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Cala Saccaia, un dry dock per mega yacht? Ecco di cosa si tratta

Tra le varie ipotesi spunta un bacino di carenaggio

Cala Saccaia, un dry dock per mega yacht? Ecco di cosa si tratta
Cala Saccaia, un dry dock per mega yacht? Ecco di cosa si tratta
Angela Galiberti

Pubblicato il 14 aprile 2021 alle 14:22

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Olbia. Quali sono i progetti per Cala Saccaia? Quali sono le aziende che avrebbero richiesto al Cipnes spazio sul mare per cantieri nautici? Chi sono gli imprenditori? Niente di tutto questo è trapelato in queste settimane, nemmeno durante la riunione di maggioranza che ha visto coinvolti anche i dirigenti del Cipnes: l'ente consortile a cui sono stati ceduti 20 ettari di pianificazione sul mare, in un'area pregiatissima e di alto valore ambientale.

Durante questa riunione, benché non sia stato tratteggiato alcun progetto, sarebbe emersa la possibilità di un cantiere nautico specializzato in refitting per mega yacht con tanto di dry dock. Il che presuppone una struttura cantieristica non solo di alto livello professionale a livello di maestranze, ma anche di strutture edili (anche dentro il mare) particolarmente grosse.

Per capire di cosa stiamo parlando, pensiamo alle imbarcazioni che utilizzano questi servizi (spesso nei cantieri “madre”, come Lurssen, o in cantieri ultra-specializzati): parliamo di navi yacht che vanno dai 70 metri in su. Un cantiere nautico che si propone come “refitting” può essere (e deve essere) dotato non solo di una struttura a terra e di un molo, ma anche di uno o più bacini di carenaggio: un dry dock, un bacino abbastanza lungo e abbastanza largo (lungo almeno 100/120 metri se parliamo di mega yacht) dentro il mare capace di “svuotarsi” grazie a una paratia stagna e di contenere queste imbarcazioni (che sono lunghe, ma anche alte)

Sono strutture imponenti, protese dentro il mare, che possono essere “scoperte”, ma che possono anche essere accompagnate da una copertura che le trasformano in un enorme capannone dentro l'acqua. Il dry dock (con o senza coperture) è accompagnato da banchine che devono consentire i lavori, lo spostamento di materiali e apparecchiature utili al refitting.

Abbiamo ben presente l'impatto che hanno i capannoni sul paesaggio, immaginate cosa potrebbe sigificare avere un cantiere nautico a Cala Saccaia con un dry dock (magari coperto e con annesse strutture di supporto) proteso nel mare: non abbiamo idea dove potrebbe essere posizionato, ma ovunque venga messo rischia di “incrociare” le cozze o persino la calanetta. Senza dimenticare che mega yacht hanno necessità di ampie aree di manovra, fondali adeguati, niente ostacoli di sorta per motivi di sicurezza. Dove lo trovano tutto questo spazio nei 20 ettari di Cala Saccaia senza intaccare il paesaggio? L'ipotesi del dry dock è concreta o è un'idea? Se è concreta, perché non rendere edotta la città e tutti i consiglieri comunali sull'azienda che vuole investire?

Video sui Cantieri Lurssen

Video Dry dock operations