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Puc by Nizzi: la rivoluzione verde a metà

Qualche spunto interessante, qualche scelta poco coraggiosa

Puc by Nizzi: la rivoluzione verde a metà
Puc by Nizzi: la rivoluzione verde a metà
Angela Galiberti

Pubblicato il 21 gennaio 2021 alle 06:00

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Olbia. Nel Puc by Nizzi, in cui è chiaramente visibile la visione mastodontica del sindaco/assessore all'Urbanistica, avrebbero dovuto avere uno spazio importante le aree verdi. In parte ciò risponde al vero, in parte ci saremmo aspettati scelte più coraggiose: vediamo perché.

Le dichiarazioni politiche facevano intendere che a Olbia ci sarebbe stato molto più verde pubblico rispetto alla situazione attuale e che tanti lotti oggi non costruiti sarebbero diventati per il 90% della loro estensione delle aree verdi, mentre per il 10% sarebbero rimaste aree edificabili. In città ci sono moltissime aree non costruite, ma non diventeranno tutte parco pubblico con quelle percentuali: molte di queste aree sono al centro di progetti norma, quindi aree dove si potrà cementificare.

I progetti norma hanno delle particolarità: sono aree di espansione prevalentemente residenziale che hanno un indice di edificabilità più alto in caso di intervento unitario così come previsto dalla perimetrazione del Puc. Nelle schede vengono definiti anche le quantità di metri cubi da destinare a servizi pubblici e la quantità di aree da destinare a servizi, più le aree da cedere gratuitamente all'amministrazione. Nei progetti Norma viene definita una quota di terreno che potrebbe diventare parco pubblico/servizi: in alcuni progetti Norma le aree potenzialmente verdi sono estese, in altre si tratta di aree a servizio della viabilità (anche ciclabile). Non è chiaro se queste aree verdi sono legate al progetto unitario o se, invece, potranno essere realizzate anche senza l'unitarietà del Progetto Norma.

Partiamo la nostra analisi dalla zona di Isticcadeddu, fortemente colpita dall'alluvione nel 2013: qua la penetrante verde propriamente detta (e identificata come tale) non c'è, o per meglio dire non è particolarmente sviluppata. La zona S3 (area verde) si sviluppa seguendo la lunghezza del Gadduresu. L'area che circonda la scuola primaria del quartiere è classificata come C3a1.10, ovvero “Espansioni residenziali in programma”. Nel Progetto Norma, sempre che venga attuato, è previsto del verde pubblico che si collega alle zone S3 propriamente dette; il resto sono piani di attuazione in corso. Anche a Ovest di Isticcadeddu vi sono delle aree Progetto Norma con una grande estensione verde: la più grande insieme a quella di Viale Aldo Moro.

Una porzione più grossa di verde, ma sempre accanto a un fiume (questo caso il Seligheddu) vi è nel quartiere di Tannaule: oltre a viabilità nuova, ecco una lunga striscia di S3 che parte da Corso Vittorio Veneto, segue il fiume, arriva alla sede Assl Olbia, prosegue sugli orti urbani e prende tutta l'area che lambisce la ferrovia, prende l'ex Artiglieria, tocca lo stadio e prosegue la sua corsa sulla linea di costa fino ad arrivare a Mogadiscio, la Peschiera (queste però sono aree H2), per poi congiungersi all'area del Michelucci. Tutte aree che non si possono costruire a prescindere o quasi.

Poltu Cuadu è il quartiere che ha più aree verdi S3 di tante altre zone: in quello che potrebbe essere il suo polmone verde c'è un'altra zona C3a1 di espansione residenziale con al centro un'area che diventerà pubblica. Poi vi è un progetto norma a supporto del raddoppio del porto turistico di Sa Marinedda: è prevista un'area verde a ridosso della statale.

Spostiamoci sopra e accanto Isticcadeddu, ovvero zona Via Barcellona e Orgosoleddu: qua pochi appezzamenti S3, ma due enormi zone di espansione residenziale C3a1. Una terza zona espansione si trova in via Figoni. L'area di espansione che si trova dietro la Coldiretti prevede una piccola area pubblica/verde rispetto all'estensione residenziale.

In tutta zona Viale Aldo Moro non ci sono, in programma, lotti interni liberi dal cemento: quelli liberi vengono inseriti in zone di espansione C3a. Alle estremità sono presenti delle zone S3, ma sempre con ampie porzioni dedicati agli ampliamenti. E' prevista la congiunzione tra Basa e Sa Minda Noa con una zona di espansione residenziale C3a e una grossa zona commerciale D3. Tra la C3a e la D3 è prevista una zona verde legata ai progetti norma.

Anche a Tilibbas sono previste zone espansione con piccole aree verdi di supporto alla viabilità (anche ciclabile).

In sostanza, ci sono due tipologie di "verde": quello delle zone S3, standard comunali, e quelle legate ai progetti norma su aree private destinate alla cessione gratuita. La distribuzione del verde, così com'è concepita, non sembrerebbe pensata per rendere la vita del cittadino più piacevole (anche se è chiaro il tentativo di migliorare una situazione non rosea in partenza), ma sembrerebbe dosata per erodere il meno possibile eventuali possibilità di costruzione, con qualche eccezione.

Non si sa ancora se questo Puc diventerà operativo: qualora lo diventasse, la speranza è che, all'atto pratico, tutte queste aree verdi diventino oggetto di una programmazione capace di prevedere il coinvolgimento della popolazione residente.