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Olbia, Monumento ai caduti: rimosso il nome di una vittima della Grande Guerra

Il nuovo monumento ai caduti di Olbia non contempla un nome storico

Olbia, Monumento ai caduti: rimosso il nome di una vittima della Grande Guerra
Olbia, Monumento ai caduti: rimosso il nome di una vittima della Grande Guerra
Patrizia Anziani

Pubblicato il 30 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Finalmente ieri, 29 maggio 2020, il nuovo lungomare di Olbia, intitolato a Francesco Cossiga, è stato inaugurato e restituito in tutto il suo nuovo splendore alla città e a tutta la sua comunità. Un restyling importante nel corso del quale è stato ripensato e rinnovato anche il Monumento ai Caduti, ideato e realizzato da Virgilio Derosas e dall’allora consigliere comunale Fortunato Casula in ricordo delle vittime delle due guerre mondiali. L'opera, inaugurata nell’aprile del 1984 dal sindaco Renato Careddu, a causa dell'usura del tempo aveva cominciato a presentare alcune criticità per le quali diversi cittadini ne chiedevano insistentemente il suo il restauro. Era sotto gli occhi di tutti, infatti, che alcuni nominativi delle vittime delle due guerre fossero diventati illeggibili per via della caduta di alcune delle lettere in metallo che sarebbero dovute invece rimanere innestate nel granito.  La recente ristrutturazione - il nuovo monumento è stato inaugurato lo scorso dicembre dal sindaco Settimo Nizzi - ha comportato la rimozione e la sostituzione delle grosse stele in granito, sulle quali erano iscritti i nomi dei caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, e con esse è stato asportato anche il cippo con la dedica “Olbia ai suoi caduti”. Una rivisitazione del monumento che ora vede stagliarsi sobriamente nel cielo due eleganti lastre di marmo nero con sopra incisi in caratteri d'oro i nomi delle vittime delle due guerre. Per quanto l'affetto della città per il vecchio monumento fosse veramente tanto, la sua ristrutturazione ha almeno consentito di aggiornare l'elenco dei nominativi, restituendo alla città il ricordo di altri 10 caduti della Prima Guerra Mondiale e ben 24 caduti della Seconda. Un lavoro, quello della ricerca dei militari morti durante i due conflitti mondiali, che da diverso tempo viene portato avanti in maniera encomiabile anche dall'olbiese Alessandro Degortes, Maresciallo Aiutante in pensione dell'Aeronautica Militare e residente in Comune di Cerveteri, in provincia di Roma. Il Maresciallo Degortes appassionato di storia e vicende militari al momento è impegnato, attraverso la consulltazione delle banche dati, nonché l'Albo d'Oro del Ministero della Difesa, nel reperimento di tutte le notizie possibili sui nostri caduti in guerra con il nobile intento di far sì che questi vengano ricordati e onorati. Una ricerca preziosa grazie alla quale da oggi cominceremo un viaggio, in più puntate, alla scoperta delle piccole storie dei nostri caduti nelle due guerre, non solo di quelli che sono stati restituiti alla memoria degli olbiesi, ma anche di quelli che rischiano oggi di essere per sempre dimenticati:  primo fra tutti il soldato Antonio Farina.  Perché è proprio leggendo il nuovo elenco inserito nella nuova stele dedicata alle vittime della Guerra del '15-'18, che ci siamo resi conto che, a sorpresa, manca proprio lui.  