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Gallura, ripresa turismo in bilico: "serve pianificazione entro un mese"

Federalberghi traccia la linea

Gallura, ripresa turismo in bilico:
Gallura, ripresa turismo in bilico:
Camilla Pisani

Pubblicato il 04 febbraio 2021 alle 06:00

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Olbia. Ad un passo dalla data che, tradizionalmente, segna l’inizio ufficiale dell’afflusso turistico in Sardegna - cioè la Pasqua -, la riflessione sulle modalità di pianificazione del turismo in questo secondo anno di pandemia è più che mai accesa. Quali sono i passi da compiere, per non rischiare di mandare all’aria la stagione turistica in Gallura? E quali sono gli attori in gioco, e soprattutto in che modo devono interagire per ottenere dei risultati?

Posto che, malgrado la campagna vaccinale sia iniziata e stia dando i primi, timidi risultati, lo scenario sembra rimanere piuttosto incerto: “per la stagione 2021 non abbiamo buone notizie – spiega Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna – per un semplice motivo; ancora non si sa come organizzare gli spostamenti. Sebbene ci siano buoni dati per quanto riguarda il clou della stagione, cioè luglio e agosto, le cancellazioni relative ai prossimi mesi sono tantissime. I nostri turisti abituali esteri non si azzardano ancora a prenotare le vacanze, anche perché molti Stati sono ancora in lockdown, quindi non c’è quella libertà né quella leggerezza che consente di organizzarsi. Oltretutto non sono state chiarite, ad oggi, le regole d’ingresso nell’isola; questa sarebbe una competenza in primis nazionale e poi anche regionale”.

Il protocollo da seguire all’ingresso in Sardegna parrebbe costituire uno dei punti cardine per la pianificazione turistica della stagione: “c’è bisogno di fare chiarezza, di disciplinare gli spostamenti tra regioni, indipendentemente dal fatto che in alcuni casi ci si può spostare in auto o in treno e in altri, come è il caso della Sardegna, è necessario avvalersi di nave o aereo. In mancanza di una norma univoca, si rischia di penalizzare proprio quest’ultimo caso, danneggiando ulteriormente la stagione. Molti faranno comunque il test alla partenza, essendo stato liberalizzato l’accesso a questi test, ma non avendo contezza delle norme, ci troveremo ad avere sotto data il caos”, commenta il presidente di Federalberghi Sardegna.

In aggiunta alle criticità legate alla pandemia, rimangono i problemi già esistenti: “oltre alla mancanza di una continuità marittima stabilita, oltre a non sapere in che termini verrà rinnovata la continuità territoriale, ci troviamo con delle compagnie aeree che non si azzardano a proporre dei plan table sul territorio. Il turista quindi, anche volendo prenotare adesso, si troverebbe davanti ad un primo ostacolo importante, cioé quello di non trovare i trasporti, che sono parte essenziale dell’offerta turistica di un’isola”, continua Manca.

Altro tassello fondamentale ma trascurato è la comunicazione istituzionale: “altre regioni d’Italia stanno investendo su campagne di comunicazione, mantenendo aperte e attente le quote di mercato, a differenza della Sardegna che non sta attuando alcuna azione promozionale. È vero, un’azione del genere non produrrebbe immediatamente risultati, ma sarebbe utile a fidelizzare il rapporto con i clienti, ma soprattutto attuerebbe quel meccanismo di desiderio che, nel momento in cui si avrà maggiore stabilità economica, sanitaria e sociale, porterà il turista a scegliere la Sardegna come sua meta”, dice il presidente Federalberghi Sardegna.

Non da ultimo, molto calda è la questione della sopravvivenza degli operatori turistici: se la Gallura quota quasi la metà degli alberghi della Sardegna, ne consegue che più di un centinaio di strutture nella sola Gallura rischiano di non riuscire ad aprire.

“Senza certezze sull’incentivazione al lavoro e senza gli aiuti che sopperiscano ai disastri della stagione 2020, molte aziende in Gallura non avranno le risorse per aprire. O questi fantomatici aiuti arrivano in questo momento, o ci troveremo in una condizione drammatica; la situazione è critica e quello che accadrà nel mese di febbraio sarà determinante. Unica nota positiva è che c’è una voglia di Sardegna nei mesi centrali, il rumore di sottofondo ci dice che non appena sarà possibile, le prenotazioni arriveranno. Ma bisogna sopravvivere fino a quel momento. Se chiariamo le regole entro marzo, per giugno avremo una Sardegna operativa, i parametri sono chiari. E se l’anno scorso l’incertezza era accettabile, in virtù dell’emergenza, quest’anno non lo è. Il sistema degli alberghi ha dimostrato, anche in Gallura, di poter garantire la sicurezza”, conclude Manca.

Ristori immediati per gli albergatori, protocolli univoci e chiari, comunicazione istituzionale attraente ed efficace: queste le chiavi per un piano turistico che sappia mettere in salvo la stagione 2021, ad oggi ancora fortemente in bilico: laddove l’orizzonte sanitario rimane incerto anche se rassicurante, essenziale è organizzare una strategia d’azione condivisa tra tutti gli attori della filiera turistica e che possa contare sul supporto delle istituzioni regionali.