Sunday, 20 September 2026
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Pubblicato il 20 September 2026 alle 07:00
Olbia. «Come stai?». Una domanda semplice, quotidiana, quasi automatica e sicuramente educata. La rivolgiamo agli altri, la riceviamo e, quasi per riflesso condizionato, rispondiamo con due parole: «Sto bene». Spesso è la pura verità e non c’è nulla da cercare dietro questa risposta. Non ogni «sto bene» nasconde una difficoltà, una stanchezza o un non detto: a volte stiamo semplicemente bene e riconoscere questa serenità è già un passaggio importante. Ma quante volte ci fermiamo davvero a capire che cosa significhi per noi, in quel preciso momento, stare bene? Ne parliamo con la coach Rita Abeltino.
"Il benessere non ha una sola forma né una definizione univoca, - sottolinea la coach - può essere la quiete di una giornata tranquilla, l'energia con cui ci tuffiamo in un progetto, la gratitudine per chi ci sta accanto o la piacevole sensazione di essere esattamente nel posto giusto". Ma la vita è fatta di sfumature: si può stare bene e, al tempo stesso, vivere una giornata faticosa; si può essere felici e sentire il bisogno di rallentare; oppure essere soddisfatti della propria vita e, contemporaneamente, desiderare un cambiamento. Non si tratta di contraddizioni, ma di aspetti diversi della nostra esperienza. La consapevolezza non cerca problemi, crea spazio. Fermarsi ad ascoltare se stessi non significa andare disperatamente alla ricerca di un problema da risolvere, ma diventare più consapevoli delle proprie energie, delle emozioni e dei bisogni attuali.
"Riconoscere ciò che ci fa stare bene ci permette di dargli più spazio. - continua Abeltino - Allo stesso modo, individuare ciò che ci pesa è il primo passo per potercene prendere cura. E quando ci accorgiamo che qualcosa dentro di noi è cambiato, possiamo scegliere di assecondare quel cambiamento anziché subirlo. È in questo preciso momento che la consapevolezza diventa movimento". Forse non serve infatti avere sempre la soluzione a portata di mano: basta avere maggiore chiarezza sul punto in cui ci troviamo. Da lì, il passo successivo può essere piccolissimo: riposare, dire un no, chiedere aiuto, riprendere in mano una passione trascurata o, semplicemente, continuare sulla propria strada con maggiore presenza.
Mantenere una visione positiva, tuttavia, non significa convincersi che tutto vada sempre alla perfezione, ma riconoscere ciò che c'è, valorizzare ciò che funziona e lasciare aperta la porta all'evoluzione personale. Sottolinea a riguardo la coach: "Non dobbiamo aspettare di stare male per occuparci di noi stessi: il momento migliore per farlo è proprio quando stiamo bene, con la libertà di osservare ciò che ci nutre e scegliere quali abitudini o relazioni meritano di essere coltivate o ripensate. Trasformare la domanda: "Cosa significa per te stare bene oggi?". Tornare col pensiero a tutte le volte in cui abbiamo detto «sto bene» aiuta a ricordarne il significato profondo. C'era serenità? Energia? Gratitudine? O forse la semplice consapevolezza di aver superato una giornata complessa dicendo a se stessi: “Oggi ce l'ho fatta”?".
Le priorità, i desideri e le esigenze cambiano nel tempo. Per questo la domanda più fertile non è soltanto «Come sto?», ma piuttosto: «Che cosa significa per me stare bene, oggi?» e «Che cosa posso fare per continuare a costruirlo?». Abeltino conferma che non serve rivoluzionare la propria vita dall'oggi al domani, ma che a volte basta un piccolo gesto consapevole, un confine più chiaro, un po' di tempo restituito a se stessi. Crescere non significa diventare qualcun altro -spiega - ma diventare sempre più presenti alla propria vita.
La prossima volta che diremo «sto bene», potremo farlo sapendo esattamente cosa custodiscono quelle due parole. Perché il benessere non è soltanto qualcosa che ci accade, ma un percorso che possiamo imparare a proteggere e costruire ogni giorno.
Per consolidare questo atteggiamento Rita Abeltini ci propone un esercizio di auto-ascolto.
Una piccola pausa per ascoltarsi
"La prossima volta che ti troverai a rispondere «sto bene», prova a fermarti per qualche secondo e ad andare un po' più in profondità.
Chiediti:
- «Sto rispondendo per abitudine o mi sono davvero fermato/a ad ascoltare come sto?»
- «Che cosa significa per me, oggi, stare bene?» - può essere energia, serenità, una relazione appagante o un semplice equilibrio.
Se insieme al benessere avverti anche stanchezza o preoccupazione, accoglila senza giudicarla. Non devi cercare subito una soluzione: il primo passo è la chiarezza. Da quella consapevolezza nasce la domanda più potente: «Che cosa posso fare, oggi, per prendermi cura di me?»
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