizzi, che in più occasioni aveva ribadito: "Olbia è una città sicura". Il senatore Maurizio Gasparri aveva invece annunciato l'elevazione del Commissariato di Polizia al rango dirigenziale, con la prospettiva di rafforzarne organici e risorse. Quattro giorni dopo, il sangue versato in Corso Umberto I ha inevitabilmente riportato l'attenzione su quelle parole, perché l'omicidio di ieri, 27 settembre, si aggiunge a una lunga serie di delitti che, in epoche diverse, hanno segnato la cronaca cittadina. Negli anni Novanta Olbia fu teatro di quattro omicidi di donne: Ada Ciocchetti, violentata e strangolata nel 1990 alle Vecchie Saline, Camille Fary, uccisa nel 1992, Loredana Gottardi nel 1994 e Antonia Maria Cirillo, trovata senza vita nel 1995 nella sua abitazione di via Lazio. Due delitti, quelli di Ciocchetti e Cirillo, sono rimasti senza un colpevole individuato. Tra gli altri casi si ricordano l'uccisione del commerciante Peppino Uda durante un tentativo di rapina e quella di Cesare Cocchi, titolare di un'armeria in via De Filippi, assassinato l'11 gennaio 2003. Nel 2010, in via Austria, Gazmen Peca e Kasem Memaj furono vittime di un duplice omicidio per il quale Nino Cherchi è stato condannato definitivamente all'ergastolo.
Più recenti il delitto di Tony Cozzolino, dato alle fiamme nel marzo 2022 nel quartiere San Nicola, per il quale è diventata definitiva la condanna all'ergastolo di Davide Iannelli, e la morte di Miguel Ángel Páez, aggredito nella propria abitazione nel febbraio 2024 e deceduto nove mesi dopo. Una vicenda giudiziaria nella quale è stata contestata l'accusa di omicidio volontario aggravato. Sono episodi distribuiti nell'arco di oltre trent'anni, che non possono dimostrare, da soli, un peggioramento della sicurezza. Non è un elenco esaustivo né una statistica sulla criminalità nel territorio olbiese e per stabilire se è Olbia è una città più sicura rispetto al passato servirebbero dati omogenei anche relativamente ai casi che non vengono, per svariati motivi, denunciati e confronti tra periodi e tipologie di reato. Sarebbe però altrettanto riduttivo liquidare le preoccupazioni dei cittadini come semplici percezioni.
La sicurezza è anche poter frequentare il centro storico, attraversare una strada o rientrare a casa la sera senza timore. E negli ultimi mesi non sono mancati episodi preoccupanti: l'aggressione con coltello in un ristorante asiatico del centro, con quattro feriti, le tensioni tra via del Piave e San Simplicio, la spaccata alla tabaccheria di corso Vittorio Veneto con il ferimento di una dipendente, i furti e tentativi di scasso, tra cui quello recentemente segnalato in via Nanni venerdì e quello segnalato sabato in uno dei parcheggi di Corso Umberto I. Fino all'omicidio di ieri martedì, il cui responsabile risulta ancora ricercato.
Intanto, alcune risposte delle istituzioni sono arrivate. Sono stati intensificati i controlli anche attraverso il sistema di videosorveglianza cittadino, potenziato il Nucleo operativo di sicurezza urbana della Polizia locale e, dal 5 ottobre, le guardie giurate incaricate dall'Aspo presidiano nelle ore serali e notturne l'area della basilica di San Simplicio e dei parcheggi sotterranei. Misure che rispondono alle criticità segnalate e la cui efficacia potrà essere valutata nel tempo, così come le ricadute concrete dell'annunciato potenziamento del Commissariato. Intanto, ieri un uomo di 42 anni ha perso la vita in pieno centro cittadino, a pochi passi da una delle strade più frequentate di Olbia. Ed è anche da questa tragedia, senza strumentalizzazioni e senza allarmismi, che la riflessione sulla sicurezza deve necessariamente ripartire.
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