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Cronaca

Autunno in Gallura: Alà dei Sardi tra leggende e sapori

Autunno in Gallura: Alà dei Sardi tra leggende e sapori
Autunno in Gallura: Alà dei Sardi tra leggende e sapori
Laura Scarpellini

Pubblicato il 04 ottobre 2020 alle 08:56

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Alà dei Sardi, 4 Ottobre 2020 - I suoi 2 mila abitanti fanno di Alà dei Sardi una delle mete caratteristiche della Gallura.A quasi 700 metri di altitudine il paese è come avvolto dai caratteristici rilievi granitici sardi, originali sculture modellate dall'erosione secolare del vento. Le sue impervie foreste di lecci e querce ospitano numerosi esemplari di mufloni, ma anche le aquile qui vivono indisturbate. Tortuosi ruscelli originano laghetti e le famose cascate di su Fossu malu. Ma Alà dei Sardi con la sua incontaminata natura oltre che ospitare la fauna locale, è anche teatro delle avvincenti prove su sterrati del Rally d’Italia Sardegna, tappa del mondiale. La sua altura permette inoltre di godere della suggestiva sagoma del golfo di Olbia, e dell'inconfondibile figura di Tavolara. Alà dei Sardi è un paese dove è dominante la forma geometrica del parallelepipedo, che ritroviamo nei cubi di granito con i quali vengono realizzate tutte le costruzioni del centro abitato. Il nome Alà deriva da "ala" che sta a significare luogo posto in alto. Ala in termine militare indica l'estremità destra o sinistra di un corpo militare durante la battaglia. Da qui l'ipotesi che Alà potesse essere stata in antichità un presidio, o una fortezza militare di grande importanza. A tal proposito l'origine del paese è avvolto da un alone di mistero, misto a leggenda: si narra che ad un vecchio ramingo si presentò d'improvviso "su muscazzu" (un fantasma ), che disse: "Vedi quella luce in lontananza di un fuoco? Ecco all'ala destra di quella fiammata si ergerà un paese che diverrà ricco e molto importante. Per la distesa dei campi pioveranno abbondantemente tre manne. Il fantasma scomparve e il paese si materializzò come per incanto. Gli venne dato il nome di Alà perché costruito sull'ala destra del luogo indicato, e col tempo, lo stesso nome venne distinto con un accento. Alà divenne nei secoli un paese molto ricco e e di grande importanza strategica e economica. Le principali attrattive del luogo sono rappresentate dalla lavorazione del sughero, del granito e delle pietre dei famosi maistos alaesi. Inoltre proprio qui si trova il parco eolico più grande d’Italia. Ma è la tradizione agropastorale ad essere il traino dell'economia del luogo. Sono rinomate le ottime carni bovine, e il delizioso miele prodotto nelle sue terre. Il borgo così come lo vediamo ha avuto origine nel XVII secolo, prendendo forma attorno alla chiesa di Santa Maria del 1619. La stessa venne poi ricostruita divenendo la parrocchiale di Sant’Agostino. La tipica facciata è in granito e vi trovano posto anche diverse statue di santi, mentre l’interno custodisce l'affascinante mosaico seicentesco della Madonna del Rosario. Ogni anno a fine agosto ricorre la festa del santo patrono tra celebrazioni laiche e religiose. Occasione questa per ammirare gli splendidi abiti tradizionali assistendo ai suggestivi spettacoli folk alaesi. Grande attrattiva è la sagra del prosciutto in cui il prodotto locale è il grande protagonista. Proprio in questo caratteristico scenario il borgo antico di Alà dei Sardi mostra tutto il suo splendore, e la sua ricchezza storica. Tra i vicoli del cuore cittadino è facile scoprire i pozzi ‘e mesu iddae dis’Oltu Mannu, il vecchio municipio e bicocca dei Dessena. La facciata dell'antico Palazzo Corda ospita un murale che ricorda l’ultima bardana ossia il tipico saccheggio a danno dei benestanti. Troviamo poi la chiesa di San Giovanni Battista e quella di Sant’Antonio da Padova. A soli due chilometri fuori dal centro del paese possiamo far visita al suggestivo santuario di San Francesco d’Assisi in cui a inizio ottobre si tiene una festa che richiama oltre diecimila fedeli. Il territorio di Alà dei Sardi fu abitato fin dai tempi del Neolitico. Numerose sono le testimonianze di epoca nuragica tra cui torri, villaggi, tombe di Giganti e resti di santuari. Tra i più visitati troviamo sos Nurattolos, risaltente all’età del Ferro che include una fonte sacra, un santuario, numerose abitazioni e un luogo di ritrovo; poco distante si può visitare il nuraghe Boddò, e il villaggio disu Pedrighinosu, con i suoi caratteristici alloggi circolari e l'antica fucina. Questo sito è famoso per essere stato abitato dall'antico popolo ribelle non autoctono dei Balares. Escursioni per immergersi nella storia sono sempre un'ottima idea per trascorrere un weekend a Alà dei Sardi. Il turismo locale si sta sempre più espandendo, sfruttando le attrattive naturalistiche e il territorio così ricco di spunti, e di incentivi per le attività outdoor. Il clima autunnale con le sue fresche temperature invita al movimento e alla degustazione dei piatti della tradizione, che qui non sono da trascurare. Un paese della Gallura che in autunno offrirà di certo ottimi pretesti per un soggiorno, tra leggende, storia cultura e i piaceri della tavola.

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