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Da Pittulongu a Marinella attraverso il valico di Donnigheddu

Da Pittulongu a Marinella attraverso il valico di Donnigheddu
Da Pittulongu a Marinella attraverso il valico di Donnigheddu
Marco Agostino Amucano

Pubblicato il 18 ottobre 2015 alle 09:13

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Pochissimo frequentata, sconosciuta alla maggior parte degli olbiesi e dei golfarancini, sembra una strada sterrata vicinale come tante altre, nella cui parte finale non vorresti inoltrarti troppo per il timore di irritare qualche proprietario geloso di quegli impervi territori. Eppure vi fu un tempo non lontanissimo, che non pochi anziani ricordano bene, nel quale questo tormentato tracciato che congiunge i golfi di Olbia e Marinella passando per vari stazzi storici, assunse la dignità di “strada comunale”, di nome e di fatto. Carri a buoi solenni, asini e cavalli ne erano i protagonisti indiscussi, lenti, ma efficacissimi nel guadare i torrentelli che scendendo a rotta di collo dalle pendici orientali del monte Sa Curi si risvegliavano improvvisi alle prime piogge. DSC_0738 La strada che sale verso Su passu 'e Donnigheddu vista da Sas Ruias Il percorso trae ancora il suo inizio da Pittulongu, e ricalcato attualmente dalle vie “Donnigheddu” e “Suiles”, procede verso settentrione, toccando la regione degli Stazzi Casula, oggi erroneamente ribattezzata “regione Suiles”, la quale, per quanto molto estesa, non includeva ancora l’area dell’omonimo borgo. Quindi, attraversate le due località di Frades Porrados e pervenuti poco dopo agli splendidi ulivi centenari degli stazzi di Sas Rujas (siamo appena entrati in territorio di Golfo Aranci), gli scarpinatori curiosi possono già vedere con lo sguardo rivolto a nord il tracciato che, ormai disastrato dall’abbandono ed in parte invaso da sterpaglie e cisti, si inerpica fino a “Su passu ‘e Donnigheddu”, dove è frequente incontrare, con loro sorpresa, un branco stanziale di circa sei-sette mufloni, cinghiali, volpi, e talvolta udire il gracchiare sonoro e profondo del corvo imperiale. DSC_0746 I golfi di Marinella e Cugnana visti da Su passu 'e Donnigheddu Che la nostra fosse una strada utilizzata già nella piena età di mezzo ce lo confermano i pochi, ma chiarissimi resti dell’importante villaggio medioevale di Suiles, da noi sicuramente localizzato dopo lunghe e ripetute ricognizioni nei luoghi. Nel Seicento il centro demico lasciava ancora vedere “palazi alti et case disfate” e poi ” …assai fondamenti di fabriche” a tal punto che i testimoni del tempo avevano dubbi se là sorgesse un tempo una “..Villa o Castello”2. . Superato il passo, dalla cui sommità si gode contemporaneamente la spettacolare vista del Golfo di Olbia a sud e del Golfo di Marinella, di Punta Volpe (Porto Rotondo) e degli stazzi di Rudalza verso nord, dopo poche centinaia di metri in cui la strada ormai appare cancellata dal disuso decennale eccoci arrivati ai famosi stazzi de Su Donnigheddu, nome che tradisce un antico quanto nobilissimo proprietario di questi fertili pascoli. Infatti il titolo ufficiale “donnicello” si riferiva al principe erede alla corona del Giudicato, sebbene anche agli altri membri delle famiglie giudicali. Secondo l’opinione autorevole di Dionigi Panedda “la località Donnigheddu…se questo nome le fu attribuito durante i detti secoli (del medioevo, n. d. r.) faceva parte dell’asse patrimoniale in dotazione del principe ereditario o al limite, di un membro della famiglia giudicale gallurese”(1). [caption id="attachment_43950" align="alignnone" width="969"]DSC_0745 l Golfo di Olbia visto da Su passu 'e Donnigheddu[/caption] È un vero peccato che questa antica, “nobile” strada comunale di collegamento diretto fra i due golfi rinomati nel mondo per bellezza e per i loro insediamenti turistici, stia finendo dimenticata ed abbandonata nel suo ultimo tratto. Con questo piccolo contributo OLBIAchefu vuole pertanto proporre alle amministrazioni di Golfo Aranci ed Olbia un’azione sinergica per recuperare questo percorso così suggestivo ed utile per ricostruire soprattutto le vicende della vita degli stazzi, e che potrebbe essere valorizzato praticamente a costo zero per ottenerne un percorso escursionistico che - ne siamo più che certi - sarebbe apprezzatissimo dagli appassionati di trekking. Provare per credere. terranova_000_w - Copia.Ritaglio L'area interessata dal passaggio della strada nel Cessato Catasto "Decandia" della metà dell'Ottocento.

©Marco Agostino Amucano

1 D. PANEDDA, I Nomi Geografici dell’Agro olbiese, Sassari 1991, p. 197. 2 D. PANEDDA, cit., p. 603.