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Piano casa, nuova scure della Corte Costituzionale: Grig soddisfatto

Il commento dell'associazione ambientalista

Piano casa, nuova scure della Corte Costituzionale: Grig soddisfatto
Piano casa, nuova scure della Corte Costituzionale: Grig soddisfatto
Olbia.it

Pubblicato il 30 gennaio 2022 alle 09:57

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Olbia. Un altro colpo durissimo per la giunta regionale guidata dal pesidente Christian Solinas arriva, per la seconda volta, dalla Corte Costituzionale che - dopo aver bocciato la cosiddetta "interpretazione autentica" del PPR - cassa il Piano Casa. Su questi punti esprime soddisfazione l'associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giuridico (Grig).

"La Corte costituzionale prosegue nella sua opera di demolizione giuridica delle norme illegittime poste dall'Amministrazione regionale sarda Solinas. Con sentenza n. 24 del 28 gennaio 2022 ha dichiarato illegittima gran parte della legge regionale Sardegna n. 1/2021 sul c.d nuovo piano casa. La pronuncia della Corte costituzionale è ampia e complessa e potrà esser data una valutazione più puntuale solo dopo un esame più approfondito, tuttavia, a una prima lettura necessariamente rapida, sembra proprio che le disposizioni fondamentali del c.d. nuovo piano casa siano state “cassate”, Niente aumenti volumetrici nella fascia costiera, nessuno stravolgimento del piano paesaggistico regionale (P.P.R.)", afferma il Grig guidato da Stefano Deliperi.

"Poche settimane fa la Corte costituzionale aveva fatto un bel regalo di Natale a tutte le persone che credono che il futuro sia nella salvaguardia dell’ambiente, il bene più prezioso che abbiamo. Infatti, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 257, depositata il 23 dicembre 2021, aveva dichiarato illegittimo l’art. 1 della legge regionale 13 luglio 2020, n. 21, che avrebbe consentito, attraverso un’assurda interpretazione autentica fatta dall’attuale Giunta regionale, la riscrittura del piano paesaggistico regionale (P.P.R.) approvato nel 2006 (cioè 15 anni fa) nelle sue parti fondamentali (fascia costiera, zone agricole, beni identitari). In estrema sintesi, in base alla legge regionale “cassata” l’Amministrazione regionale Solinas avrebbe potuto rivedere a proprio piacimento la disciplina contenuta nel piano paesaggistico nella fascia costiera, nelle aree agricole e in relazione ai beni identitari, per esempio aumentando volumetrie ed eliminando norme di conservazione integrale, come più volte annunciato", continua l'associazione.

Nel corso dei mesi scorsi, "Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) aveva sollecitato l’impugnazione governativa di ambedue le leggi con specifiche istanze (11 luglio 2020 e 20 gennaio 2021) che ha contribuito ai successivi ricorsi da parte del Governo Draghi. Ha, inoltre, promosso la petizione per la salvaguardia delle coste sarde finalizzata al mantenimento dei vincoli di inedificabilità costieri nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale (P.P.R.), sottoscritta da più di 39 mila cittadini. Il P.P.R., a suo tempo (2006) approvato dall’Amministrazione regionale Soru, è stato il primo a esser approvato ed è tuttora uno dei pochi piani paesaggistici a livello nazionale in linea con i contenuti del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). Un vero e proprio punto di riferimento per la buona gestione del territorio".

"Lo scorso 21 giugno 2021 la Giunta Solinas ha proposto ricorso per conflitto di attribuzioni avverso lo Stato, contestando l’applicazione delle competenze statali in materia di tutela del paesaggio. In proposito, il GrIG ha inoltrato (26 luglio 2021) alla Corte costituzionale una specifica memoria, liberamente valutabile, come la recente normativa sui giudizi davanti alla Corte costituzionale consente, a sostegno della legittimità dell’esercizio delle competenze statali in materia di tutela del paesaggio e di pianificazione territoriale paesistica. Con decreto presidenziale del 9 settembre 2021, l’opinione scritta è stata ammessa in giudizio. La giurisprudenza costituzionale in materia è chiara e univoca: la competenza in materia di tutela del paesaggio e dell’ambiente è in capo allo Stato e l’attività di predisposizione dei piani paesaggistici, assegnata alle Regioni e alle Province autonome, deve necessariamente essere condotta mediante procedure di coinvolgimento incisivo e concreto (c.d. copianificazione) delle strutture del Ministero della Cultura. La Corte costituzionale, con sentenza n. 101 del 20 maggio 2021, aveva già dichiarato illegittima la norma regionale (art. 2, comma 1°, lettera a, della legge regionale Sardegna n. 3 del 21 febbraio 2020) che, a semplice domanda del concessionario, consentiva la permanenza di chioschi e stabilimenti sulle spiagge della Sardegna, una vera e propria privatizzazione strisciante dei litorali. Poi la sentenza n. 257 del 23 dicembre 2021 ha dichiarato illegittima anche la folle interpretazione autentica del P.P.R. Ora la sentenza n. 24 del 28 gennaio 2022 ha dichiarato illegittimo gran parte del nuoco piano casa. Attendiamo con serenità le prossime pronunce del Giudice delle Leggi. Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra Terra, millimetro per millimetro. Ne stiano certi", conclude l'associazione ambientalista sarda.