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Olbia, Sahid Hanine ci racconta il ruolo del mediatore culturale: una storia che arriva da lontano

Il racconto di vita e professione di un uomo che ha vissuto prima di tutto sulla sua pelle cosa significa cambiare “casa”

Olbia, Sahid Hanine ci racconta il ruolo del mediatore culturale: una storia che arriva da lontano
Olbia, Sahid Hanine ci racconta il ruolo del mediatore culturale: una storia che arriva da lontano
Barbara Curreli

Pubblicato il 05 April 2026 alle 08:00

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Olbia. Ci sono storie che meritano di essere raccontate in circostanze speciali e la storia di Sahid Hanine è una di queste: mediatore culturale presso l'Informacittà di Olbia lo incontriamo per farci conoscere il suo lavoro, trovandoci poi ad ascoltare un percorso di vita che in quel sorriso e in quella gentilezza mostra un vissuto incredibile.

Sahid Hanine presenta il suo lavoro con grande precisione aprendo una parentesi importante su un ruolo di grande rilevanza. "Svolgo il ruolo di mediatore linguistico-culturale con grande passione, poiché lo considero fondamentale per facilitare la comunicazione e la comprensione reciproca tra persone di culture diverse. Il mediatore non è un semplice traduttore: è un vero e proprio ponte tra culture. La nostra missione si articola in tre punti chiave:

1. Facilitare la comunicazione:
Aiutiamo le persone a superare le barriere linguistiche e culturali, permettendo loro di esprimere chiaramente esigenze e aspettative.

2. Promuovere la comprensione culturale:
Lavoriamo per educare sulle differenze e somiglianze culturali, favorendo il rispetto e l’inclusione.

3. Supportare l’integrazione:
Partecipiamo attivamente ai processi di integrazione sociale, aiutando i cittadini stranieri e le comunità locali a interagire in armonia".

"Il nostro lavoro non è privo di sfide -sottolinea Hanine -abbiamo a che fare con situazioni emotive complesse che richiedono empatia, sensibilità ed elevate abilità nella gestione dei conflitti. Ho acquisito esperienza in contesti delicati come tribunali, servizi sociali e carceri, lavorando con minori stranieri non accompagnati e minori allontanati dalle loro famiglie. In questi contesti ho avuto un impatto tangibile del mio lavoro".

Nel raccontare nel dettaglio il suo ruolo aggiunge: "ci occupiamo dell'orientamento ai servizi,forniamo informazioni su diritti, doveri e servizi locali. Operiamo secondo un codice rigido deontologico che garantisce imparzialità e segreto professionale. Ci occupiamo della gestione dei conflitti, utilizzando tecniche di negoziazione per risolvere malintesi radicati a seguito delle differenze culturali".

Qual è la situazione a Olbia? Hanine conferma la carenza di servizi di mediazione specialmente nell'ambito sanitario, scolastico e presso gli enti pubblici quali Questure, Prefetture, Caserme, e questo rappresenta un problema critico. "Tale servizio è essenziale per garantire un accesso equo ai diritti fondamentali. Essere un mediatore significa costruire ponti ogni giorno, come dico sempre quando un mediatore interviene correttamente in un ospedale in un tribunale non aiuta solo l'individuo ma aiuta lo stato a funzionare meglio, evita. Intesi che costano tempo danaro e a volte sofferenza umana".

Si dice che nel nostro nome sia scritto il nostro destino e in questo caso mai fu più vero il detto: Sahid significa felice e Hanine significa affettuoso. A raccontarci una storia che appassiona ed emoziona più di un libro troviamo un uomo empatico, rispettoso, calmo, darebbe l'impressione di avere i tratti di un antico filosofo greco. 

Dopo un attento e puntuale resoconto sul suo ruolo ecco che ci racconta il Sahid "straniero" che arriva in Italia a 19 anni. Un giovane carico di speranze che arriva nel nostro Paese alla ricerca di un futuro migliore pensando al passato, al presente e al futuro: "nel nostro paese è cultura lavorare per noi, la nostra famiglia intesa come proseguo della nostra crescita, ma anche intendendo il nostro passato, i nostri genitori, Hanine conferma infatti che nel loro Paese non esiste il sistema pensionistico e dunque spetta ai figli occuparsi dei genitori in età avanzata". 

L'arrivo in Italia non è avvenuto su un comodo volo o regolarmente imbarcato, ma al suo arrivo ha subito trovato persone disposte ad aiutarlo, dargli fiducia, un tetto e un lavoro. Dal lavoro nei campi al lavoro nel settore della ristorazione, passando da sud a nord e giungendo poi in Sardegna, la buona volontà non è mai mancata e nel tempo ha imparato lingua e mestieri fino a giungere ad una sua grande passione: la cucina.

Negli anni ha conquistato diversi cuori perché quando nel tuo lavoro metti passione, entusiasmo e desiderio di fare bene e sempre meglio la riconoscenza è garantita. Da 10 anni Sahid Hanine fa parte della squadra dell'Informacittà, ha studiato, si è preparato e tra aiutare i suoi connazionali, altri giovani e altre famiglie provenienti da diverse culture si occupa di insegnare l'arte della cucina: è maestro pizzaiolo e con orgoglio ed emozione racconta dei momenti in cui insegna e consegna gli attestati. 

La sua storia arriva dettagliata e la racconta con calma, rendendoci partecipi di un percorso in cui non ha mai dato niente per scontato, si è impegnato e ora conferma di amare questa terra come se fosse la sua perché lo ha accolto. E con queste parole conferma che l'integrazione è possibile, nel cuore si può avere il posto per due case, quando ti viene data fiducia, giunge aiuto e una mano tesa ecco che la realtà e il futuro possono essere differenti e la sua storia applicata nel suo lavoro ne sono la riprova.