Wednesday, 08 April 2026
Informazione dal 1999
Pubblicato il 08 April 2026 alle 16:30
Tempio. C’è un filo rosso, fatto di rigore e visione, che ha legato di recente le colline di Tempio alle pareti della galleria d’arte di via Zanfarino 29. È il talento di due artisti galluresi che hanno scelto Sassari per dare vita a un progetto espositivo di rara intensità: Andrea Sanna, protagonista della mostra “Facciamo che io ero...”, e Gavino Ganau, pittore di fama consolidata che per l'occasione ha vestito i panni del curatore.
L’esposizione inaugurata lo scorso 7 marzo e conclutasi il 19 marzo, si è presentata come un archivio privato che si fa collettivo. Inutile dire che l'esposizione ha riscosso un grande successo sia tra gli appassionati d'arte contemporanea, e gli addetti ai lavori. Insomma un connubio artistico di successo che inviterà sicuramente i diretti interessati, ad una replica. Sanna agisce con una modalità esperienziale: la sua ricerca non si disperde nel virtuale, ma affonda le radici nella realtà fisica. I suoi dipinti a olio sono frutto di una ritualità lenta e precisa: l'artista allestisce veri e propri set teatrali, orchestra luci e soggetti, fissa lo scatto fotografico e infine traduce tutto sulla tela attraverso una stratificazione meticolosa.
Il risultato sono scene domestiche o pubbliche che non raccontano azioni, ma stati d’animo: attesa, stupore, malinconia. Personaggi assorti che interrogano chi osserva, culminando nel cuore della mostra: tre autoritratti (due dell’infanzia e uno attuale) che dialogano sul tempo che passa e sulla maturità desiderata.
Abbiamo incontrato Gavino Ganau, curatore dell'evento e anima dello spazio espositivo Temenos artecontemporanea, per capire come sia nata questa collaborazione tra due personalità artistiche così forti.
Gavino può raccontarci come sia nata l’idea di questa mostra
"Ho curato l'intero progetto. È una mostra sulla quale abbiamo iniziato a ragionare più di un anno fa, per l'esattezza nell'estate del 2024. Avevo visto le opere di Andrea e mi avevano colpito profondamente; così gli ho proposto una mostra da Temenos, il piccolo spazio espositivo che gestiamo con altri due amici. Gli ho chiesto espressamente di realizzare un progetto ad hoc per noi".
Cosa ha significato per lei, pittore dalla firma così potente e dall’alto impatto visivo, calarsi nel ruolo di curatore per Andrea?
"In questo anno e mezzo abbiamo avuto uno scambio continuo. Abbiamo discusso molto e Andrea ha iniziato a realizzare, piano piano, delle opere tematicamente connesse, introspettive e intense. Ha lavorato molto sulle persone e sulle cose che aveva intorno e, soprattutto, su se stesso. Andrea possiede un'ottima tecnica a olio su tela e sta sviluppando una via molto interessante, che in questa mostra trova la sua esplicitazione più evidente. È un ragazzo intelligente e di grande talento; credo farà ottime cose, anzi, le sta già facendo. Tutti i lavori presenti sono stati creati appositamente per Temenos".
Il titolo della mostra, “Facciamo che io ero...”, ha richiamato con voluta sgrammaticatura il gioco infantile della proiezione di sé nel futuro. Un invito a riscoprire la propria identità attraverso lo sguardo di un artista che sta segnando una tappa importante della neo-figurazione sarda.
06 April 2026
06 April 2026
06 April 2026
05 April 2026
05 April 2026
05 April 2026
05 April 2026