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Referendum: affluenza oltre il 41% alle 22. A Olbia ha votato il 34%

Referendum: affluenza oltre il 41% alle 22. A Olbia ha votato il 34%
Referendum: affluenza oltre il 41% alle 22. A Olbia ha votato il 34%
Olbia.it

Pubblicato il 11 giugno 2011 alle 15:00

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Dopo il sì della Corte di Cassazione, la Penisola intera si esprimerà in merito all’istallazione di centrali nucleari in Italia. Un referendum che coinvolge anche la Sardegna che, il 15 maggio scorso, si è già espressa tramite un referendum consultivo. Il voto di oggi e di domani, però, non riguarderà solamente il nucleare. Il referendum è, infatti, suddiviso in quattro quesiti. Uno riguarda il legittimo impedimento, un istituto giuridico che permette al Presidente del Consiglio e ai Ministri di giustificare la propria assenza nelle aule di tribunale. Due quesiti riguardano la privatizzazione dell’acqua, mentre il quarto, il più noto, riguarda il nucleare.

COME SI VOTA – Il referendum è abrogativo, quindi ai cittadini verrà chiesto se abrogare o meno alcune norme o parti di esse. Semplicemente, il quesito posto sarà: Vuoi abrogare la norma X? Rispondendo , si esprimerà la volontà di abrogare la norma, rispondendo No, invece, si opterà per il suo mantenimento. Affinché il quorum venga raggiunto, è necessario che si rechino alle urne il 50%+1 degli elettori. Si voterà, in tutta Italia, Domenica 12 dalle ore 8 alle 22 e Lunedì 13 dalle ore 7 alle 15.

IL DIBATTITO SUL NUCLEARE – Il Referendum, secondo più parti, sarà un importante banco di prova per il Presidente del Consiglio. Mentre il Pdl lascia libertà di voto ai propri elettori, Silvio Berlusconi si è spesso schierato a favore dell’istallazione di centrali nucleari sul suolo italiano: «Siamo fortemente convinti che l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo. Sino agli anni Settanta eravamo all’avanguardia, ma l’ecologismo di sinistra si è messo di traverso. In Italia le bollette sono più alte del 40% rispetto alla Francia, dove si usa l’energia nucleare». Dibattito acceso all’interno dello stesso partito del premier. Il governatore Ugo Cappellacci, per esempio, ha recentemente affermato: «Auspico che venga replicato il risultato straordinario del referendum regionale celebrato il 15 e il 16 maggio e che la consultazione sul nucleare veda la massima partecipazione dei cittadini sardi». Anche la totalità delle opposizioni è schierata contro l’istallazione delle centrali nucleari: «Il Pd – afferma Pier Luigi Bersani - che ha sempre contrastato le assurde scelte del governo sul nucleare, è impegnato con tutte le sue forze a sostenere la campagna per il 'sì' e invita tutte le sue organizzazioni territoriali a mobilitarsi in occasione del 12 e 13 giugno». Una posizione, quella contro l’istallazione di centrali nucleari, che sembrerebbe essere sostenuta anche dalla base leghista.

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