Saturday, 23 May 2026
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Pubblicato il 23 May 2026 alle 12:00
San Pantaleo. Tira un sospiro di sollievo e prova a riprendere in mano la sua vita, Rosa Maria Elvo, ex compagna di Emanuele Ragnedda, l'assassino di Cinzia Pinna. La donna parla davanti al suo ristorante di San Pantaleo dopo otto mesi vissuti come un incubo. La Procura di Tempio ha chiesto l’archiviazione della sua posizione nell’inchiesta sull’omicidio di Cinzia Pinna, in cui era indagata per favoreggiamento: ora deciderà il gip.
Accanto all’avvocato Francesco Furnari, di comune accordo, ha voluto incontrare la stampa e raccontare cosa significa per lei oggi la richiesta di archiviazione. Elvo dice di sentirsi sollevata, anche se non felice: "Una ragazza è morta e il pensiero va a lei", precisando inoltre di non avere più rapporti con Emanuele Ragnedda dal 24 settembre: "per me ha rappresentato solo il male".
Secondo gli accertamenti nella villa di Conca Entosa, la ristoratrice non avrebbe avuto alcun ruolo nella vicenda: nessuna traccia genetica la collegherebbe alla scena del crimine. "In questi mesi, racconta, ha vissuto momenti durissimi tra pressione mediatica, paura e isolamento, sostenuta però da famiglia, amici e comunità".
Ora si prepara a riaprire il ristorante per l’estate e prova a riprendere la sua vita: "Vorrei solo serenità e tranquillità - racconta la donna visibilmente provata dopo gli attacchi subiti a livello mediatico, una gogna, non solo social, che ha messo a dura prova, lei, sua figlia minorenne e tutta la famiglia, in un processo pubblico che aveva già emesso il suo verdetto.
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