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Olbia, la pista di atletica riapre (temporaneamente)

La struttura verrà usata per una ricerca scientifica

Olbia, la pista di atletica riapre (temporaneamente)
Olbia, la pista di atletica riapre (temporaneamente)
Angela Galiberti

Pubblicato il 11 September 2026 alle 07:00

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Olbia. Qualcosa si muove per la pista di atletica dello stadio Caocci di Olbia, anche se è un piccolo movimento temporaneo e limitato nel tempo: lo ha stabilito una delibera di giunta. La pista di atletica potrà essere usata, in via eccezionale e per poche ore, per una ricerca scientifica nell'ambito di una tesi magistrale in Neuroscienze dello Sport e della Performance. Non si tratta, dunque, di una riapertura dell'impianto alle normali attività sportive. 

Purtroppo, manca ancora del tempo prima della riapertura: è la stessa delibera a spiegarne i motivi. I lavori di riqualificazione non sono ancora stati conclusi: nel dettaglio, è il procedimento tecnico-amministrativo che deve essere ancora completato. Manca, sostanzialmente, il completamento del collaudo dell'intera struttura.

L'utilizzo della struttura pubblica non può essere, dunque, che temporaneo. Il progetto che coinvolge il Caocci è interessante e ha una valenza di interesse pubblico. Tutto è iniziato a maggio, quando è stata presentata una richiesta formale per poter utilizzare una parte dello stadio per alcune sessioni di valutazione funzionali di una tesi magistrale in Neuroscienze dello Sport e della Performance. Una richiesta particolare anche per la natura dell'attività prevista, che non consiste in normali allenamenti di atletica.

La ricerca è finalizzata alla raccolta di dati fisiologici e comportamentali legati ai processi di autoregolazione dei giovani atleti durante l'esperienza motoria. Il protocollo presentato al Comune prevede una prima fase nella quale i partecipanti dovranno camminare o correre a ritmo naturale. Seguirà un compito ritmico-decisionale svolto all'interno di un triangolo di circa dodici metri e, infine, una fase di recupero.

Per raccogliere le informazioni necessarie alla ricerca saranno utilizzati un sensore cardio, un'applicazione per la registrazione dei dati e delle registrazioni video. Non è invece previsto l'impiego di attrezzature fisse o di carichi.

Secondo la documentazione allegata alla richiesta, saranno coinvolti circa venti atleti, organizzati in piccoli gruppi. L'intera attività dovrebbe richiedere complessivamente tra le cinque e le sei ore, distribuite nell'arco di due o tre giornate.

Proprio le dimensioni ridotte dell'area necessaria, il numero limitato dei partecipanti e la breve durata delle sessioni hanno portato la Giunta a considerare compatibile la richiesta con la situazione attuale dell'impianto, naturalmente a condizione che vengano rispettate tutte le prescrizioni tecniche e di sicurezza, le quali sono abbastanza stringenti.

Come prima cosa, il settore SUape e Manutenzioni potrà spostare o sospnedere l'uso in base a valutazioni tecniche come, per esempio, la non compatibilità delle operazioni con il collaudo. Chi parteciperà alla ricerca non potrà, chiaramente, entrare nelle aree di cantiere, nelle zone interdette o in qualsiasi parte dell'impianto diversa da quella espressamente individuata per le attività scientifiche. Non sarà consentito neppure l'accesso del pubblico.

Insomma, non è ancora tempo di apertura definitiva, ma qualcosa si muove.