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Acqua potabile, tre class action in Sardegna: ecco a che punto siamo

Durante l'incontro organizzato da Adiconsum, si è parlato delle azioni legali in corso contro Abbanoa

Acqua potabile, tre class action in Sardegna: ecco a che punto siamo
Acqua potabile, tre class action in Sardegna: ecco a che punto siamo
Camilla Pisani

Pubblicato il 13 aprile 2021 alle 06:00

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Olbia. Si è svolto pochi giorni fa un incontro, in diretta Facebook, relativo alle class action per l’acqua non potabile in Sardegna: al meeting hanno partecipato Giorgio Vargiu (Presidente Adiconsum Sardegna), l’Avv. Franco Dore (legale Adiconsum Sardegna), Alba Rosa Galleri (Comitato promotore Porto Torres), Pieruccio Arru (Comitato promotore Castelsardo) e Paolo Sanna (Comitato promotore Tempio).

Va innanzitutto detto che le class action sono una faccenda burocraticamente complessissima, ed è proprio in virtù di questo che ne vengono intentate poche: al momento, Adiconsum ne ha in ballo tre, ed è proprio per fare il punto della situazione che ha organizzato l’incontro. La prima class action è quella di Porto Torres, e si riferisce al periodo che va dal 2009 al 2015; la seconda è quella di Castelsardo, che si riferisce al periodo 2011-2015; in ultimo quella di Tempio, dal 2016 a data da definirsi.

Queste tre azioni legali hanno come obiettivo quello di ottenere la restituzione di quota parte della quota fissa, il riconoscimento del danno patrimoniale ed il riconoscimento del danno non patrimoniale anche per gli utenti conviventi e non titolari: nell’attesa che i tempi legali facciano il loro corso, Adiconsum ha continuato ad inviare le opportune segnalazioni agli enti garanti, ed ognuna di queste ha portato anche ad ottenere sanzioni nei confronti di Abbanoa, che forse anche grazie a questo, si è resa disponibile ad aprire un tavolo di trattative, che sono poi sfociate nel più importante accordo intercorso tra un’azienda ed un ente consumatori; il 17 settembre 2019, infatti, è stato siglato un documento nel quale, sostanzialmente, riconosce ai consumatori tutti i diritti negati per quindici anni, eccezion fatta per i conguagli regolatori su cui si esprimerà il tribunale.

L'accordo riguarda anche la chiusura delle diverse azioni giudiziarie ancora pendenti che hanno visto contrapposti Abbanoa e Adiconsum in diversi Tribunali dell'Isola: azioni risarcitorie e richieste di risarcimento danni reciproche, class action sulla non potabilità a Porto Torres, Castelsardo e Tempio, azioni inibitorie su depositi cauzionali e ingiunzioni fiscali. “Le parti dichiarano il reciproco impegno, rispetto ai comportamenti già verificatisi e regolati con il presente accordo, a non promuovere ulteriori azioni legali di contenuto analogo e/o simile a quello delle azioni ora chiuse” recita il comunicato.

Secondo l’accordo, il ristoro dovuto agli utenti si quantificherebbe in 1,50 euro per ogni giorno di non potabilità e per ogni componente del nucleo famigliare, e dovrebbe avvenire per compensazione in conto consumi: Abbanoa non ha ancora sottoscritto l’accordo, e purtroppo con l’avvicendarsi della pandemia si sono bloccati tutti i procedimenti, benché Adiconsum fosse disponibile seppure in remoto; i vertici Abbanoa hanno però accantonato la pratica, preferendo impiegarsi completamente nella difficile tutela del servizio durante l’emergenza sanitaria.

Dopo l’apice della pandemia, verso maggio, è arrivato il doppio cambio dei vertici Abbanoa (ultimo avvenuto poche settimane fa), che ha significato un ulteriore rimando: Adiconsum ha perciò richiesto un incontro con urgenza, nell’interesse dei consumatori ma anche della stessa azienda, ed è al momento in attesa di riscontro.

La partita è quindi ancora aperta: le udienze incombono, ed in mancanza della sottoscrizione, da parte di Abbanoa, dell’accordo, si delegherà necessariamente ai tribunali la decisione sui risarcimenti ai consumatori, rispetto ai quali Adiconsum aveva proposto di mediare.