Olbia. La Lida ancora una volta protagonista in un salvataggio di un amico a quattro zampe impaurito sulla 4 corsie, un intervento ad alto rischio, conclusosi fortunamente con esito positivo, grazie alla collaborazione con la Polizia Stradale.
Dalla pagina Fb ancora una volta i volontari dell'associazione Fratelli Minori di Olbia raccontano un'altra avventura in cui l'operato dei volontari ha pareggiato con la cattiveria di alcuni esseri umani. Questo il testo condiviso: "ieri sera, alle 20:40,ci ha chiamato in urgenza la Polizia Stradale :'C’è un cane che corre impazzito tra le auto sulla quattro corsie'. Provate a chiudere gli occhi e a immaginare: il buio, i fari accecanti, l’asfalto che trema sotto il peso dei tir, macchine che sfrecciano come proiettili. In mezzo a questo caos, un’anima terrorizzata correva da giorni, segnalata e schivata da tutti, sospesa tra la vita e una morte atroce. Quel cane, quel sopravvissuto, lo abbiamo chiamato Zeno. Marco è partito immediatamente".
"Non è stato un recupero facile, è stato un intervento rischioso e ad alta tensione. Entrare in una carreggiata a quattro corsie con il traffico impazzito non è un gioco, è una responsabilità enorme per la propria incolumità e per quella degli altri. Ma grazie alla fondamentale collaborazione e professionalità degli agenti della Polizia Stradale, siamo riusciti a bloccare quell'inferno e a portarlo via da lì. Zeno non è solo un cane. È il simbolo dell'abbandono più vile. Quando lo abbiamo stretto a noi, il suo corpo era una mappa di sofferenza: una quantità indescrivibile di zecche lo stava letteralmente mangiando vivo. Chissà da dove arriva, chissà quanta fame e quanta sete ha patito mentre il mondo gli sfrecciava accanto, indifferente, senza mai fermarsi.
Ora, parliamo chiaro - proseguono i volontari - lo diciamo a chi ha "la bocca facile", a chi parla solo per dar fiato ai polmoni e pensa che dietro questi interventi ci siano chissà quali interessi o rimborsi: noi non riceviamo un centesimo".
"Nessuno ci paga la benzina, nessuno ci rimborsa il tempo, nessuno ci dà un premio per il rischio che corriamo. Quando interveniamo in situazioni così estreme, lo facciamo per due soli motivi: per salvare una vita innocente e per garantire la sicurezza di ogni automobilista, perché un cane in mezzo al traffico può causare tragedie immani. Lo facciamo a titolo totalmente gratuito. Lo facciamo perché amiamo gli animali e perché se non fossimo intervenuti, Zeno oggi sarebbe solo una macchia di sangue sull'asfalto. Volete dirci "Bravi"? Fatelo pure, ci fa piacere, ma sappiate che il "Bravo" più bello noi lo abbiamo già ricevuto: è stato il primo respiro calmo di Zeno quando ha capito che nessuno lo avrebbe più investito. È stato il suo sguardo spento che ha ricominciato a brillare una volta al sicuro nel nostro rifugio".