Sunday, 11 October 2026

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Olbia, cane ucciso a fucilate nel cortile di casa e proprietario minacciato

Tragedia e terrore a Su Trambuccone

Olbia, cane ucciso a fucilate nel cortile di casa e proprietario minacciato
Olbia, cane ucciso a fucilate nel cortile di casa e proprietario minacciato
Olbia.it

Pubblicato il 11 October 2026 alle 10:00

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Olbia. Un grave episodio di violenza si è consumato nella mattinata dell'8 ottobre in località Su Trambuccone, nell'agro di Olbia, dove un cane di tre anni di nome Zeus è stato ucciso a colpi di fucile a pochissima distanza dall'ingresso di casa. La vicenda, che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia ancora più grande quando il padrone dell'animale è stato minacciato con l'arma da fuoco dallo stesso sparatutto, ha contorni che ora sono al vaglio delle forze dell'ordine.

La ricostruzione dei fatti parte dalla prima mattinata, quando all'interno del terreno privato e recintato della proprietà era stato notato un primo individuo armato, prontamente invitato dai residenti ad allontanarsi. Poco dopo, intorno alle 9:30, il proprietario si è assentato per una quindicina di minuti insieme alla compagna e al cane Zeus. Al rientro, verso le 9:45, l'animale è sceso dall'auto anticipando l'ingresso in casa del padrone. In quel breve lasso di tempo si sarebbe verificata una seconda intrusione da parte di un altro soggetto estraneo. Accortosi della presenza dell'intruso, Zeus ha iniziato ad abbaiare per difendere il territorio, ma l'uomo avrebbe reagito prima lanciandogli contro delle pietre e poi imbracciando il fucile per esplodere due colpi a bruciapelo che non hanno lasciato scampo all'animale. Subito dopo l'aggressore avrebbe tentato di trascinare la carcassa verso un canalone adiacente con l'intento di occultarne il corpo. Sentiti gli spari, il proprietario è corso all'esterno per verificare cosa stesse accadendo, inciampando e cadendo a terra nella foga. A quel punto l'uomo armato gli si sarebbe scagliato contro, puntandogli il fucile carico al volto e minacciandolo in sardo con l'espressione «Ti occo!» («Ti ammazzo»), prima di darsi alla fuga spaventato dalle urla disperate della vittima.

I Carabinieri, allertati immediatamente, sono intervenuti sul posto rintracciando il presunto responsabile e conducendolo in caserma per i rilievi del caso. Il proprietario dell'animale, sotto shock e rimasto ferito nella caduta, si è dovuto recare al Pronto Soccorso, mentre la salma di Zeus è stata sequestrata su disposizione dell'autorità giudiziaria ed affidata ai servizi veterinari dell'ASL per l'esame autoptico. Le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti spazieranno dall'uccisione di animali (art. 544-bis c.p.) al tentato occultamento di cadavere, fino alla violazione di domicilio e alle minacce aggravate dall'uso di armi da fuoco.

Sulla vicenda è intervenuta con toni di ferma condanna la sezione locale della LIDA (Lega Italiana dei Diritti dell'Animale), a cui la famiglia si è rivolta per ottenere tutela legale. Nella nota stampa diffusa dall'associazione, l'episodio viene descritto come un'«esecuzione mirata, spietata, a sangue freddo contro un animale indifeso». Gli animalist rifiutano categoricamente la possibilità che l'accaduto venga ridimensionato, sottolineando che «non si tratta di una "lite tra vicini" o di un "incidente venatorio"». La LIDA ha già annunciato che si costituirà parte civile nell'eventualità di un procedimento giudiziario: «Come associazione saremo al fianco della famiglia fino all'ultimo grado di giudizio, costituendoci parte civile e pretendendo il massimo rigore della pena». L'associazione ha infine inoltrato una richiesta formale alle autorità competenti affinché si proceda con «la revoca immediata e definitiva del porto d'armi e la confisca di tutte le armi in possesso di questo individuo», riaprendo al contempo il dibattito sulla regolamentazione dell'attività venatoria nei pressi delle abitazioni e dei fondi privati.