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Arzachena, bimbo segregato: zia olbiese patteggia

Arzachena, bimbo segregato: zia olbiese patteggia
Arzachena, bimbo segregato: zia olbiese patteggia
Olbia.it

Pubblicato il 28 gennaio 2020 alle 12:24

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Arzachena, 28 gennaio 2020 - Dopo i genitori, anche la zia olbiese ha chiesto il patteggiamento tramite il suo legale, il penalista Angelo Merlini. Parliamo dei presunti maltrattamenti subiti da un bambino all'interno di una villetta situata nelle campagne di Arzachena.

A scoprire il caso, durante l'estate scorsa, erano stati i Carabinieri del Reparto territoriale di Olbia insospettiti da una telefonata compiuta proprio dal bambino. La sensibilità dell'operatore del 112 ha consentito la liberazione del piccolo che si trovava chiuso in un stanza senza maniglie e con un secchio per i bisogni fisiologici.

I primi ad essere indagati erano stati i genitori del piccolo, qualche mese dopo l'Arma ha arrestato la zia del giovanissimo: ritenuta dagli inquirenti l'ispiratrice dei presunti metodi "poco ortodossi" di correzione.

Secondo gli investigatori, il piccolo avrebbe subito di tutto: percosse con un tubo di plastica, docce gelate, privazione del cibo. Il giovane ha annotato tutto in alcuni diari che sono diventati elementi fondamentali dell'inchiesta.

La zia avrebbe confessato le sue responsabilità.

Ora il Pm deve decidere se accettare il patteggiamento o andare a processo con rito immediato.

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