Il  primo elenco, dei nomi dei caduti di Olbia durante la Prima Guerra Mondiale, era apparso sulla grande lapide scoperta con cerimonia solenne il 4 novembre del 1926.  L’articolo, con la foto datata nell'anno 1927, venne pubblicato sulle nostre pagine di OLBIAchefu lo scorso 20 febbraio 2020, corredato con i nomi iscritti nella lapide:  Cap.no Cossu Mario; S. Ten. De Filippi Leonardo; S. Ten. Sircana Giovanni; Serg. Beneventi Aurelio. Soldati: Anedda Simplicio; Azara Paolino; Azara Paolo; Azara Giovanni; Azara Pasqualino; Azara Giuseppe; Balistreri Francesco; Barrocu Vittorio; Campesi Alessio; Cano Giovanni; Carboni Salvatore; Careddu Antonio; Casula Pietro; Cherchi Paolino; Conteddu Salvatore; Cossu Tomaso; Crabuzza Costantino; Degortes Giovanni; Degortes Giuseppe; Degortes Vittorio; Deiana Mario; Deiana Domenico; Deiana Matteo di Gavino; Deiana Matteo di Gio. Carlo; Deiana Michele; Deiana Pietro; Deiana Simplicio; Derosas Gio. Battista; Derosas Giovanni; Derosas Apollonio; Desini Antonio; Desini Giovanni Maria; Enecle Renato; Farina Antonio; Fresi Antonio; Fresi Giuseppe fu Tomaso; Fresi Giuseppe; Fresi Pasquale; Giagheddu Nicolino; Giua Giovanni; Giua Nicolò; Giuntoli Oreste; Illustro Paolo; Isoni Giuseppe; Lambroni Francesco; Luciano Giovanni Battista; Maludrottu Sebastiano; Mameli Angelo Maria; Meloni Antonio; Moro Michele; Nemano Salvatore; Petta Francesco; Petta Giovanni; Petta Salvatore; Pitturru Raimondo; Porqueddu Domenico; Putzu Antonio Giuseppe; Satta Giovanni Maria; Scintu Giovanni Maria; Serra Braccu Agostino; Serra Eugenio; Serra Giovanni; Serreri Giovanni; Spano Alessandro; Spano Giuseppe; Spano Pietro; Spano Simplicio; Tamponi Giovanni; Tamponi Giuseppe; Terzitta Stefano; Usai Francesco; Varruccio (sic) Antonio; Vincentelli Raimondo. Tutti i 78 nomi vennero fedelmente trascritti nel monumento inaugurato nel 1984. A questi si aggiungero i nomi di Dettori Giuliano, Tamponi Paolo e Giagheddu Giovanni per un totale di 81 nomi iscritti nella grande lastra dedicata alla Prima Guerra Mondiale di Via Redipuglia.  Oggi, con la realizzazione del Monumento ai caduti nel nuovo lungomare di Olbia, sono riapparsi dei nomi di cui noi non avremmo mai avuto notizia, ma non quello del soldato nato a Terranova il 13 febbraio del 1893,  presente sia nella grande lapide che campeggiava nella Terranova del 1926 che nel "vecchio monumento" sul lungomare di Olbia. Avremmo voluto che accanto a Canu Gavino, Casula Pietro, Cervo Giovanni, Golgino Stefano, Fresu Antonio, Georme Giorgio, Giazzi Silvio, Liceri Teodoro, Occhioni Fernando e Sassu Sebastiano, i nuovi nomi che oggi appaiono nel nuovo ed elegante monumento,  ci fosse stato anche quello di Antonio Farina, rimosso sicuramente per un "errore umano" che - ahinoi -non sarebbe dovuto capitare.    Il soldato Antonio, figlio di Paolo Farina, come riporta la documentazione che abbiamo potuto visionare grazie ad Alessandro Degortes, è iscritto nell'Albo d'Oro del Ministero della Difesa. Appartenente al 134° Reggimento Fanteria è stato dato per disperso durante un combattimento nel Carso con data di morte del 25 luglio 1915. Una morte infausta la sua, a soli 22 anni. Una tragedia nella tragedia che ha impedito per sempre ai suoi familiari di piangerlo e pregare per lui sulla sua tomba e che oggi, per un nuovo infausto destino, rischia di scomparire disperso per sempre anche dalla memoria della sua città natale.            .