Friday, 28 August 2026
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Pubblicato il 28 August 2026 alle 11:14
Gallura. La stagione turistica nel Nord Sardegna prova ad andare oltre il tradizionale confine dell’estate. A indicarlo sono le richieste che stanno arrivando per settembre e ottobre, in particolare dai mercati del Nord Europa, Nord America e Medio Oriente, e la scelta di alcune strutture ricettive di prolungare le aperture fino ad autunno inoltrato. Tra queste c’è Delphina hotels & resorts, gruppo alberghiero sardo che per il 2026 manterrà operative alcune delle proprie strutture fino alla seconda metà di ottobre. Un segnale che si inserisce nel dibattito, ormai centrale per il turismo isolano, sulla necessità di ampliare la stagione e ridurre la forte concentrazione delle presenze nei mesi di luglio e agosto.
"Con l’allungamento della stagione puntiamo a intercettare una domanda internazionale in crescita anche nei mesi di settembre e ottobre – spiega Libero Muntoni, direttore generale di Delphina hotels & resorts –. Allo stesso tempo, il prolungamento delle aperture rappresenta un’opportunità per valorizzare il territorio oltre l’alta stagione, con ricadute positive sull’intero indotto locale". Secondo il gruppo, a cambiare sono anche le abitudini dei viaggiatori, soprattutto nel segmento di fascia alta, sempre più interessato a periodi tradizionalmente considerati di bassa o media stagione, quando le località sono meno affollate e diventa più semplice abbinare il mare alla scoperta dell'entroterra, alla gastronomia, allo sport e alle attività all'aria aperta.
Un ruolo importante viene attribuito anche ai collegamenti aerei con Olbia e Alghero, fondamentali per rendere concretamente possibile l'allungamento della stagione e mantenere accessibile il Nord Sardegna sui mercati internazionali. "Il prolungamento della stagione intercetta un cambiamento sempre più evidente nelle abitudini di viaggio – sottolinea Muntoni – soprattutto nel segmento di fascia alta, attratto dalla possibilità di vivere il territorio con ritmi più rilassati e maggiore libertà".
Le richieste non riguarderebbero soltanto il soggiorno balneare. Cresce, secondo i dati raccolti dal gruppo, l'interesse per le escursioni nell'Arcipelago di La Maddalena e verso il sud della Corsica, ma anche per l'entroterra gallurese, i borghi e i siti archeologici, dal territorio di Aggius all'area di Arzachena, dove si trovano complessi come La Prisgiona e le Tombe dei Giganti. A confermare la tendenza sono le date di chiusura posticipate. A Cannigione il resort Cala di Falco resterà aperto fino al 25 ottobre, mentre a Palau il Capo d'Orso proseguirà la stagione fino al 18 ottobre. Aperture più lunghe sono previste anche nelle strutture della Costa Rossa, nel nord-ovest dell'Isola.
Una scelta imprenditoriale, dunque, ma anche un piccolo banco di prova per uno degli obiettivi che il sistema turistico sardo insegue da anni: trasformare settembre e ottobre in mesi capaci di generare presenze, lavoro e indotto, sfruttando un clima ancora favorevole e un'offerta che non sia legata esclusivamente a spiagge e alta stagione.
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