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Olbia, Centro servizi lavoro. Scatta il sit-in dei precari sotto le finestre della Provincia

Olbia, Centro servizi lavoro. Scatta il sit-in dei precari sotto le finestre della Provincia
Olbia, Centro servizi lavoro. Scatta il sit-in dei precari sotto le finestre della Provincia
Angela Galiberti

Pubblicato il 05 febbraio 2013 alle 16:31

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Alcuni dei precari Alcuni dei precari A poco più di un anno di distanza dal primo sit-in di protesta, i ventidue dipendenti precari del Csl di Olbia sono tornati ai piedi del palazzo della Provincia di Olbia-Tempio e il casus belli è sempre il medesimo: la stabilizzazione. Il presidio permanente, organizzato da Cisl-Usb-Rdb, è scattato martedì mattina in via Nanni. Scopo della manifestazione portare all'attenzione della dirigenza provinciale e dell'assessore competente Quirico Sanna l'estremo disagio vissuto dai lavoratori. Un disagio, il loro, che non riguarda solo la loro situazione personale ma che cade a cascata sull'intero sistema del Centro Servizi Lavoro. La vicenda dei ventidue cocopro (divenuti solo nell'ultimo anno contratti a tempo determinato) inizia nel 2005, quando – dopo una selezione – vengono affiancati ai vecchi dipendenti dell'ufficio di collocamento. Il compito dei cocopro era quello di aiutare i dipendenti subordinati e avviare ex novo l'ufficio per farlo diventare come lo conosciamo oggi nella sua struttura amministrativa. Il ruolo dei ventidue ragazzi però non si è limitato alla “costruzione” del Csl. Per le mansioni che hanno sempre svolto, infatti, si sono ritrovati a diventare una sorta di colonna portante dell'ufficio che grazie alle loro competenze è riuscito a offrire servizi di orientamento (anche per l'autoimpiego), di incontro domanda/offerta, di consulenza per la partecipazione ai corsi di formazione. Servizi essenziali in un Centro servizi lavoro moderno, attento all'utenza, che adesso non possono essere garantiti dall'organico in pianta stabile (già di per sé deficitario in quantità: nella sola Olbia sono in undici). Nell'ultimo anno il rimpallo delle competenze sul Csl è stato imbarazzante. L'assessorato al lavoro della Regione le ha provate tutte per arrivare a una stabilizzazione mettendo a disposizione le risorse, emanando determine e facendo approvare leggi ad hoc (in attesa della fantomatica riorganizzazione del settore) per superare ogni ostacolo (come la Corte Costituzionale che nel 2011 ha cassato l'art. 6 comma 8 della l.r. Numero 16). La Provincia, dal canto suo, non ha rinnovato nessun contratto sia a causa della decisione della Corte Costituzionale (superata, però, da altri interventi legislativi più recenti) sia a causa del mancato accreditamento dei fondi (che, però, per essere accreditati necessitano di un'apposita dichiarazione di spesa da parte dell'ente provinciale). Alla base del rimpallo vi è chiaramente la ridefinizione dell'assetto degli enti locali e la riattribuzione delle competenze. Patata bollente che diverrà ancora più bollente a fine Febbraio, quando le vecchie Province moriranno per lasciar posto a un non-si-sa-bene-cosa. Per saltare a piè pari questa difficoltà vi sarebbe una soluzione: passare tutto all'Agenzia regionale per il Lavoro. In questo modo, dicono i lavoratori olbiesi rappresentanti – tra l'altro – da Antonio Satta (Usb) e Domenica Candito (Rdb), verrebbero garantiti i servizi alla cittadinanza. I quali, in un momento economicamente difficile come questo, sono indispensabili.

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