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Golfo Aranci: con Raffaella Meloni il volley torna a ruggire

Con Raffaella Meloni la pallavolo femminile ritrova la grinta

Golfo Aranci: con Raffaella Meloni il volley torna a ruggire
Golfo Aranci: con Raffaella Meloni il volley torna a ruggire
Laura Scarpellini

Pubblicato il 14 January 2026 alle 16:10

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Golfo Aranci. C’è un filo sottile, fatto di passione e rincorse sotto rete, che lega la storia sportiva di Golfo Aranci al suo presente. Dopo un periodo di silenzio, il volley femminile è tornato a far sentire il suo battito, e lo ha fatto con la forza di una tradizione che non si è mai spenta, ma che attendeva solo l’energia giusta per riesplodere.

Il nome che fa da catalizzatore a questa rinascita è quello di Raffaella Meloni. Figlia d’arte dello storico allenatore Andrea Meloni, Raffaella non porta solo un cognome che ha scritto le pagine più belle della disciplina a livello locale, ma aggiunge la sua tempra di giocatrice agguerrita, capace di trasmettere in campo e fuori quella "fame" di vittoria necessaria per ricostruire un movimento.

Ma la rinascita del volley golfoarancino non è un’impresa solitaria. Alle spalle del progetto batte il cuore di un organigramma solido e motivato, che vede figure d'esperienza e volti nuovi uniti dall'obiettivo di riportare la pallavolo ai fasti di un tempo.

Al vertice della società siede il Presidente Marco del Giudice, affiancato dalla Vice Presidente Martina Musella. Il motore operativo è affidato proprio a Raffaella Meloni, che ricopre il ruolo chiave di dirigente e segretaria, garantendo continuità e visione. La direzione sportiva è nelle mani di Luigi Manzetto, mentre il quadro dirigenziale è completato da Luigi Romano e Gloria Baragone.

Il ritorno del volley a Golfo Aranci non è solo un fatto numerico o di campionati, ma un segnale sociale forte. La struttura societaria oggi appare coesa, pronta a trasformare l'entusiasmo del pubblico in un progetto duraturo che parta dalle basi e punti dritto alla rete. Con una "Meloni" di nuovo in prima linea, il messaggio alle avversarie è chiaro: a Golfo Aranci, la palla ha ricominciato a volare alta.

Raffaella, il volley a Golfo Aranci ha radici profonde che portano dritto alla sua famiglia. Ci racconti il ruolo di tuo padre Andrea e com'è nata questa passione nel vostro Comune?

"La pallavolo a Golfo Aranci è sempre esistita. Mio padre, Andrea, che oggi ha 64 anni, è stato prima giocatore e poi lo storico allenatore delle ragazze ai suoi tempi. È da lui che è partito tutto: ha seminato la passione in generazioni di atlete, trasmettendo l'amore per questo sport a me e a tutta la comunità".

In passato la società ha vissuto momenti complessi. Quali sono state le sfide principali nel mantenere viva la pallavolo in una piccola realtà?

"Negli anni successivi la società ha vissuto fasi alterne. Penso che il problema principale di un piccolo paese come il nostro fosse la difficoltà nel trovare iscritti e persone che si appassionassero costantemente. Non era semplice trovare una strada tracciata per il volley fino a quando non abbiamo avuto strutture adeguate".

C’è stato un periodo, tra il 2011 e il 2018, in cui i risultati sono stati straordinari. Che ricordi hai di quella scalata?

"Le cose sono cambiate con il nuovo Palazzetto: lo sport ha iniziato a prendere piede e nel 2011 è nata la società. Abbiamo vissuto anni d'oro: tra il 2013 e il 2018 abbiamo giocato i campionati Under 18 e la Terza Divisione. Nel 2018 abbiamo vinto entrambi i campionati, conquistando la Seconda Divisione e ottenendo poi sul campo il diritto a disputare la Prima Divisione. È stato un momento magico".

Nonostante i successi, tra il 2018 e il 2019 la squadra si è sciolta. Cosa è successo?

"Purtroppo la squadra si è sciolta perché quasi tutte noi ragazze siamo dovute partire per studiare fuori o per frequentare l'università. Quel gruppo si è inevitabilmente perso, anche se la società, formalmente, è rimasta in vita in attesa di tempi migliori".

L’anno scorso è scattata la scintilla per ripartire. Com’è nata l’idea di rimettervi in gioco?

"L'anno scorso, quando io e altre ragazze ci siamo ritrovate a casa, ci siamo guardate e ci siamo dette: "Perché non rifacciamo la squadra?". Ci mancava troppo il campo ed era un peccato non sfruttare un Palazzetto così bello. Ci siamo messe al lavoro: abbiamo cercato il Presidente, gli sponsor e, soprattutto, abbiamo cercato le atlete, perché senza iscritte non avremmo potuto partecipare a nessun campionato".

Com'è andata la fase di "scouting" e che risposta avete avuto dal territorio?

"Abbiamo vissuto un anno "sabbatico" dedicato proprio alla ricostruzione. Abbiamo fatto pubblicità nelle scuole e raccolto adesioni ovunque. È nato un gruppo incredibilmente eterogeneo: ragazze che non avevano mai giocato, dai 13 ai 18 anni, fino a donne di 36 anni che volevano mettersi in gioco per la prima volta. È la dimostrazione che la voglia di sport a Golfo Aranci era solo assopita".

Avete scelto Federico Marchetti come guida tecnica. Com'è il lavoro con lui?

"Abbiamo trovato un bravissimo allenatore in Federico Marchetti. Con lui stiamo facendo un lavoro importante di crescita tecnica. Dopo un anno e mezzo di allenamenti intensi, il gruppo è diventato compatto e pronto per la competizione".

Oggi siete impegnate su due fronti: Under 18 e Terza Divisione. Con quale spirito affrontate il futuro?

"Da quest'anno siamo finalmente iscritte a entrambi i campionati. Ora siamo nel pieno della stagione, stiamo affrontando le partite con grinta e speriamo che i risultati vadano sempre meglio. Vogliamo che il volley a Golfo Aranci torni a essere una realtà solida e duratura".

Oltre alla dirigenza e alle atlete più giovani, c’è stata una partecipazione attiva anche da parte di figure come Alessandra Feola. Che ruolo ha avuto il suo supporto e quanto è importante avere in squadra persone che, oltre a giocare, mettono a disposizione consigli pratici per l'organizzazione?

"Un supporto significativo alla ripartenza del volley femminile a Golfo Aranci è arrivato anche da Alessandra Feola, che ha scelto di sostenere il progetto non solo a parole, ma scendendo personalmente in campo, accantonando per una volta il suo ruolo istituzionale. Oltre a cimentarsi con entusiasmo negli allenamenti insieme al resto del gruppo, Alessandra ha offerto un aiuto prezioso alla dirigenza sul piano operativo, con qualche consiglio pratico per agevolare la fase organizzativa. Di fatto il suo è stato un contributo spontaneo ma prezioso, che unisce la pratica sportiva a una collaborazione concreta dietro le quinte, che si è rivelato essere fondamentale per rimettere in moto la macchina societaria".