Sunday, 01 March 2026
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Pubblicato il 01 March 2026 alle 09:00
Olbia. Cari lettori, con questo nuovo articolo della nostra rubrica “Pillole di benessere e crescita personale” tratteremo un argomento delicato con il quale, prima o poi, tutti sono costretti a confrontarsi: il lutto. Vogliamo però affrontare questa tematica in chiave positiva, ponendo il focus sul benessere che può derivare dal su attraversamento e superamento e, per fare ciò, ci siamo rivolti alla dott.ssa Patrizia Cristoferi, coach del lutto e death education, esperta nell’accompagnamento nelle svolte significative della vita che, nel suo lavoro, ogni giorno accoglie e guida persone che stanno attraversando perdite affettive, separazioni, cambiamenti improvvisi o momenti di crisi esistenziale.
Il lutto e la difficoltà di tornare a vivere dopo una perdita importante è una tematica non solo delicata, ma anche profondamente umana. Molte persone credono che il dolore debba semplicemente “passare con il tempo”, ma spesso accade il contrario: il tempo scorre, mentre la sofferenza resta immobile, trasformandosi in stanchezza emotiva, senso di colpa o perdita di energia vitale.
“Le persone che si rivolgono a me non chiedono di smettere di amare chi hanno perso - racconta Patrizia - chiedono di smettere di sentirsi bloccate nella vita. Spesso convivono con sensi di colpa, con la paura di dimenticare, o con l’idea che tornare a stare bene significhi tradire il legame con chi non c’è più. In realtà elaborare il lutto significa trasformare quel legame, permettendo alla vita di continuare a scorrere”.
Ma è davvero possibile tornare a progettare il futuro dopo una perdita importante? Secondo l’esperta, sì, a patto di non affrontare tutto da soli e di concedersi uno spazio di ascolto e accompagnamento. “Il coaching del lutto aiuta la persona a riconoscere le emozioni che spesso vengono represse (come rabbia, paura, smarrimento o senso di colpa) e a dare loro un significato – spiega ancora la dott.ssa Cristoferi - Quando il dolore viene accolto, lentamente si trasforma in nuova energia vitale, in motivazione, in direzione, in rinnovato amore. Non si dimentica chi abbiamo amato, ma si impara a portarlo dentro di sé in modo più sereno, e spesso più consapevole e pieno”.
L’amore dunque, grazie all’elaborazione del lutto, non diminuisce ma si moltiplica, e ciò che accade è spesso il contrario di dimenticare: chi processa bene i propri lutti è capace di guardare al futuro con rinnovata fiducia e impara a trasformare l’ostacolo della perdita in forza.
Quali sono allora i primi passi per iniziare questo percorso?
“Il primo passo è permettersi di sentire ciò che si prova senza giudicarsi – risponde Patrizia – Il secondo è parlare, condividere, chiedere supporto. Il terzo è ricominciare gradualmente a prendersi cura di sé, anche attraverso piccoli gesti quotidiani: riprendere contatto con le persone care, dedicarsi a qualcosa che nutre interiormente, concedersi momenti di respiro e di silenzio. La rinascita non avviene in un giorno, ma inizia sempre da un piccolo movimento interiore”.
Il messaggio è chiaro: affrontare il lutto non significa dimenticare, ma imparare a vivere portando con sé l’amore che resta. Insomma, in conclusione possiamo affermare che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di responsabilità verso sé stessi e verso la propria vita. Perché quando il dolore viene attraversato con consapevolezza può diventare, lentamente, una delle più profonde occasioni di crescita e di trasformazione personale e portare amore ed espansione nella propria vita e in quella di chi ci sta accanto.
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