Sunday, 29 March 2026
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Pubblicato il 29 March 2026 alle 14:00
Olbia. Cari lettori, quante volte l’educazione dei figli può mettere a dura prova la pazienza dei genitori? Chi, tra mamme e papà, almeno una volta non si è fatto travolgere dalla frustrazione di non saper gestire capricci e crisi dei propri bambini o ragazzi? Spesso, tuttavia, bastano piccoli accorgimenti per ritornare a una situazione di calma dove le relazioni familiari scorrono lisce e in modalità più funzionali. Per imparare a raggiungere facilmente e velocemente questi tanto ambiti stati di equilibrio emotivo, ci siamo rivolti all’esperta Michelle Oetterli che, ad Olbia, ha persino aperto una vera e propria scuola di emozioni.
I bambini hanno una vita emotiva ricchissima perché il loro cervello è in piena fase di evoluzione. Pertanto, è molto importante per loro imparare a riconoscere le proprie emozioni, identificare ciò che si prova e si stente, saperlo formulare riconoscendone anche l’origine e il motivo scatenante. Spesso infatti alcune emozioni prendono il sopravvento ed avere la capacità di regolare le proprie reazioni emotive è fondamentale per L’EQUILIBRIO EMOZIONALE del bambino. Imparare ad esprimere ciò che si prova senza ferire nessuno e imparare anche ciò che sentono gli altri è altrettanto importante per sperimentare ed apprendere L’EMPATIA. Come sarebbe bello gestire la propria RABBIA senza ferire gli altri, PIANGERE liberamente quando siamo tristi e GIOIRE saltellando come dei pazzi quando siamo felici? Sviluppando L’INTELLIGENZA EMOTIVA si arriva alla consapevolezza di tutto ciò che accade dentro di sé e negli altri e si impara a regolare il proprio comportamento.
Ma come possono - i genitori - insegnare l'educazione emotiva ai bambini? “Agendo come "allenatori emotivi” – risponde Michelle. Attraverso il modeling, infatti, i bambini imparano guardando come i genitori gestiscono le proprie emozioni. Ecco alcuni esempi:
“I genitori devono ricordarsi che sono lo specchio, per quanto difficile, dei propri figli – esordisce l’esperta - I figli fanno tutto per imitazione dei genitori e questo, occorre rammentarlo soprattutto nei momenti dove è più facile perdere la pazienza e adottare atteggiamenti disfunzionali. Spesso infatti siamo stanchi e travolti da mille impegni e la reazione automatica e più sensata appare quella di sbraitare, arrabbiarsi e punire. Ma abbiamo comunque la responsabilità, in quanto genitori e quindi primi educatori, di essere un esempio positivo per i nostri figli almeno per la maggior parte del tempo. Dovrebbe prevalere, in termini di tempo, l’equilibrio emozionale. Quando sbagliamo, tuttavia, possiamo chiederci come poter rimediare e cosa fare di meglio la prossima volta, senza perderci in inutili rimuginii mentali e sensi di colpa. Noi adulti, in primis, dovremmo essere in grado di gestire le nostre emozioni per dare l’esempio ai nostri figli. Tuttavia, spesso, ci ritroviamo a insegnare ai nostri figli dei comportamenti che noi non adottiamo”.
Quali strumenti possono utilizzare i genitori per un’educazione funzionale?
Risponde la dott.ssa Oetterli: “Tra gli strumenti che consiglio ai genitori c’è sicuramente il dare un nome alle emozioni e insegnare ai bambini a distinguere le varie sfumature emotive. Non ci sono infatti solo rabbia, tristezza e paura, ma esistono anche la frustrazione, il disgusto, la timidezza, la stanchezza, la sorpresa, ecc. E’ importante chiedere al bambino: “Che emozione senti in questo momento? Come posso esserti d’aiuto? Troviamo una soluzione insieme”. Fare delle domande al bambino è fondamentale affinchè impari da solo a costruire la sua cassetta degli attrezzi per ritrovare l’equilibrio emotivo nei momenti difficili”.
Che fare nei momenti di crisi dei nostri bambini e ragazzi?
“Ben vengano i momenti di crisi perchè possono essere l’occasione per insegnare loro come gestire una situazione impegnativa. Per quanto siano piccoli, è importante trovare le parole adatte per spiegare loro che non è tanto ciò che ci accade, ma come scegliamo di rispondere a ciò che ci succede a fare la differenza nella vita. Quindi nel momento di crisi lasciare che il bambino si sfoghi, stargli vicino anche senza dirgli niente per regolare le sue emozioni con la nostra sola presenza e quando poi si calma, parlare di quello che è successo, trovando insieme delle soluzioni”.
Cosa fare per essere dei buoni genitori?
“Dare in primis l’esempio ai nostri figli è tutto ciò che possiamo fare. Ci sono bambini più impegnativi di altri ma, con costanza, impegno e le giuste regole - poche ma buone purché vengano applicate in famiglia - i bambini possono realmente imparare l’autoregolazione emotiva in famiglia. Inoltre, reputo fondamentale il rispetto tra genitori (che stiano insieme o meno), in quanto da quella relazione tra gli adulti di riferimento, i figli ripeteranno ciò che imparano tra mamma e papà nelle loro relazioni nel mondo”.
Insomma, un ruolo difficile quello del genitore. Tuttavia, con piccoli accorgimenti e una buona dose di pazienza (soprattutto con sé stessi quando si sbaglia dato che non esiste il manuale del genitore perfetto!), è possibile aggiustare il tiro di volta in volta e creare rapporti familiari sempre più armonici ed equilibrati a partire dall’ascolto e dal riconoscimento delle emozioni.
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