Monday, 31 August 2026

Informazione dal 1999

Bianca, Cronaca

Barche, selfie e trasgressioni: la Sardegna chiede nuove regole per il mare

Le parole del Capitano di Vascello Gianluca D’Agostino

Barche, selfie e trasgressioni: la Sardegna chiede nuove regole per il mare
Barche, selfie e trasgressioni: la Sardegna chiede nuove regole per il mare
Barbara Curreli

Pubblicato il 31 August 2026 alle 08:00

condividi articolo:

Olbia. Estate in Sardegna, un primo bilancio della stagione: controlli, sicurezza e il caso Mortorio.

Questa estate è stata un'estate segnata da un forte afflusso di imbarcazioni lungo le coste della Sardegna, con numeri e presenze che confermano quanto il turismo nautico rappresenti una risorsa sempre più importante per l’Isola, ma anche una sfida complessa sul fronte della tutela ambientale e della sicurezza in mare. A destare particolare attenzione sono stati gli episodi registrati nell’area di Mortorio, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, dove l’accesso indiscriminato delle imbarcazioni, l’ancoraggio e alcuni comportamenti documentati e rilanciati sui social hanno riacceso il dibattito sulla necessità di controlli più stringenti e di nuove regole.

Capitaneria di Porto e Parco di La Maddalena hanno intensificato l’attività di vigilanza, con decine di verbali elevati quotidianamente e un’attività di controllo dedicata. Ma, secondo il direttore marittimo del Nord Sardegna, Capitano di Vascello Gianluca D’Agostino, il tema non può essere affrontato soltanto attraverso l’azione delle forze dell’ordine. Servono scelte politiche, una revisione delle sanzioni e soprattutto una gestione diversa dei flussi di imbarcazioni all’interno delle aree più delicate.

Il fenomeno Mortorio e i comportamenti sui social

Le parole del Capitano di Vascello Gianluca D’Agostino, direttore marittimo del Nord Sardegna nell'intervista rilasciata ai colleghi Agenti 0010 di Catalan Tv.

«La trasgressione portata sui social per far vedere ciò che si è fatto è la cosa che ha colpito maggiormente.

Il party a Mortorio: le sanzioni sono davvero efficaci?

«Possono diventare irrisorie: 330 euro per l’ingresso e 50 euro per la fonda, possono fare la differenza in alcuni casi, con pesi e misure diversi a seconda dell’imbarcazione interessata dalla sanzione, con notevoli differenziazioni tra lo yacht da milioni di euro e il gommone preso a noleggio. Sono cifre vetuste, da rivedere. Regione e Comando regionale dovranno rivederle».

Il Parco della Maddalena ha chiesto un rafforzamento dei controlli. L’attività della Capitaneria è stata intensa, ma il tema, secondo D’Agostino, richiede una strategia più ampia.

«Serve una struttura strategica diversa, che non può fare affidamento esclusivamente sulle forze dell’ordine che operano in mare, ma deve partire e transitare dalla politica. La deterrenza, cioè le sanzioni, deve essere necessariamente accompagnata da una limitazione alla presenza delle barche nel Parco. Più diventa importante il turismo, più incide sul tessuto sociale: il turismo va guidato e responsabilizzato».

Sicurezza in mare, una priorità

La pressione antropica sulle coste sarde è tra le più alte del Mediterraneo. Per questo, sottolinea il direttore marittimo del Nord Sardegna, la sicurezza resta la priorità. «La presenza antropica è tra le maggiori nel Mediterraneo. Emergenza e sicurezza in mare hanno la priorità e tutto il lavoro svolto porta ad un’incidenza dei sinistri bassissima».

Anche sul fronte della deterrenza, il confronto con altre realtà del Mediterraneo può offrire alcuni spunti: pensiamo al confronto con la Corsica, dove si è arrivati ad una sanzione nota a tutti di 90 mila euro e a tre anni di interdizione alla navigazione nella costa per aver violato alcuni divieti. "Quello che è accaduto in quei territori ha creato una migrazione verso le nostre coste", conferma D'Agostino.

Una crescita che parte dagli anni Settanta

Il fenomeno va letto anche alla luce della trasformazione che ha interessato la Sardegna e, in particolare, il Nord dell’Isola negli ultimi decenni. «Dagli anni Settanta ad oggi, ci sono state norme che hanno favorito e agevolato la crescita del comparto della nautica da diporto, lo sviluppo dell’università in campo nautico, la riapertura ai grandi yacht del Molo Brin, lo sviluppo della cantieristica navale, che sta diventando davvero importante in città. Tutte queste circostanze tendono a richiamare questo tipo di turismo e l’equilibrio è davvero delicato e non può che essere in capo alla politica e alla Regione».

Regione, Parco e Capitaneria: servono correttivi

Il confronto istituzionale è già sul tavolo. D’Agostino annuncia un incontro in Regione con i responsabili del Parco di La Maddalena e l’assessorato al Turismo per analizzare l’andamento della stagione e individuare nuove misure.

«Oggi sarò in Regione con i responsabili del Parco di La Maddalena per discutere insieme all’assessorato al Turismo, fare un’analisi della stagione e cominciare a proporre dei forti correttivi, già richiesti anche per quest’anno in maniera reiterata».

Tra le ipotesi ci sono interventi concreti sulla gestione degli accessi e degli ormeggi: "Posizionare cavi tarozzati, porre limitazioni forti ai numeri di imbarcazioni autorizzate all’ingresso nel Parco, o anche fare diventare l’area di Mortorio un’area completamente interdetta".

Si tratta, però, di interventi che richiedono risorse e tempi adeguati. «Mettere in campo tutte queste azioni richiede tempo e denaro. Ancora non è stato messo in campo ciò che è stato fatto: va ora discusso a tavolino».

La strada, secondo il direttore marittimo, è quella della collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte. «Le azioni che Regione, Parco e forze dell’ordine devono porre in essere devono essere necessariamente sinergiche. Auspico che posizioni diverse, che hanno anche interessi diversi, convergano verso il bene comune».

Le tre regole per la sicurezza in mare

D’Agostino indica infine tre principi fondamentali per chi naviga e frequenta le coste della Sardegna.

Prima regola: la civiltà.
«La prima regola fondamentale è quella della civiltà. È anomalo pensare che chi noleggia una piccola imbarcazione possa arrivare, spiaggiare, posizionare barbecue. Non c’è una norma che lo vieti: è civiltà. Quindi il primo approccio che ci si deve mettere in testa è proprio quello oltre ad andare piano, guardare sempre avanti, rimanere distanti da tutti gli altri che si trovano in mare».

Seconda regola: rispettare i fondali e la posidonia.
«Quando provate a dare fonda, date fonda, buttate l’ancora in posti dove sotto è bianco, (e in Sardegna il fondale si vede), dove non fate danno. La posidonia rende il mare così come lo conosciamo: trattiamola come un essere estremamente delicato, quale è».

Terza regola: conoscere le aree vietate.
«Cerchiamo di chiedere quali sono le zone vietate quando noleggiamo un’imbarcazione».

E infine un appello rivolto direttamente a chi sceglie il mare della Sardegna per le proprie vacanze:
«Non rovinatevi giornata o vacanza superando limiti e barriere, recandosi in zone che sapete vietate solo per farvi il selfie sui social. È un indice di inciviltà incredibile. Non lo merita il nostro mare, non lo merita la Sardegna, non lo merita il popolo sardo».