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Arzachena, collaborazione tra Comune e Istituto di Scienza del Patrimonio Culturale

La comunicazione del Comune

Arzachena, collaborazione tra Comune e Istituto di Scienza del Patrimonio Culturale
Arzachena, collaborazione tra Comune e Istituto di Scienza del Patrimonio Culturale
Olbia.it

Pubblicato il 08 settembre 2021 alle 11:33

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Arzachena. Ha preso l’avvio la collaborazione interdisciplinare tra il Comune di Arzachena e l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del CNR, sedi di Roma e Firenze. L’obiettivo di questo sodalizio è duplice: da un lato, fornire uno racconto multimediale coordinato della Gallura quanto più fedele ai ritrovamenti archeologici e alle fonti a nostra disposizione oggi, per delineare in modo oggettivo il panorama storico e culturale del territorio in epoca preistorica e nuragica. A tal proposito, annuncia Augusto Palombini, archeologo, ricercatore del CNR-ISPC e coordinatore scientifico del progetto “Sarà uno strumento di narrazione in parte online in parte sui siti, per restituire una fotografia del territorio che tenga in considerazione non solo i beni culturali e paesaggistici ma anche le tradizioni enogastronomiche, la cultura popolare, nonché saperi, idee e usanze. Per  le vicende evolutive che hanno portato alla formazione del territorio gallurese, e i collegamenti con culture e popoli d'oltremare”.

Altro obiettivo è quello di potenziare l’offerta culturale e turistica, al fine di far convergere nuove e diverse fasce di pubblico in Gallura: avvicinare i cittadini al patrimonio locale, incuriosire turisti a visitare l’entroterra, offrire materiale di studio a studiosi e professionisti del settore culturale, nonché stimolare i giovani a conoscere le antiche storie e tradizioni del territorio. In che modo il CNR ISPC affronterà questa duplice sfida? Attraverso le tecnologie digitali per il rilievo, l’analisi e la valorizzazione del paesaggio antico. Ricostruzioni virtuali, applicazioni di realtà aumentata, un portale interattivo online e chissà, forse anche un serious game, permetteranno di rivivere i tempi passati in maniera immersiva e coinvolgente: la vita quotidiana nei nuraghe, i rituali di sepoltura, la lavorazione delle ceramiche e della lana, le colture e così via.

I due siti di riferimento per tale attività di studio e sviluppo virtuale saranno la necropoli “Li Muri” e il nuraghe “La Prisgiona”, a pochi chilometri dal centro di Arzachena, due realtà diverse ma vicine geograficamente. Il primo, un cimitero neolitico fra le più antiche testimonianze della preistoria nel Mediterraneo, il secondo, un articolato complesso nuragico, dalle frequentazioni stratificate nel tempo.

Fa sapere il Comune gallurese: "Si è partiti a luglio 2021 con una prima ricognizione del CNR ISPC ad Arzachena, con un ristretto team di lavoro. Lo staff del Comune, guidato dal Sindaco Roberto Ragnedda e dal Presidente del Consiglio Rino Cudoni, si è subito reso disponibile a un tavolo di lavoro concreto e in merito alla collaborazione con l’Ente di ricerca nazionale. Il CNR ISPC, dal canto suo, ha messo a disposizione competenze, professionalità e know how al fine di agevolare e supportare i desiderata del Comune, per un lavoro di valorizzazione territoriale mediante gli strumenti della Realtà Virtuale e Aumentata che partisse dai dati scientifici. In questa occasione sono stati effettuati i primi rilievi a “Li Muri” e a “La Prisgiona”, che hanno da subito restituito la magnificenza delle architetture nuragiche".

A breve partiranno i lavori di rilievo e digitalizzazione, guidati sempre dal CNR ISPC. In settembre 2021, infatti, una nuova missione di lavoro, con un gruppo più nutrito di ricercatori e tecnici approderà in Sardegna. Commenta Daniele Ferdani, archeologo e ricercatore CNR-ISPC, "Una settimana di lavoro intensa che coordina le operazioni tecniche di rilievo che vedrà sul campo un team multidisciplinare lavorare assieme e fare sperimentazione metodologica e tecnologica direttamente sui siti archeologici oggetto del nostro studio”: si tratta di archeologi, rilevatori, modellatori 3D, videomakers, storytellers, esperti di comunicazione e di ricostruzione del paesaggio antico, con l’obiettivo di illustrare al pubblico di ogni età e provenienza, attraverso le tecnologie più moderne, i tanti fili che uniscono magnifico territorio della Gallura al suo avvincente passato.