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Telti, Ada Maria Broi racconta il restauro del murales tra i colori della memoria

L'artista olbiese rivela retroscena e dettagli tecnici dell'opera riemersa dal passato a Casa Soro.

Telti, Ada Maria Broi racconta il restauro del murales tra i colori della memoria
Telti, Ada Maria Broi racconta il restauro del murales tra i colori della memoria
Laura Scarpellini

Pubblicato il 09 October 2026 alle 07:00

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Telti. Certi ricordi non sbiadiscono mai davvero, restano solo in attesa di qualcuno che sappia restituire loro la luce originaria. A Telti, piccolo gioiello incastonato tra i graniti e le macchie di mirto della Gallura, una parete di casa ha ripreso a raccontare la sua storia, riportando a galla frammenti di un passato romantico che profuma di tradizione e gesti antichi. Il pennello che ha compiuto questo piccolo miracolo è quello di Ada Maria Broi, artista originaria di Bergamo ma ormai da tempo naturalizzata olbiese,  poliedrica e Maestra d'Arte. Molto apprezzata  per il suo universo creativo fatto di sensibilità, gatti e farfalle, Broi è capace di trasformare ogni superficie, in una tela densa di emozioni. La sua creatività, da sempre mossa da un amore profondo per i dettagli e per le storie della nostra terra, si è posata nuovamente sulla parete di casa Soro a Telti. Ne è nata così una preziosa opera di restauro, che ha risvegliato ricordi sopiti da trent'anni. 

La storia di questo murales affonda le radici in un'epoca lontana, circa trent'anni fa. Erano gli anni Novanta quando l'allora medico di base del paese, il dottor Bruno Casula, figura fondamentale per la comunità teltese, fondatore e primo presidente della Pro Loco nonché visionario ideatore della celeberrima Sagra del Mirto, decise di arricchire il borgo con l'arte murale. In occasione di quella prima storica edizione della festa, il medico contattò la giovane Ada per realizzare tre opere. Due di esse sono andate perdute nel tempo, ma la terza ha trovato oggi una seconda vita grazie al forte desiderio di Giovanna Rosa Soro, proprietaria dell'immobile, che ha affidato all'artista olbiese il delicato compito di restituire splendore a quel ricordo. L'opera non cerca la fredda perfezione della prospettiva o il realismo delle ombre. Preferisce abbracciare un linguaggio fiabesco, dove i colori vivaci e dolci si inseriscono in un paesaggio irreale per rievocare simboli e scene della memoria, come le donne impegnate a lavare i panni al fiume. In quegli anni Telti cercava di ricostruire la propria identità sartoriale, quando ormai solo poche anziane vestivano ancora il costume tradizionale "alla tempiesa". L'intuizione artistica di Broi riuscì a cogliere da subito l'essenza più autentica e poetica di quella vita vissuta nella tradizione, fissandola sul muro con candore.

Foto Murales oggetto del restauro

Abbiamo incontrato Ada Maria Broi al termine del suo delicato lavoro, tra un pò di stanchezza e entusiasmo per il risultato ottenuto. Ci ha raccontato di questo viaggio nell'anima e nei colori del passato. 

Ada, il suo legame con questo murales parte da lontano, in un'epoca ricca di fermento per la comunità di Telti. Come è nata questa storia?

"La storia di questo dipinto nasce circa trent'anni fa grazie all'intuizione del dottor Bruno Casula, allora medico di base del paese, fondatore della Pro Loco e ideatore della celebre Sagra del Mirto. In occasione della prima edizione mi contattò per realizzare tre murales. Due purtroppo non esistono più. Quello che oggi è riemerso, grazie al desiderio di Giovanna Rosa Soro, racconta con simboli sardi un passato che vive nella memoria, come le donne che lavavano al fiume. Mancano volutamente ombre e prospettive tradizionali. Ho voluto valorizzare i colori, inseriti in un paesaggio fantastico e quasi irreale. Il dottor Casula ricordava proprio come io avessi colto da subito l'essenza del costume teltese, in anni in cui il paese cercava di ricostruire la propria identità e solo poche anziane vestivano ancora alla tempiesa".

Trasformare un ricordo sfocato in un'opera vivida richiede talento ma anche un'attenta cura tecnica. Come si è svolto il lavoro di recupero?

"Per la realizzazione ho scelto colori acrilici lavabili e molto resistenti, adatti agli ambienti esterni dove il sole tende inevitabilmente a sbiadire le tinte con il passare delle stagioni. Il lavoro ha richiesto otto mattinate intense. La prima fase è stata fondamentale: ho applicato un aggrappante specifico per fissare la base preesistente e garantire un'adesione perfetta del nuovo colore. Solo dopo ho potuto lasciar fluire le sfumature, restituendo alla parete quella dolcezza cromatica che appartiene al patrimonio di Telti".

Foto Un vecchio murale a Telti, andato ormai perduto

Il percorso di Ada Maria Broi dimostra quanto la pittura possa farsi custode gentile dei ricordi collettivi. Il murale di Telti torna così a parlare ai passanti, ricordando che la bellezza autentica non teme lo scorrere degli anni.Il restauro ha richiesto otto mattinate di lavoro paziente, tra la stesura dell'aggrappante fondamentale per fissare la base e l'applicazione dei toni acrilici lavabili, capaci di resistere alle carezze del sole e delle stagioni. Attraverso le parole di profonda gratitudine condivise sui social da Giovanna Rosa Soro per questo lavoro di recupero, Telti e la vicina Olbia riscoprono l'importanza di custodi dell'arte capaci di preservare la memoria storica. Ada Maria Broi ha così richiuso un cerchio lungo tre decenni, dimostrando ancora una volta come la pittura possa farsi custodia dell'anima di un intero territorio.

Foto di copertina prodotta con AI