Sunday, 11 October 2026
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Pubblicato il 11 October 2026 alle 19:36
Monti. Ci sono libri che non si limitano a raccontare storie, ma diventano occasioni per riscoprire le proprie radici, interrogarsi sul passato e guardare con occhi diversi ai luoghi che ci appartengono. È quanto accaduto alla Casa del Miele di Monti, dove venerdì 9 ottobre la presentazione di "Racconti sparsi. La cura americana e altre storie" di Marco Agostino Amucano ha inaugurato con successo l’Ottobre Letterario, la rassegna promossa dall’associazione culturale Erèntzia guidata da Colomba Isoni.
Una serata intensa, partecipata, capace di trasformare la presentazione di un libro in un momento di riflessione collettiva sulla memoria, sulla storia e sull’identità della Sardegna. Un incontro che ha riscosso grande interesse, andando ben oltre la tradizionale presentazione letteraria. Al centro della serata non soltanto il volume, prima raccolta di racconti dell’autore, ma anche un confronto sulla Sardegna di ieri e di oggi, sulle sue trasformazioni e sul rapporto, spesso complesso, tra memoria individuale e storia collettiva. Archeologo, dottore di ricerca in archeologia medievale e insegnante, Amucano ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle motivazioni che lo hanno spinto a raccogliere e rielaborare racconti nati in momenti diversi della sua vita. Il volume, pubblicato da Paolo Sorba Editore, raccoglie tredici racconti profondamente legati alla Gallura, ai suoi luoghi e alla sua memoria. Un percorso di scrittura che, come ha spiegato l’autore, si è trasformato progressivamente in un’occasione per rileggere il proprio passato e interrogarsi sulle proprie radici. "Ho voluto raccontare la Sardegna", ha affermato l’autore, chiarendo come il suo intento non fosse semplicemente quello di raccogliere ricordi o aneddoti, ma di offrire una prospettiva personale attraverso cui osservare luoghi, persone e avvenimenti. Particolarmente suggestivo il racconto dei soggiorni dell’infanzia a Calangianus, dove viveva la nonna. Un ricordo familiare che diventa il punto di partenza per riflettere sul significato del viaggio, sul trascorrere del tempo e sulla capacità della memoria di attribuire nuovi significati alle esperienze vissute.
Nel dialogo con la professoressa Piera Anna Mutzu, che ha accompagnato l’autore nella presentazione, sono emersi numerosi spunti di approfondimento. Dalla scrittura come strumento di conoscenza di sé al ruolo dell’archeologia nella ricostruzione del passato, fino alla necessità di custodire e trasmettere il patrimonio storico e culturale dell’Isola. Amucano ha sottolineato come scrivere significhi anche prendere coscienza di sé, recuperare esperienze lontane e rielaborarle alla luce della maturità. La memoria, dunque, non come semplice conservazione dei ricordi, ma come processo vivo, capace di modificare il modo in cui guardiamo alla nostra storia. Uno degli aspetti più interessanti della serata è stato proprio il confronto tra storia, memoria e identità. Le riflessioni hanno toccato il rapporto dei sardi con il proprio passato, il valore della conoscenza storica e il ruolo della cultura nella costruzione di un senso di appartenenza.
Nel corso della serata è emerso anche un richiamo alla figura dello scrittore nuorese Salvatore Satta, autore de Il giorno del giudizio, e alla straordinaria vivacità culturale che ha caratterizzato Nuoro, città capace di esprimere personalità letterarie di grande rilievo, tra cui il Premio Nobel Grazia Deledda. Un riferimento che ha offerto lo spunto per riflettere sul ruolo degli intellettuali e sull’importanza di promuovere luoghi di confronto culturale autonomi e aperti alla comunità. Coinvolgente anche il passaggio dedicato alle Vecchie saline di Olbia, una storia legata alle condizioni imposte agli abitanti dell’antica Terranova dal potere feudale. Il racconto delle imposizioni, delle proteste e delle rivendicazioni della popolazione ha permesso di riportare l’attenzione su un capitolo della storia locale nel quale si intrecciano questioni sociali, economiche e antiche tensioni territoriali. Un episodio che Amucano ha collegato anche alla propria memoria familiare, offrendo un ulteriore esempio di come le vicende personali possano diventare occasione di riscoperta della storia collettiva.
Il pubblico ha contribuito ad arricchire l’incontro con domande e interventi, dando vita a un dibattito che ha spaziato dalla storia dell’Isola alle trasformazioni delle comunità locali. Una partecipazione che ha confermato quanto questi temi siano ancora capaci di suscitare interesse e coinvolgimento. La Casa del Miele si conferma così uno spazio in cui la letteratura può diventare occasione di dialogo, condivisione e crescita culturale e il successo della serata rappresenta anche un nuovo importante risultato per l’associazione montina che dal 2018 continua a promuovere occasioni di approfondimento culturale.
L’Ottobre Letterario prosegue venerdì 23 ottobre alle 18.30, sempre alla Casa del Miele in via Risorgimento. Francesco Casula presenterà “Carlo Felice e i tiranni sabaudi”, ormai alla terza edizione, in dialogo con il dottor Antonio Appeddu. L’ingresso è libero.
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