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Olbia, il Padel si fa in 3: sport, opportunità e inclusione

I nuovi progetti per la stagione 2026 della Padel events

Olbia, il Padel si fa in 3: sport, opportunità e inclusione
Olbia, il Padel si fa in 3: sport, opportunità e inclusione
Barbara Curreli

Pubblicato il 29 March 2026 alle 09:00

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Olbia. Anche per il 2026, la Padel events di Giovanni Derosas conferma l'impegno nell’organizzazione di manifestazioni a carattere sociale, con l’obiettivo di promuovere l’inclusione nel mondo del padel.

"Quest'anno la nostra associazione compie 11 anni, è stata la prima per quanto riguarda la Sardegna e una delle prime nate in Italia, riconosciuta sia a livello nazionale che internazionale, io sono maestro internazionale e coach - spiega Giovanni Derosas -   e operiamo con tecnici federali della Fitp (Federazione Italiana Tennis Padel). Si gioca a 360 gradi sia con i bambini che con gli adulti, senza scordare l'importante tema dell'inclusione. 

Da oltre 10 anni, l’associazione si dedica con passione e continuità ad attività sociali completamente gratuite,accogliendo ragazzi con disabilità – tra cui disturbi dello spettro autistico e sindrome di Down – offrendo loro percorsi sportivi dedicati. Attraverso lezioni e momenti di condivisione, il padel diventa uno strumento concreto di integrazione, crescita e socializzazione".

"Negli ultimi due anni abbiamo realizzato qualcosa di importante: nel comprensorio di Porto Rotondo abbiamo organizzato i Campionati Italiani di Padel in carrozzina. Un evento unico, che per la prima volta è stato ospitato in Sardegna contribuendo a dare visibilità e valore a questa disciplina in forte crescita. E non ci fermiamo qui - ancipa il maestro Derosas - per il 2026 stiamo lavorando per alzare ancora l’asticella: vogliamo portare a Porto Rotondo un evento internazionale di padel in carrozzina, maschile e femminile".

"Queste manifestazioni, di carattere nazionale e internazionale, rappresentano anche un’importante vetrina per il borgo di Porto Rotondo e per l’intero territorio della Sardegna. Si tratta infatti di eventi svolti per la prima volta a livello nazionale proprio in Sardegna, e precisamente a Porto Rotondo, valorizzando il territorio e promuovendolo su scala sempre più ampia - aggiunge Derosas - un progetto che unisce sport, inclusione e territorio, con la volontà di continuare a fare la differenza, dentro e fuori dal campo. Ricordando a noi, a tutti, che non è solo sport, è inclusione, è passione, è dare un’opportunità a chi spesso non ce l’ha".