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Bianca, Cronaca

Rubrica "Pillole di crescita": validare le emozioni dei bambini

I consigli dell'esperta Michelle Oetterli per un'educazione che miri allo sviluppo dell'autostima

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Ilaria Del Giudice

Pubblicato il 12 April 2026 alle 09:00

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Olbia. Cari lettori, in questo nuovo numero della nostra rubrica "Pillole di benessere e crescita personale" vogliamo rivolgere uno sguardo alle nuove generazioni e all'importanza di far sviluppare ai bambini una solida autostima. In queste riflessioni ci guiderà l'esperta di equilibrio emozionale infantile Michelle Oetterli

Sottovalutare o non prendere sul serio le emozioni dei bambini, cio che esprimono a parole è dannoso perché le loro esperienze emotive sono spesso più intense delle nostre. Minimizzarle o ridicolizzarle crea spesso ansia, paura e insicurezza. È fondamentale validare qualsiasi loro emozione senza giudizio, aiutandoli a dare un nome a ciò che provano per sviluppare una sana intelligenza emotiva e una solida autostima. 

"E' di fondamentale importanza non usare con i bambini frasi come: "Non è così grave!", "Non è così difficile!", “Non fa niente!” - spiega l'esperta e continua - Potremmo averlo sentito noi stessi durante la nostra infanzia e aver sviluppato di conseguenza una bassa autostima. Ecco alcuni esempi di situazioni comuni. Il bambino urla spaventato per un ragno o una ape e l'adulto dice: "Non è poi così grave, non fa niente.”Oppure il bambino si è fatto male cadendo dallo scivolo e sta piangendo per il dolore o lo spavento o la vergogna e il genitore esclama: "Non è poi così grave, non fa niente dai! Smettila di piangere.” O ancora, magari il bambino non riesce a fare qualcosa e si arrabbia e l'adulto si esprime sempre allo stesso mdoo svalutante che manda il bambino in frustrazione: "Non è poi così difficile, non fa niente!”

Alcuni di noi potrebbero chiedersi: "Ma in fondo cosa c'è di così sbagliato in questo?" A questa domanda Michelle risponde: "Con queste affermazioni svalutiamo i sentimenti dei nostri figli. Trasmettiamo loro che ciò che sentono in quel preciso momento è sbagliato. Conseguenza? Non ci comunicherà più i suoi sentimenti e imparerà a sopprimerli". 

Come comportarsi allora quando non capiamo quella che consideriamo un'esagerazione dei nostri bambini ma che, in realtà, è solo una reazione proporzionata all'età? La dott.ssa Oetterli risponde: "Prendendo sul serio i sentimenti dei nostri figli e rivolgendo loro espressioni come: "Posso capire che questa cosa ti abbia spaventato. La affrontiamo insieme. Io sono quì con te", "Vedo che sei ferito. Capisco che piangi per questo. Mi dispiace che ti sia fatto male e adesso provi imbarazzo. Come posso aiutarti?”, "Posso capire che sei arrabbiato perché non ci stai riuscendo in questo momento. Riprova e vedrai che piano piano piano ci riuscirai sempre meglio. Sei stato comunque bravo ad averci provato!"

Trattare con rispetto le emozioni dei bambini significa riconoscerne la validità, evitando di imporre il punto di vista adulto come superiore. Cercare di essere sempre una guida è importante così come stimolare  il bambino con domande "a trabocchetto" per trovare delle soluzioni. Risultato? Il tuo bambino ti ringrazierà e tornerà da te con i suoi sentimenti. La vostra relazione si rafforzerà.